Un “Alita” di vento e via

Quando i mondi di Rodriguez e Cameron incontrano quello di un manga può accadere di tutto

Da una parte c’è Robert Rodriguez, re indiscusso dei film spettacolari a budget contenuto con la massima resa scenica (da Sin City a Machete, dall’episodio Planet Terror alla saga di Spy Kids ha sempre cercato di “arrangiarsi” persino nella più spericolata postproduzione pregna di effetti speciali), mentre dall’altra c’è un altro re, ovvero quel James Cameron che non si è mai fatto tanti problemi nell’investire milioni su milioni per le sue creature cinematografiche, fossero queste commedie d’azione (True Lies), colossal (Titanic) o colossal di fantascienza (AliensTerminator 2The Abyss, Avatar).

Che succede se questi due simpatici megalomani visionari si incontrano? Un caffè? Due passi per un gelato? Una cenetta per sparlare di chi a Hollywood si ostina a voler intristire e a far pensare la gente con storie sul razzismo, sull’omosessualità, sulla discriminazione in generale, anziché intrattenerla con epici racconti di avventura?

I ragazzotti sono troppo intelligenti per pensare di ingabbiarli in facili stereotipi di questo tipo e la loro biografia parla chiaro, così come la loro filmografia: entrambi sono partiti dal nulla, entrambi hanno lottato per produrre i primi lavori (addirittura Rodriguez si finanziò offrendosi come cavia per un’azienda farmaceutica) ed entrambi sono stati folgorati da quella scintilla di fantasia che fece grande il Cinema da Georges Méliès in poi, con buona pace della solita critica con la puzza sotto al naso.

Il Cinema può, deve essere anche spettacolo per il grande pubblico in cerca di evasione, ma tutto sta a COME lo si fa e le opzioni sono solamente due: con il cuore o senza. E loro di cuore ne hanno da vendere, anche nei lavori apparentemente “divertenti e basta” o in quelli meno riusciti. Quindi accade che il più ricco dei due decida di scrivere e produrre per il secondo un film tratto da un manga uscito tra il 1990 ed il 1995, così nasce Alita – Angelo della battaglia.

L’ex ragazzo prodigio Rodriguez (classe 1968) dirige con grande sicurezza e una mirabolante perizia tecnica una storia che di originale ha ben poco, ma che è comunque una gioia per gli occhi e riesce, senza tanti problemi, a tenere lontani gli sbadigli per tutti i 122 minuti di proiezione.

La solita solfa dei mondi distopici, dei cattivi contro i buoni, della ricerca della propria identità, di un amore impossibile o forse no, così come le decadenti e tecnologiche scenografie che sanno di già visto in altre pellicole, tutto passa in secondo piano e ci si lascia trasportare dal e nel racconto tornando i ragazzini che non siamo più, ma che vorremmo tanto essere ancora. Forse è solo questo il segreto per godersi appieno Alita – Angelo della battaglia.

Apparizione a sorpresa in un finale senza una reale fine.
To be continued…

Voto: 3,5/5

ALITA – ANGELO DELLA BATTAGLIA
Regia di Robert Rodriguez
con Rosa Salazar, Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Michelle Rodriguez, Eiza González, Mahershala Ali, Ed Skrein, Jackie Earle Haley, Casper Van Dien


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Corrado Benanzioli

Corrado Benanzioli viene alla luce nel 1968, ma da lì a poco si renderà conto che l’unica luce veramente interessante per lui è quella del proiettore cinematografico. Malgrado la sua memoria degna di un criceto un po’ stordito, riesce a ricordarsi tutti i cinema nei quali ha visto le migliaia di film fino ad oggi, ma ancora non ha capito a cosa gli potrà servire questo super potere.

Corrado Benanzioli ha 59 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Corrado Benanzioli

Corrado Benanzioli

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