“I giovani e la droga”, il corriere di Clint

La storia vera di un novantenne, diretto e interpretato dal grande Eastwood

Quando sulla locandina leggo “Ispirato a una storia vera” ho sempre una doppia reazione: se, da una parte, può anche incuriosirmi per capire quanto alle volte la realtà possa superare la fantasia, dall’altra temo sempre che questa realtà non sia poi così sufficiente a giustificare la realizzazione di un lungometraggio. È pur vero che se dietro c’è il buon vecchio Clint, si può anche rischiare: in fondo per un deludente Ore 15:17 – Attacco al treno (2018) c’è sempre un Sully (2016) che, con una sola idea, porta a casa un risultato più che positivo.

Il suo personaggio è un apparentemente candido Mr. Magoo, quasi cieco di fronte a quello che si trova davanti, forse perché non ha più nulla da perdere; in realtà il suo Earl Stone ci vede benissimo ed è ben conscio che la sola cosa che non potrà mai più recuperare è il tempo perduto, quello che negli anni ha sottratto ai suoi veri affetti.

Il corriere – The Mule è il canto del cigno del quasi novantenne Clint Eastwood? L’attore dichiarò che non avrebbe più recitato, ma la lineare e fin troppo semplice sceneggiatura di Nick Schenk (uno a suo agio con i personaggi cuciti su misura per Eastwood, visto che per lui scrisse anche Gran Torino) deve averlo convinto di avere il physique du rôle per tornare davanti alla macchina da presa e, per quasi due ore, lo vediamo deambulare lento e incerto proprio come uno della sua età, cercando di convincerci di non essere quel gran duro che abbiamo sempre amato, bensì un grande appassionato di fiori, un po’ cazzaro e pure un po’ puttaniere.

L’attore Clint è ancora capace di emozionare con una strizzata di occhi e un mezzo sorriso, quanto di empatizzare con il suo pubblico (e, in questo, supera di gran lunga l’ultimo Robert Redford), mentre il regista – anche se non più in forma come una volta – ha pur sempre qualche freccia al suo vecchio arco.

L’avversione, ribadita fin troppe volte, nei confronti di Internet e degli smartphone in generale sembra quasi voler strizzare l’occhio a chi della sua generazione e dintorni ancora lo segue, ma è un peccato di scrittura veniale; ciò che più dispiace, piuttosto, è il poco spazio lasciato al resto del cast, un po’ troppo sacrificato in nome di questo “One Clint Show”.

Per concludere: l’ultima pellicola di Eastwood è un buon film classico, anche leggero malgrado l’argomento, ma che difficilmente spiccherà nella sua ben nutrita filmografia. Se siete rimasti insoddisfatti dal suo precedente lavoro, questo è comunque almeno due spanne sopra. E non è poco.

Voto: 3,5/5

Il Corriere – The Mule

Regia di Clint Eastwood
Con Clint Eastwood, Bradley Cooper, Laurence Fishburne, Michael Peña, Dianne Wiest, Andy Garcia, Alison Eastwood e Taissa Farmiga

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Corrado Benanzioli

Corrado Benanzioli viene alla luce nel 1968, ma da lì a poco si renderà conto che l’unica luce veramente interessante per lui è quella del proiettore cinematografico. Malgrado la sua memoria degna di un criceto un po’ stordito, riesce a ricordarsi tutti i cinema nei quali ha visto le migliaia di film fino ad oggi, ma ancora non ha capito a cosa gli potrà servire questo super potere.

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