A “Rocketman” manca la scintilla

Tra Elton John che (non) canta in Arena e il suo replicante sul grande schermo, forse era meglio il primo.

Adesso vado a prendere lo sceneggiatore Lee Hall per un orecchio e lo picchio ripetutamente sulla testa con lo stivaletto alato di Elton John, perché non è concepibile nel 2019 scrivere ancora in modo così piatto senza trasmettere alcuna emozione, rovinando un film dalle grandi potenzialità come Rocketman. Possibile che i produttori non sappiano leggere e distinguere un testo mediocre e scontato da uno buono ed entusiasmante? Ma ‘sta gente non va al cinema, non vede serie televisive come Fleabag, giusto per rimanere nella patria natia del cantante?

Proviamo a entrare nei panni dei piccoli investigatori complottisti e facciamo le pulci a chi ha partecipato a quest’occasione mancata.
Il poco prolifico sceneggiatore Lee Hall (una manciata di lavori in 22 anni di sonnecchiante carriera) ha al suo attivo un solo successo: Billy Elliot, nel 1997.
Billy Elliot aveva come protagonista un giovane Jamie Bell, che in Rocketman interpreta l’amico e paroliere di Elton John, Bernie Taupin.
Billy Elliot nel 2005 è stato portato a teatro in versione musical, grazie a Elton John (produzione e musiche) e a Lee Hall (testi).
Il regista di Rocketman è quel tappabuchi di Dexter Fletcher che terminò la lavorazione di Bohemian Rhapsody quando venne cacciato Bryan Singer. Non starò a ripetere che pure a quella pellicola mancava una vera scintilla, perché quando lo dissi all’epoca feci una bella collezione di insulti. Ok, troppo tardi: l’ho detto.
Il regista Dexter Fletcher diresse nel 2015 Eddie the Eagle – Il coraggio della follia (lo dovrò recuperare, forse sì o forse no) che, tra i protagonisti, vedeva anche un certo Taron Egerton, il discreto attore (troppe faccine e faccette per i miei gusti) e canterino (è sua la voce e se la cava dignitosamente) che adesso incarna Sir. Elton John.
Taron Egerton in Kingsman: Il cerchio d’oro del 2017 incontrava Elton John che interpretava Elton John e lo salvava dai cattivoni di turno.
Kingsman: Il cerchio d’oro era prodotto e diretto da Matthew Vaughn, produttore anche di Rocketman.

Direi di finirla qua, in fondo credo che sia abbastanza scontato nel mondo del Cinema il “tu dai una mano a me e poi io darò una mano a te”, ma questo non giustifica la sciatteria di una sceneggiatura che, come minimo, qualcuno dovrebbe rileggere prima di metterla in produzione. Certo, sarebbe anche auspicabile non accontentarsi della banalità osare di più, ma il rischio sembra non essere più nelle corde di una certa Hollywood.

Ah, ma ve l’ho detto che Rocketman non è un semplice film biografico, ma anche un vero e proprio musical, nel senso che i protagonisti ad un certo punto si mettono a cantare le canzoni di Elton John rendendole parte integrante della storia? Ma sì, proprio come in Moulin Rouge (cito questo titolo perché nasce direttamente per il grande schermo e non è una trasposizione di uno spettacolo teatrale di Broadway), solo che le invenzioni visive qui non mi hanno coinvolto e la pelle d’oca, così come le lacrime agli occhi, che mi vennero per la pellicola di Baz Luhrmann in quest’occasione sono assenti giustificate.

Ho sempre detto che vorrei vivere in un musical, amo visceralmente il Cinema, adoro le vecchie canzoni di Elton John e, a occhio e croce, nei confronti di questo film avevo delle aspettative enormi almeno quanto Bryce Dallas Howard nella parte della mamma del protagonista (ma, a proposito, che si è magnata? Un T-Rex?), anche perché alla proiezione, proprio mentre il vero cantante si stava esibendo all’Arena di Verona sotto una pioggerellina autunnale di fine maggio, eravamo un bel gruppetto tra amici e parenti e solo a me e a mia moglie Rocketman ha deluso.
Comincio a sospettare che sia un problema di alimentazione.
ATTENZIONE, SPOILER: solo un consiglio, che è un po’ la morale della pellicola, se siete dei padri, non negate un abbraccio a vostro figlio, altrimenti in futuro potrebbe diventare un cantante omosessuale di grande successo.

Voto: 2,5/5

Rocketman
Regia di Dexter Fletcher
Con Taron Egerton, Richard Madden, Jamie Bell, Bryce Dallas Howard, Stephen Graham, Tate Donovan, Harriet Walter e Steven MacKintosh.

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Corrado Benanzioli

Corrado Benanzioli viene alla luce nel 1968, ma da lì a poco si renderà conto che l’unica luce veramente interessante per lui è quella del proiettore cinematografico. Malgrado la sua memoria degna di un criceto un po’ stordito, riesce a ricordarsi tutti i cinema nei quali ha visto le migliaia di film fino ad oggi, ma ancora non ha capito a cosa gli potrà servire questo super potere.

Corrado Benanzioli ha 40 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Corrado Benanzioli

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