Verona, se studente è sinonimo di tossicodipendente.

Si rivela molto interessante il Comunicato stampa N° 193 del 05/02/2019 emanato dall’Assessore Regionale all’Istruzione Elena Donazzan. L’Assessore parte da un dato reale: i test anonimi fatti nelle scuole superiori di Verona indicano che 1 studente su 5 fa uso di droga. Inoltre, come veniva segnalato su questa testata qualche mese fa [1], gli atti di contrasto all’uso e allo spaccio hanno portato a importanti risultati nella quantità di sostanze sequestrate.

La dichiarazione dell’Assessore rilancia legittimamente la questione del contrasto alla droga nelle scuole con toni forse provocatori. Non è ignorando un problema, infatti, che lo si risolve. Al contempo, però, pone sul tavolo una questione non certo irrilevante.

A scuola la droga gira, si sa, e in alcune scuole più che in altre, talvolta per ignavia o consapevole connivenza, più spesso perché i giovani, oltre a subire il fascino dello “sballo”, hanno bisogno di placare lo stress (12%). Sembra incredibile per un adulto, ma nelle scuole veronesi la quantità di ragazzi in difficoltà psicologica – già ora non trascurabile – è in crescita, tanto è vero che moltissimi istituti o licei hanno da anni uno psicologo incaricato [2] di ascoltare gli studenti che ne fanno richiesta.

Ma davvero in Italia, in generale, e in Veneto, in particolare, non si fa nulla contro la droga? I Sert sono già a disposizione per la prevenzione in tutte le scuole di Verona. L’informazione non manca, di fatto, e molti alunni – in realtà – affermano di saperne a sufficienza.

La soluzione più efficace, dunque, sarebbe quella di rendere obbligatorio il test antidroga in tutte le scuole secondarie, come proposto dalla Donazzan? Come contrasto al fenomeno, certamente sì: è un po’ la logica dei vaccini che ha eradicato molte malattie. I controlli sarebbero capillari, puntuali e molti ragazzi sarebbero obbligati a percorsi di recupero in tempo reale.

Ciò che potrebbe mettere a disagio è il principio che si andrebbe a imporre, però. Lasciamo correre che la guerra alla droga è oramai persa da anni e che persino negli USA si vada, in ordine sparso, verso la legalizzazione parziale. La droga a scuola è reato, quindi test antidroga per tutti, anche per chi ha orrore dello sballo: è per un bene superiore, si dirà. E forse è così. Ma anche guidare ubriachi è un reato: a quando i test obbligatori sul tasso alcolemico per tutti i patentati? A quando i test antidroga e alcolemici obbligatori e periodici per dipendenti pubblici, parlamentari e professori? Gli studenti sono forse “figli di un dio minore”?

Tutte le strade pullulano di telecamere, per la nostra sicurezza, si intende. Anche in Cina, teoricamente, è così. Ma un bene superiore come la sicurezza può giustificare la riduzione della libertà? E, soprattutto, una volta accettato il principio per affrontare l’emergenza, siamo sicuri di poter tornare indietro?

L’Assessore Regionale all’Istruzione
Elena Donazzan

Alla fine, siamo di fronte a un cambio culturale? Di sicuro per la Donazzan, che fino al 6 dicembre scorso militava in Forza Italia [3], un partito che nel suo programma aveva al punto 2 la promessa di «Uno Stato meno invadente» [4]; una scelta ora più da Ministro dell’Interno che da Assessore all’Istruzione. Per la società, una questione da spiegare ai nostri ragazzi: stiamo passando dalla presunzione di innocenza alla presunta colpevolezza? Visto che insegnare i giusti comportamenti è un processo lungo e non vincolante, dev’essere la polizia a imporre la morale?

Non c’è nulla da scandalizzarsi, sia chiaro. Il giusto e l’ingiusto vengono decisi dalla società: l’uomo è misura di tutte le cose. Il vantaggio della presunzione di colpevolezza e della dimostrazione dell’innocenza, in termini di prevenzione e contrasto alla droga, è evidente. È altrettanto evidente che il concetto di scelta, di libero arbitrio diventerà opzionale, per i nostri ragazzi e, un giorno, anche per gli adulti.

Sarà il tempo a dirci se avremo guadagnato una società migliore, libera dalla droga, o fornito un altro mattone per la costruzione di uno stato totalitario.

[1] Stefano Magrella, Droga a Verona, “IlNazionale.net” 06 dicembre 2019.

[2] Il servizio si chiama C.I.C. ed è previsto dal DPR del 9/10/ 1990 n° 309.

[3] Giuseppe Pietrobelli, Veneto, l’assessore regionale Donazzan lascia Forza Italia: il partito di Berlusconi in giunta non esiste più, “Ilfattoquotidiano.it” 06 dicembre 2018.

[4] Programma di Forza Italia/Centrodestra 4 marzo 2018: Link pdf.

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Stefano Magrella

Veronese d'origine, vanta ascendenze cimbre tutte da dimostrare. Docente di lettere, viene definito amorevolmente dai suoi cari come pesante, pedante e pignolo. Nel tempo libero gioca a nascondino con la morte.

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