ArtVerona, 150 espositori per i suoi primi 15 anni

La fiera dedicata al contemporaneo continua a puntare sulla qualità e sull’interrelazione culturale con la città. Novità interessante sarà l’apertura delle Gallerie Mercatali con l’installazione di Norma Jeane, artista la cui identità astratta si concretizza in ogni progetto grazie all’apporto di persone diverse.

La quindicesima edizione di ArtVerona, la terza curata da Adriana Polveroni, aprirà dall’11 al 13 ottobre prossimi e conta 150 espositori distribuiti in due padiglioni, uno dedicato agli artisti storicizzati del dopoguerra, l’altro pensato per gli artisti delle ultime generazioni. Il dialogo tra i maestri e il contemporaneo occuperà la Main section, mentre nell’area Ricerca e sperimentazione si troveranno la Raw Zone, un settore pensato per i giovani emergenti, lo Scouting, per progetti che coinvolgono fino a tre artisti, il Grand Tour, sei spazi per gallerie italiane con sede all’estero o straniere con sede in Italia, o che propongono artisti italiani. Focus on quest’anno propone due Paesi ospiti, Repubblica Ceca e Slovacchia, mentre in Free stage esporranno 8 giovani promesse non rappresentate da una galleria e invitate da Alberto Garutti, cui si affiancano 14 progetti no profit selezionati da Cristiano Seganfreddo per i 10 Spazi Indipendenti.

Le novità che riguardano la città cominciano già dallo spazio espositivo: saranno aperte infatti in questa occasione le attigue Gallerie Mercatali, un edificio di archeologia industriale di oltre 6mila metri quadri in fase di restauro da parte di Veronafiere. L’area ospiterà un’installazione ambientale dell’artista Norma Jeane, realizzata da Contemporary Locus a cura di Paola Tognon. Loony Park, questo il nome del progetto interattivo, avrà come tema i meccanismi del divertimento e sarà un’esperienza tra arti visive e performance. Una prima volta a Verona per la misteriosa artista, la cui biografia riporta la nascita a Los Angeles negli stessi minuti in cui Marylin Monroe moriva, il 5 giugno 1962. Da qui la scelta di utilizzare il nome di battesimo della diva hollywoodiana per dedicarsi progetti dal forte messaggio sociale, in contrapposizione a tutto ciò che è celebrity e glamour.

Veronetta sarà poi il quartiere più compenetrato con ArtVerona: continua infatti il progetto di Christian Caliandro, La quarta notte di quiete, mentre il Giardino Giusti ospita To be played, mostra curata da Jessica Bianchera e Marta Ferretti, che sarà visibile fino al 22 novembre. Al polo Santa Marta dell’università una serie di visite guidate curate dagli studenti farà conoscere il progetto Contemporanee, contemporanei, frutto della collaborazione tra Ateneo scaligero e Giorgio e Anna Fasol. Tramite la loro associazione Agi Verona sono state infatti messe a disposizione in comodato per cinque anni un centinaio di opere contemporanee, realizzate tra il 1966 e il 2019, per sensibilizzare l’incontro degli studenti con le diverse forme d’arte di oggi.

La fondazione Cariverona presenta invece due mostre, curate da Luca Massimo Barbero, visitabili fino al 12 gennaio 2020, una di respiro nazionale, Omaggio a Mirko Basaldella, l’altra dedicata al pittore veronese Carlo Zinelli – Visione continua, chiusasi lo scorso giugno a Mantova e che in autunno sarà rinnovata nell’allestimento all’interno di Palazzo Pellegrini, in via Achille Forti.

Andrea Abbatangelo, Project Radiolondon, Harare, scultura pubblica 10 Spazi Indipendenti, 2018

Le giurie di ArtVerona si arricchiscono quest’anno grazie alla nascita del Premio MZ Costruzioni e al Premio Casarini, ideato dal gruppo DueTorriHotels e pensato per la pittura under35. Si confermano Level 0, sostenuto da Agsm, la cui giuria è composta dai direttori di alcuni tra i principali musei italiani, il Premio Icona, lo WiDiCollect, in collaborazione con Banca Widiba, il Premio Fotografia under 35, Display, Sustainable Art Prize promosso dall’Università Ca’ Foscari Venezia, il fondo A Disposizione di Veronafiere e il riconoscimento, sostenuto da Amia, per i 10Spazi Indipendenti, che quest’anno compiono il decennale.

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Fabiana Bussola

Giornalista pubblicista dal 1996, sto frequentando dei corsi per diventare estroversa, ma sono ferma alla cintura blu. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali, e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione. Parlo da sola in italiano, tedesco e inglese, sono la schiava di un cane anziano e di una gatta giovane, e cerco di cambiare il mondo senza riuscirci. Da storica dell'arte, sogno di organizzare la più grande mostra di arte contemporanea che l'umanità abbia mai visto. Ma forse sarà per la prossima volta.

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