I Men in Black sono tornati, forse per l’ultima volta

Così, a bruciapelo: qualcuno per caso si ricorda la trama dei tre precedenti capitoli di Men in Black? Già, proprio così: è sempre stata la parte più trascurabile di questa fortunata serie, almeno fino al terzo episodio, perché questo si sta rivelando un bel flop.

La storia, infatti, è sempre quella: un’organizzazione segretissima manda in giro due tizi vestiti di nero che si credono simpatici come i Blues Brothers – ma non lo sono e cantano pure peggio – a caccia di alieni cattivi con l’aiuto di alieni buoni perché i film sugli acchiappafantasmi li avevano già fatti altri e, per salvare il mondo, utilizzano simpatici gadget che renderebbero frustrato persino uno solitamente tranquillo come James Bond. Il tutto è condito da tanta azione e tante battutine, alle volte simpatiche, molte altre stupidamente infantili e superflue.

Per dare una svolta a una saga che sembrava aver già detto tutto il nulla che c’era da dire con le tre pellicole interpretate dai simpatici Will Smith e Tommy Lee Jones diretti da Barry Sonnenfeld, la produzione pensa bene di mettere alla regia F. Gary Gray (Il negoziatoreThe Italian JobFast & Furious 8) e di sostituire i protagonisti con il belloccio e simpatico Chris Hemsworth (i vari Thor, ma anche Rush e proprio il remake di Ghostbusters di tre anni fa) e Tessa Thompson (pure lei nei film Marvel, ma anche nei due Creed), una scelta politically correct che più correct non si può in tempi di riscatto femminile e di razzismo sempre più dilagante.

A fare da contorno la sempre tonica tinta di capelli di Liam Neeson e l’ineccepibile eleganza di Emma Thompson, più svariati alieni buffi e simpatici che ancora non si sa perché abbiano lasciato la taverna di Star Wars.

A rileggere quanto scritto fino ad ora mi rendo conto di aver dato l’impressione che la serie sugli uomini in nero non mi sia mai piaciuta e mi dispiace, perché non è propriamente così: pur non trovandolo un capolavoro, il primo episodio uscito nel 1997 mi divertì, così come i due seguiti del 2002 e del 2012 che fotocopiarono l’originale senza troppi sforzi; questo Men in Black: International a sua volta non aggiunge niente di nuovo, ma lo fa intrattenendo per un paio d’ore e sappiamo bene cosa significhi in questi giorni starsene con l’aria condizionata a palla, seduti comodamente in un cinema mentre fuori ci sono 38 gradi.

Ok, ok, allora fate finta di non avere letto nulla e a posto così. Anzi, ora vi flasho che facciamo prima.

Voto: 2,5/5

Men in Black: International

Regia di F. Gary Gray
Con Chris Hemsworth, Tessa Thompson, Liam Neeson, Rebecca Ferguson, Emma Thompson, Kumail Nanjiani, Rafe Spall, Jess Radomska, Stephen Wight e Andy Beckwith

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Corrado Benanzioli

Corrado Benanzioli viene alla luce nel 1968, ma da lì a poco si renderà conto che l’unica luce veramente interessante per lui è quella del proiettore cinematografico. Malgrado la sua memoria degna di un criceto un po’ stordito, riesce a ricordarsi tutti i cinema nei quali ha visto le migliaia di film fino ad oggi, ma ancora non ha capito a cosa gli potrà servire questo super potere.

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