Schermi d’Amore graffia con “Il bacio della Pantera”

Schermi d’Amore è tornato dopo una lunghissima pausa, da ricordare l’anteprima della scorsa estate Schermi d’Amore-Il filo ritrovato al Teatro Romano. Il festival del cinema melò ritorna in una nuova location, il Teatro Ristori, per farci scoprire nuove pellicole e assaporare i lungometraggi del passato. Si potrebbe parlare di novità anche per il passato visto che molti di noi non sono riusciti a vedere in sala, data l’età dei lungometraggi, molte delle proposte. Un festival dovrebbe avere il compito di proporre opere che offrano spunti di riflessione, critichino il presente e possiedano una vena di velata anarchia per fronteggiare un certo cinema commerciale di puro intrattenimento. Schermi d’amore sembra muoversi piacevolmente in questa direzione.
Venerdì 16, seconda serata del festival, ha proposto un piccolo capolavoro del cinema di serie b americano, Il Bacio della Pantera (Cat People) del 1942 di Jacques Tourneur. A seguire il remake del cineasta americano Paul Schrader (già sceneggiatore per Martin Scorsese in Taxi Driver e regista di American Gigolò, non dimentichiamo anche uno dei suoi testi più famosi: Il trascendente nel cinema, tradotto anche in Italia con, ahimè, quarant’anni anni di ritardo).
Sala non eccessivamente gremita, ma il silenzio e la concentrazione della platea erano notevoli.
Tourneur costruisce il suo film con un piccolo budget ed è proprio la mancanza di sovvenzioni che permette di creare un’opera semplice e accattivante che rapisce l’attenzione e crea ancora tensione usando trucchi poveri ma efficaci. L’uso del bianco e nero mutuato dal cinema espressionista (da manuale la scena della piscina) e una regia accorta che lavora per sottrazione. La rivelazione finale viene preparata con arguzia (la scene della protagonista allo zoo, l’entrata nel negozio di animali ecc.).

Se Tourneur opta per una fascinazione visiva e tratta la storia con discrezione e sobrietà, Schrader al contrario propone una lettura della storia sanguigna, erotica grazie anche ad una sensuale e giovanissima Nastassja Kinski e ad un inquietante Malcolm McDowell, già protagonista di Arancia Meccanica. L’uso di una fotografia dai colori accesi e quasi artificiosi e la voglia di mostrare in maniera evidente il segreto dei due protagonisti (la trasformazione in pantera, la scena della autopsia, il rapporto incestuoso tra McDowell e Kinski) rende inquietante la pellicola ma introduce troppa carne al fuoco. Schrader sa usare la macchina da presa a dovere e alcune inquadrature sono apprezzabili ma il confronto con il film originale non regge.

Voto: 4/5
IL BACIO DELLA PANTERA (1942)
Regia di Jacques Tourneur
Con Simone Simon, Kent Smith, Tom Conway, Jane Randolph, Jack Holt

Voto: 2/5
IL BACIO DELLA PANTERA (1982)
Regia di Paul Schrader
Con Nastassja Kinski, Malcolm McDowell, John Heard, Annette O’Toole, Ruby Dee

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Nicola Barin

Nicola Barin è da sempre un appassionato di musica jazz e di cinema. Dal 2008 al 2017 ha condotto il programma di musica jazz "Impulse Jazz" per l'emittente radiofonica Radio Popolare Verona. Dal 2016 conduce per la radio web www.yastaradio.com il programma di musica jazz "Storie di Jazz" Collabora inoltre con i magazine on-line: www.jazzconvention.net, www.jazzitalia.net, www.distorsioni.net, www.silenzioinsala.com e per la testata giornalistica di cultura musicale www.sound36.com. Rimasto folgorato dalla lettura del libro "La Nausea" di Jean-Paul Sartre in adolescenza si intestardisce e continua gli studi scellerati laureandosi in filosofia. Il cinema diventa la sua missione e, dopo la scoperta del programma Fuori Orario di Enrico Ghezzi, si appassiona al cinema d'autore. Frequentatore assiduo di sale cinematografiche è paradossalmente convinto che, citando Godard, ....il cinema è la verità 24 volte al secondo.

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