Tiberghien, intrecci di fili e storie

La storia parte nel 1907 ma ancora non si sa quando finirà. Tante sono le ragioni che giustificano l’interesse per questa vicenda: prima della demolizione di buona parte della porzione est, il Lanificio Fratelli Tiberghien – o meglio Tiberièn – rappresentava un raro esempio, nel veronese, di un complesso industriale di inizio secolo ancora conservato nella sua complessità, alle porte della città. È stata una delle maggiori fabbriche a Verona e durante la sua quasi centenaria vita ha occupato migliaia di lavoratrici (il femminile è d’obbligo, 9 su 10 erano infatti donne nel 1912 quando i dipendenti erano 900) provenienti da diverse parti della provincia. La forza lavoro specializzata venne inizialmente reclutata fra le tessitrici esperte di Schio, zona a vocazione laniera e sede, fra gli altri, dello storico Lanificio Rossi. La manodopera generica venne invece assunta tutta sul posto.

Da subito la vita della fabbrica fu strettamente legata a quella del quartiere San Michele Extra, anche perché, per le maestranze specializzate, il lanificio provvide prontamente alla costruzione di abitazioni nel recinto stesso dello stabilimento o nelle immediate adiacenze. È stato un esempio di investimento straniero in attività diverse da quelle dei servizi, tradizionalmente avviate da ditte belghe o francesi nell’Italia di fine Ottocento.  E poi, caso più unico che raro, fra il 1975 ed il 1981 il lanificio venne gestito da un consiglio di amministrazione composto dai capigruppo consigliari dei principali partiti politici e affidato, con mandato fiduciario, all’allora sindaco di Verona, Renato Gozzi. Tornato in mani private, negli anni Novanta il lanificio conobbe un’altra inusuale esperienza con la gestione e l’acquisto dell’azienda da parte dei suoi stessi manager. E ancora continua il rapporto con San Michele, vicino nel bene e nel male a questa struttura demolita nel giugno del 2016, di cui ancora non si conosce il futuro. Il tema della riqualificazione è più che attuale, molte le proposte interessanti arrivate “dal basso”, supportate dalla raccolta di 1322 firme da parte dell’associazione Azione Comunitaria. Gli edifici mantenuti nell’area dell’ex Tiberghien, sul lato ovest verso Verona, potrebbero essere ristrutturati per consentire eventi, laboratori e attività artistiche-teatrali.

https://www.youtube.com/watch?v=o1YQMoPf4ds

I cento anni di storia di un lanificio, di un quartiere, di una città e di un modello di lavoro ormai lontano, oltre a un’esperienza unica di dignità e partecipazione sono stati raccontati dall’associazione MemoriaImmagine attraverso il documentario Tiberghien storia di una fabbrica, vicenda a cui Elena Peloso e Dario Dalla Mura si sono legati a seguito della lettura della monografia di Nadia Olivieri (Il lanificio Tiberghien fra storia e memoria, Cierre edizioni 2018) che tracciava la storia del lanificio: origine, sviluppo e crisi. L’Ivres Cgil oltre a sostenere la realizzazione del documentario, insieme a Fondazione Cariverona, ha organizzato una mostra fotografica sulla fabbrica. Elena Peloso ci racconta: «La cosa ha interessato sia me che Dario (Dalla Mura, ndr) perché abbiamo ricostruito le fasi salienti della storia del lanificio con l’aiuto di molti testimoni che hanno anche focalizzato l’attenzione sul momento più acuto della crisi negli anni Settanta, quando  la fabbrica è stata gestita e portata avanti dal Comune di Verona, con  tutto l’arco dei partiti,  che si è fatto garante del mantenimento della struttura (pur con alcune impegnative ristrutturazioni) del ricollocamento dei lavoratori in esubero e del finanziamento tramite le banche degli stipendi, un  caso unico in Italia».

Nel documentario si viene a conoscenza anche del paternalismo, delle lotte, della crisi del settore, delle strutture per i lavoratori, e soprattutto si guarda al futuro problematico dell’area della demolizione, caldeggiando un possibile museo del lanificio che ne conservi la memoria. Le prossime proiezioni sono in programma venerdì 23 novembre al Cinema Nuovo alle 20.30, sabato 1 dicembre al Centro Tommasoli alle 20.30 e venerdì  14 dicembre alla Biblioteca in sala Farinati alle ore 17. La mostra, dal titolo Il Lanificio Tiberghien a Verona. La storia, l’architettura, verrà presentata il 28 novembre alle ore 15.00 e sarà visitabile da mercoledì a sabato, dalle 15.00 alle 18.00; domenica dalle 10.00 alle 12.00, fino al 2 dicembre.

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Elena Guerra

Elena Guerra, giornalista e addetta stampa, laureata magistrale in Giornalismo, ha svolto ricerche nell’ambito del giornalismo interculturale grazie al gruppo di ricerca Prosmedia di cui è co-fondatrice. Si occupa di media relations, organizzazione di eventi culturali al fine di promuovere l’incontro di persone e culture diverse.

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