Zemeckis non convince

«Tu mi fai girar come fossi una bambola…»

Ci sono dei registi che, per un qualche motivo legato alla sfera affettiva e nostalgica, vorresti sempre salvare a prescindere da quello che realizzano: Robert Zemeckis sarebbe uno di questi, ma con lui ho smesso di essere indulgente già da qualche annetto.
Ritorno al futuro (1985), Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988) e Forrest Gump (1994) hanno segnato la Storia del Cinema e del Costume restando ancorati al cuore di milioni di spettatori, ma tutti gli altri suoi lavori hanno sempre oscillato tra il “ma sì, dai” e il “niente male, però…”; Benvenuti a Marwen fa parte di quest’ultimo gruppo.

Zemeckis è un regista storicamente molto legato agli effetti speciali, ma di quelli funzionali alla storia e non messi lì solo per stupire un pubblico che ormai non si stupisce più di nulla; questo per dire che ciò che è importante per lui è sempre quello che si racconta ed è proprio qui che sorgono i problemi di questa pellicola tratta da una storia vera.

Benvenuti a Marwen narra una parte della vita di Mark Hogancamp – ben interpretato da Steve Carell – e di come sia traumaticamente passato dall’essere un bravo disegnatore di storie, a un ingegnoso fotografo che racconta storie grazie all’aiuto di piccoli pupazzi; per far questo Zemeckis sceglie di calarsi nella mente dell’artista e nel suo fantastico mondo in miniatura sul quale proietta le proprie grandi paure, come la solitudine, le dipendenze e l’accettazione del diverso che tanto diverso poi non è. Il film parte bene, ma non viene adeguatamente sorretto dalla sceneggiatura che è tutto fuorché avvincente e, in breve tempo, sopraggiunge nello spettatore il totale disinteresse per quel poco che sta accadendo. Insomma, l’incapacità di sviluppare l’esile soggetto, nelle quasi due ore di durata, tra un universo animato e la realtà, genera una fastidiosa noia e a nulla servono le autocitazioni del regista per coinvolgere il pubblico, pubblico che il primo sabato sera di proiezione era costituito da ben otto persone oltre al sottoscritto.

Curioso, ma nulla più.

Voto: 2,5/5

BENVENUTI A MARWEN
Regia di Robert Zemeckis
Con Steve Carell, Leslie Mann, Diane Kruger

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Corrado Benanzioli

Corrado Benanzioli

Corrado Benanzioli viene alla luce nel 1968, ma da lì a poco si renderà conto che l’unica luce veramente interessante per lui è quella del proiettore cinematografico. Malgrado la sua memoria degna di un criceto un po’ stordito, riesce a ricordarsi tutti i cinema nei quali ha visto le migliaia di film fino ad oggi, ma ancora non ha capito a cosa gli potrà servire questo super potere.

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