“Palazzo Barbieri, casa di vetro”?

Come è noto, l’attuale amministrazione locale veronese in campagna elettorale e appena eletta aveva più volte solennemente proclamato che avrebbe fatto del Municipio una «casa di vetro della trasparenza amministrativa, con i vetri trasparenti e le porte aperte». Quindi riteniamo che un piccolo Question Time relativo ai temi che hanno maggiormente scaldato il dibattito politico veronese degli ultimi tempi possa essere per i nostri amministratori un’importante occasione per dare seguito concreto ai propositi dichiarati che non si lasceranno assolutamente sfuggire. 

Il progetto per lo stadio. Come sappiamo, l’amministrazione per sostenere il progetto di finanza che prevede la demolizione dello stadio esistente e la realizzazione di uno nuovo, sostiene che per adeguare la vecchia struttura considerata obsoleta occorrerebbero 3.500.000 euro, quindi un impegno di spesa talmente elevato per le casse pubbliche da rendere diseconomico l’adeguamento dell’impianto esistente, che risulterebbe più conveniente sostituire con una struttura nuova e moderna. La domanda che poniamo è assai semplice: in base a cosa sono stati calcolati gli oneri necessari all’adeguamento della vecchia struttura? Esiste un documento ufficiale che riporti tale valutazione? E se esiste, in base a cosa è stato redatto? Un progetto? Oppure una valutazione di massima? A spannometro? A stima? A “ocio”? Per determinare il costo di un intervento edilizio la procedura tecnica vuole che si debba redigere un progetto esecutivo e su quella base produrre un computo metrico estimativo, cioè una valutazione economica analitica delle opere da eseguirsi. Per determinare l’onere dell’eventuale recupero della struttura esistente è stato fatto qualcosa del genere? Sì? No? Boh? Se “sì”, è possibile  renderlo pubblico?  Se “no” o “boh”, allora la somma più volte citata da dove deriva? Pratica divinatoria? Lettura di fondi di caffè? Aruspicio?

Il cantiere del filobus. E qui le domande sono davvero parecchie, perché nonostante la vetrificazione della casa comunale, fino a oggi il progetto per il filobus è una pratica classificata come il Terzo Segreto di Fatima o il contenuto dell’Area 51. I posteggi scambiatori che sono previsti ai due capi della linea del filobus erano finanziati come opere di compensazione di interventi che attualmente sono i morti più morti che siano mai vissuti: il Traforo delle Torricelle e il progetto del centro commerciale “La Cercola”. Oltre tutto v’è da dire che nei documenti ufficiali del Comune di Verona possiamo leggere che per il parcheggio di Verona Sud è prevista la realizzazione “entro la fine del 2019”. Stato attuale: non pervenuto. Come e dove l’amministrazione ritiene di reperire i fondi per realizzare di tali opere che sono fondamentali per il funzionamento del filobus? È stato fatto uno studio del traffico per simulare la situazione che si avrà a filobus completato? Ricordiamo che il progetto prevede collegamento tra i due sottopassi della circonvallazione all’altezza di Via Città di Nimes, intervento necessario per dare continuità al percorso del mezzo verso la stazione che altrimenti sarebbe condizionato dall’incrocio semaforico oggi esistente. Tale modifica viabilistica renderà impossibile per il traffico in sottopasso proveniente da nord–ovest raggiungere la zona della Fiera come si è fatto fino a ora, ovverosia tenendo la destra all’incrocio semaforizzato di Via Città di Nimes tra il sottopasso di Porta Palio e quello di Porta Nuova. Dove si pensa di deviare il flusso di traffico che dal nord-ovest della città va verso la Fiera? Sulla controstrada a una corsia che scorre lungo i sottopassi? Oppure in Via Basso Acquar e poi tra le anguste strade di Borgo Roma? In Borgo Trento, Via 4 Novembre, sarà ridotta a un solo senso di marcia verso Piazza Vittorio Veneto per far posto alle due corsie dedicate al filobus. Ma vi sono anche altre linee di autobus che transitano per la centralissima spina dorsale del borgo. A filobus realizzato tali linee verranno mantenute? Oppure verranno sostituite dalla nuova filovia? Se verranno mantenute, avranno necessità di essere deviate per non interferire col filobus o potranno rimanere a passare su Via 4 Novembre? Se dovesse esserci la necessità di deviarle nelle vie interne del quartiere, in quanto incompatibili con il tracciato della filovia, come capitò temporaneamente l’estate scorsa per la realizzazione degli asfalti della strada, sarà necessario eliminare dei posti auto per consentire ai mezzi pubblici di passere per le anguste vie del quartiere? Posti auto dei quali esso ha bisogno come un diabetico necessita dell’insulina, peraltro. Per consentire al filobus di avere una corsia dedicata per senso di marcia, Via Mameli verrà ridotta da 4 corsie com’è ora (due per senso di marcia) a 2 (una per senso di marcia). La manovra di svolta a sinistra per chi, provenendo da Parona, volesse immettersi nelle vie interne del quartiere pare non verrà più consentita. È stato studiato l’impatto che tale modifica viabilistica avrà per i residenti del quartiere Pindemonte, i quali per poter invertire la direzione di marcia saranno obbligati a tortuosi tour attorno Ppiazzale Stefani o alla futura rotatoria di Ca’ di Cozzi (della quale non vi è ancora traccia, peraltro)? La sostenibilità di tale modifica viabilistica è stata valutata con un studio del traffico? Sì? No? Boh?

Finanziamenti per il recupero dell’Arsenale. Come è stato riportato sulla stampa, la somma che sarebbe necessaria per il recupero dell’immobile asburgico si aggirerebbe attorno ai 53 milioni di euro. Se non è stato ancora redatto un progetto esecutivo, dato che per quanto è dato sapere risultano stanziati 4.890.000 euro per la realizzazione di un progetto definitivo (non per un esecutivo) che, quindi, non è ancora stato materialmente prodotto, come è stata calcolata la somma dei 53 milioni di cui sopra? E, soprattutto, come ha intenzione di finanziare un impegno di spesa così ingente il Comune di Verona?

Facciamo partire il tempo per la risposta?

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Luca Comper

Architetto, sta al giornalismo come uno scafista sta alla marineria. Appassionato osservatore delle cose, resta umile servitore nella Vigna del Signore, oltre che manipolatore seriale. Il suo motto è «ho costruito la mia causa sulla molestia»

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