“We Run”, libere di correre contro la violenza

Anna, Elen, Sabina, Umberto e Angelo. Sono gli “Angels in Run”, associazione nata da un’intuizione/necessità – poi condivisa e diventata progetto e pratica – di Anna: «Trovare un gruppo non competitivo, che traesse linfa dalle relazioni personali e non dalle prestazioni fisiche», per correre e camminare alla (ri)scoperta dei luoghi periferici di Verona. Il gruppo però non esisteva e così… lo ha creato!

La corsa e l’avvicinamento alla corsa (attraverso la marcia e il cammino, per chi ha bisogno di fare fiato e gambe) sono diventate uno strumento di relazione e di supporto, pensando soprattutto a quelle donne, che non trovano il coraggio e il senso di sicurezza per camminare e correre da sole: un’idea contagiosa che, attraverso un gruppo Facebook raggiunge più di 1300 persone e che non è solo una questione femminile, perché la «libertà di correre» e le condizioni che creano una situazione di sicurezza sono anche culturali e ci riguardano tutte e tutti, donne e uomini.

Così la sensibilizzazione al tema della violenza contro le donne è diventata una pratica fondamentale per le e gli “Angels in Run” che, per avvicinare le persone allo sport e consentire a tutti di praticarlo in sicurezza e a cuor leggero, da 4 anni promuovono anche “We Run – Libere di Correre”, che è diventato il più grande evento a Verona contro la violenza sulle donne. Anna Marostica ed Elen Bono, anime di “We Run”, insieme al loro gruppo – nutritissimo! – di supporto, dicono: «Aperta a tutti, “We Run” ha lo scopo di sensibilizzare su un tema di estrema attualità, che continua a riempire le cronache quotidiane nazionali e locali: la violenza sulle donne. Che non si traduce solo in atti efferati ma anche in piccoli e grandi soprusi quotidiani con lo scopo di svilire la persona in quanto donna.» E allora, aggiunge Anna Marostica: «Dobbiamo riportare il rispetto al centro del nostro vivere, il rispetto per il prossimo e per ogni essere vivente. È tempo di farlo tutti insieme, guardando alle cose che ci uniscono e non a quelle che ci dividono. Ognuno deve diventare protagonista in questa battaglia per la vita, perché ciascuno di noi può fare qualcosa. Fare rete è il primo passo per innescare il cambiamento.»

We Run – Libere di Correre” quest’anno fissa il suo appuntamento per il 24 novembre, alle ore 9, al Bottagisio Sport Center di Via del Perloso, 14 (al Chievo), dove i partecipanti potranno camminare o correre lungo due percorsi a scelta di circa 6 e 11 km. Quello più lungo quest’anno arriverà fino a Castelvecchio, nel cuore della città, unendo così periferia e centro. Ad aprire la corsa ci sarà una testimone d’eccezione, Eliana Patelli, bergamasca di origini, ma con il cuore a Verona, che grazie alla corsa è riuscita a lasciarsi alle spalle un amore malato.

Sensibilizzare contro la violenza sulle donne, avvicinare alla corsa, valorizzare la periferia, rispettare l’ambiente fare rete. Questi gli ingredienti di “We Run – Libere di Correre”, ma se ne aggiunge un altro, fondamentale: supportare due progetti benefici che fattivamente, ogni giorno, si adoperano per contrastare la violenza sulle donne. L’Associazione di Promozione Sociale D-Hub verrà supportata per l’attivazione di un nuovo percorso di tirocinio, di almeno 3 mesi, per dare una nuova chance di vita a donne che hanno vissuto situazioni di difficoltà, con una formazione nell’atelier di Via Trezza (a Veronetta) e attraverso un supporto per l’inserimento nel mondo del lavoro, attraverso un contatto con il mondo profit. Protezione della Giovane, attiva a Verona con un’accoglienza per donne in difficoltà con una struttura di 42 posti, verrà sostenuta per garantire un supporto psicologico a donne vittima di violenza e inserite in emergenza abitativa.

Con l’iscrizione alla marcia si sosterranno i due progetti (è possibile indicare una preferenza, se si vuole) e l’evento sarà occasione per addentrarsi un poco anche nel mondo del welfare del privato sociale veronese, ascoltando le narrazioni delle due associazioni, che avranno al Bottagisio un piccolo angolo dedicato. Come partecipare? È possibile iscriversi online e si possono trovare altre informazioni sul sito dedicato. È prevista una quota di iscrizione di 12 euro, ma i ragazzi e le ragazze fino a 15 anni non compiuti sono gratuiti (e il percorso di 6 km è interamente su asfalto per consentire anche alle carrozzine il transito). Un ultimo commento dei membri dell’associazione e delle organizzatrici è: «Nessuna paura! Nemmeno per il meteo, perché l’unione e la rete sono la vera forza». E a vedere questo gruppo che cresce e che porta messaggi fondamentali in luoghi non sempre deputati alla riflessione e alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, viene davvero da pensare che tutto sia possibile e, se non a fermare il rischio pioggia (anche se mai dire mai, vista la forza di questo gruppo), sicuramente a farlo passare in secondo piano.

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Maria Antonietta Bergamasco

Veronese di adozione, costantemente spaccata tra un lavoro sociale, che è politico e punta a un cambiamento possibile del sistema di welfare a Verona, e un vagare alla ricerca di incontri lenti con chi si dedica all'innovazione in questo settore. Convinta, da sempre, che se il lavoro sociale non si racconta, non possa essere veramente tale; quando può mette insieme storie per condividerle.

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