“Fast & Furious”: istruzioni per la visione

Uno spin-off da una serie molto amata che non vedrete mai in un cinema d’essai.

Pensavate che certe rigide regole per evitare dei disastri di proporzioni bibliche valessero solo per i Gremlins, invece non è così: l’unico modo per potersi godere lo spettacolo dopo aver speso i soldi per un’anteprima farlocca (ma come, oggi me la spacci per un’anteprima nazionale a prezzo pieno e il film esce già domani?!?) è seguire alla lettera quanto sotto elencato.

Istruzioni per l’uso:
entrare in sala con bassissime aspettative;
preventivamente uccidere a mani nude la “sospensione dell’incredulità”, altrimenti è meglio che cambiate sala con qualcosa di più plausibile, tipo Dumbo;
accettare un umorismo macho di grana solo un po’ meno grossa di un iceberg;
accettare che le battute vengano proferite da due machi e non da due comici;
apprezzare i combattimenti e, più in generale, le botte da orbi, ma di quelle che fanno male tanto quanto quelle di Bud Spencer e Terence Hill, cioè quasi nulla;
essere consci che già nella saga di Fast & Furious fin dal terzo episodio le corse in auto erano diventate quasi un orpello, figuriamoci poi in questo spin-off, anche se la firma col protossido d’azoto al momento giusto non può certo mancare;
non rifiutare a priori l’autoironia dell’intera operazione per quanto tamarra possa sembrare, così esageratamente spinta all’esasperazione che un film di James Bond al confronto sembra una pellicola di Ingmar Bergman;
non ridere troppo sguaiatamente quando l’invisibile capo supremo del male, roba che S.P.E.C.T.R.E. ie spiccia casa, comunica con un vocione modificato che non si sentiva dalla serie UFO del 1970;
vietato sbadigliare per l’eccessiva durata di 2 ore e 16 minuti, perché allora significa che non vedete un blockbuster al cinema da troppo tempo e, quindi, siete proprio degli anziani da cineforum;
dare per assodato che nel mondo ci sono più hacker che dipendenti del McDonald’s e che a loro sia sufficiente un qualsiasi computer, anche degli anni Ottanta con il monitor a fosfori verdi, per violare tutto, dai satelliti al vostro vasetto di olive greche che solitamente non riuscite ad aprire;
farsi una ragione che gli uomini potenziati tecnologicamente sono una realtà già da L’uomo da sei milioni di dollari, quindi potete tranquillamente disdire il vostro abbonamento alla palestra senza tanti rimpianti;
pensavate di no, invece è così: tutte le spie, buone o cattive che siano, sono stragnocche nel testosteronico mondo di Fast & Furious e, naturalmente, questo vale per entrambi i sessi che non si sa mai che qualcuno poi abbia a che ridire;
l’eccesso è nel DNA del franchise, perciò proibito lamentarsi degli inseguimenti esagerati, delle scene impossibili e, più in generale, di tutto… che così facciamo prima;
checché ne dicano i no-vax, il mondo potrebbe venire distrutto da un momento all’altro se a proteggerci dai malefici virus mortali non ci fossero Dwayne Johnson, Jason Statham e Roberto Burioni;
tapparsi le orecchie ai primi dialoghi sull’amore che vince su tutto, sul cuore delle persone che battono la tecnologia, sulla famiglia prima di ogni cosa, perché deve averli aggiunti a penna sul copione il ragazzo del catering, oppure Vin Diesel;
portatevi al cinema qualche amico con il quale sfogarvi tra colpi di gomito e liberatori commenti (a bassa voce!);
tappatevi le orecchie anche nella scena subito dopo i primi titoli di coda, perché vi faranno uno spudoratissimo spoiler sul finale de Il trono di spade che, se ancora non lo avete visto (come me), vi verrà voglia di picchiare tutti i protagonisti della pellicola, anche se forse non sarebbe proprio l’ideona del secolo;
sì, potete vedere questo Fast & Furious – Hobbs & Shaw anche se vi siete persi qualche capitolo della saga principale, o anche tutti;
spegnete una buona manciata di neuroni come se fossero dei pixel su un tv Oled e lasciatene acceso solo uno, che è più che sufficiente per apprezzare il film.

Ecco, come vedete le regole sono poche e molto semplici, ma se le seguirete potreste rischiare addirittura di divertirvi con la simpatica ed affiatata coppia di nerboruti attori i quali, fortunatamente, hanno sempre avuto anche la giusta dose di simpatia oltre agli scontati muscoli necessari ai ruoli solitamente a loro destinati; non saranno DiCaprio o De Niro, ma sanno sfruttare le loro capacità al meglio.
Dirige con buon standardizzato mestiere l’ex stuntman, nonché regista di Deadpool 2 e di Atomica bionda, David Leitch.

Voto: 3/5

Fast & Furious – Hobbs & Shaw
Regia di David Leitch
Con Dwayne Johnson, Jason Statham, Idris Elba, Vanessa Kirby, Helen Mirren, Eiza González, Cliff Curtis, Eddie Marsan, Teresa Mahoney, Stephanie Vogt, Joe Anoa’i, Sonia Goswami, Ryan Reynolds e Kevin Hart

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Corrado Benanzioli

Corrado Benanzioli viene alla luce nel 1968, ma da lì a poco si renderà conto che l’unica luce veramente interessante per lui è quella del proiettore cinematografico. Malgrado la sua memoria degna di un criceto un po’ stordito, riesce a ricordarsi tutti i cinema nei quali ha visto le migliaia di film fino ad oggi, ma ancora non ha capito a cosa gli potrà servire questo super potere.

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