Come resuscitare una commedia sugli zombie

Sono trascorsi dieci anni da Benvenuti a Zombieland, la divertente risposta americana all’altrettanto divertente commedia inglese L’alba dei morti dementi (Shaun of the Dead, 2004); umorismo differente per culture differenti, ma entrambe le pellicole subirono lo stesso maltrattamento dalla poco lungimirante distribuzione italiana, sebbene questo non impedì di farle diventare dei piccoli cult anche da noi tra gli appassionati del genere horror.

Come ogni volta che ci si trova davanti ad un sequel, la domanda che ci si pone è sempre la medesima: era indispensabile? Il 98% delle volte la risposta è un tonante “NO!”, il restante 2% la risposta è Terminator 2 – Il giorno del giudizio e Aliens – Scontro finale.

Da quel lontano-ma-non-troppo 2009 ne sono cambiate di cose, ma due in particolare sono di rilevante importanza: la giovane Emma Stone è diventata una star ed il regista Ruben Fleischer, dopo tanta televisione, ha imbroccato un inaspettato successo con la pellicola Venom (2018), stroncata dalla critica eppur premiata dal pubblico affamato di cinecomics, il che ai fini del “E adesso posso fare ciò che voglio!” ha sicuramente più peso rispetto al parere di qualche scribacchino (mai fidarsi dei recensori, lo dico sempre anch’io!).

Dopo aver tentato di far resuscitare l’idea del film trasformandola in una serie televisiva abortita sul nascere già al primo episodio (Zombieland, 2013), ecco che ritroviamo l’affiatato cast originale con l’aggiunta di varie “guest star” come si conviene ad ogni seguito che si rispetti che – non si sa bene perché –  deve sottostare alle usuali regolette del “Più grande, più grosso, più dispendioso”, altrimenti gli spettatori potrebbero uscire delusi dalla proiezione. In effetti, quando le nuove idee latitano, utilizzare degli escamotage per distrarre il pubblico pare che sia l’unica arma a disposizione degli studi di produzione e la cosa è più che comprensibile, se il metro di giudizio resta quello del vil denaro. Ma sto divagando e filosofeggiare di Arte e industria in una recensione di una commedia splatter forse è un po’ fuori luogo, quindi il parere che stavate cercando tra le righe di questo articolo è: simpatico soprattutto nella prima parte, alle volte persino spassoso, ma troppi personaggi sono un po’ buttati via, la trama è quella che è e di originale c’è ben poco. Può bastare per un film? No, ma per un sequel temo di sì.

Nota: restate pure seduti fino ai titoli di coda.

Voto: 3/5

Tallahassee (Woody Harrelson), Wichita (Emma Stone), Columbus (Jesse Eisenberg) and Albuquerque (Luke Wilson) in Columbia Pictures’ ZOMBIELAND: DOUBLE TAP.

Zombieland – Doppio colpo

Regia di Ruben Fleischer con Woody Harrelson, Jesse Eisenberg, Abigail Breslin, Emma Stone, Rosario Dawson, Bill Murray, Dan Aykroyd, Luke Wilson e Zoey Deutch.

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Corrado Benanzioli

Corrado Benanzioli viene alla luce nel 1968, ma da lì a poco si renderà conto che l’unica luce veramente interessante per lui è quella del proiettore cinematografico. Malgrado la sua memoria degna di un criceto un po’ stordito, riesce a ricordarsi tutti i cinema nei quali ha visto le migliaia di film fino ad oggi, ma ancora non ha capito a cosa gli potrà servire questo super potere.

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