È primavera: guida al primo weekend in fiore, tra gusto, storia e cultura

Il 23 e 24 marzo Verona celebra la primavera con tre speciali appuntamenti, tra investiture di cavalieri nella terra del divino Amarone e giochi del passato, in un itinerario tra palazzi, giardini, antiche ville e architetture da conoscere, vivere e raccontare.

Sabato e domenica in occasione delle “Giornate Fai di Primavera”, promosse dal Fondo ambiente italiano, il capoluogo scaligero aprirà le porte di cinque luoghi eccezionalmente visitabili e tutti da riscoprire: si parte dalle architetture nobiliari di Corso Cavour, con Palazzo Balladoro (la cui visita è riservata agli iscritti FAI), realizzato alla fine del Settecento e caratterizzato da una struttura imponente, che conserva al suo interno un Salone d’onore con un soffitto elegantemente decorato da Pio Piatti e Carlo Ederle. Si prosegue poi lungo il Corso, che ripercorre l’antica Via Postumia, con un approfondimento sulle famiglie gentilizie della città, con la visita al maestoso Palazzo Portalupi, costruito agli inizi dell’Ottocento e oggi sede della Banca d’Italia, noto come Palazzo dell’Orologio, simbolo del tempo custodito al terzo piano e arricchito dal blasone di famiglia, rappresentato da due statue di lupi accovacciati. 

Il percorso prosegue fuori dalle mura di Verona, nella vicina Sommacampagna, con la visita alla settecentesca Villa veneta Saccomani e al suo parco monumentale, che sarà possibile ammirare per la prima volta dopo l’importante restauro che ha riproposto in chiave moderna la tradizione architettonica locale. Poco lontano, per chi ha voglia di camminare, il Fai propone la passeggiata di quattro chilometri al Santuario dedicato alla Beata Vergine Maria Assunta, detto Madonna del Monte, eremo francescano e luogo di pellegrinaggio, che custodisce tra gli altri tesori un ciclo di affreschi dedicato alla vita di San Francesco (che si narra vi soggiornò), il leone Marciano simbolo del dominio della Serenissima, ed altari in stile barocco del XVIII secolo.

Sempre la provincia veronese racchiude un’altra opera d’arte ricca di storia: il monumento a Giovanni Battista Cavalcaselle a Legnago, custodito all’interno dell’elegante novecentesco palazzo, oggi sede del Liceo G. Cotta. Considerato il fondatore della moderna storia dell’arte in Italia, Cavalcaselle, nato a Legnago il 22 gennaio 1819, fu autore di importanti studi sull’antica pittura italiana e fiamminga, scritti in collaborazione con l’inglese Joseph Archer Crowe, ed ebbe a cuore il restauro e la conservazione di numerose opere artistiche tra cui, gli affreschi di Giotto nella basilica di San Francesco di Assisi,  quelli del Mantegna nella cappella Ovetari della chiesa degli Eremitani a Padova, e nel Palazzo Ducale di Mantova.

Storia e leggenda si intrecciano sapientemente sabato 23 marzo con l’intronizzazione dei nuovi Cavalieri del Sovrano e Nobilissimo Ordine dell’Amarone e del Recioto (Snodar) nell’evento che inaugurerà la Vetrina dell’Amarone della Valpolicella, la kermesse che riunisce i principali produttori di Amarone della zona, all’interno della settecentesca Villa Mosconi Bertani ad Arbizzano di Negrar: alle ore 16 in un’atmosfera solenne che unisce gli echi del passato ad ispirazioni contemporanee, i Cavalieri saranno protagonisti della tipica investitura con tanto di mantello, spada e medaglione simbolo della Contea del Vino della Valpolicella, che abbraccia il territorio dei cinque Comuni della Vallata (Negrar, Marano, Fumane, San Pietro Incariano e Sant’Ambrogio). La tradizione risale all’aprile del 1320 quando nel castello di Marano presso il tempio di Santa Maria della Valverde, Federico della Scala, Conte di Valpolicella, alla presenza dei fedelissimi Cavalieri d’Arme e dei Dignitari più prestigiosi, procedette alla investitura dei primi Cavalieri del Recioto. Il 7 aprile 1969, riprendendo la cavalleresca usanza, furono investiti i moderni Maestri Equestri del Sovrano e Nobilissimo Ordine dell’Antico Recioto in rappresentanza delle tradizioni della Valpolicella, e in qualità di ambasciatori del vino nel mondo.

Alla cerimonia d’investitura seguirà alle 17 la tradizionale asta benefica dedicata alle preziose annate di Amarone offerte dai produttori locali e il cui ricavato sarà destinato alla parrocchia di Negrar per la nuova “Casa Famiglia” che accoglierà disabili e persone in difficoltà.

La Vetrina, organizzata dal Comune di Negrar e dal suo assessorato alle Manifestazioni, Cultura e Promozione del territorio, offre una due giorni enogastronomica aperta al pubblico: sabato 23 marzo dalle 18 alle 22 e domenica 24 marzo dalle 11 alle 20 vi saranno banchi d’assaggio e degustazioni di Amarone (il biglietto d’ingresso alla manifestazione costa 25 euro) di 40 cantine operanti nei cinque comuni della Valpolicella Classica (Negrar, Fumane, Marano, San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio) e per la prima volta quest’anno cinque Masterclass (una per ogni territorio comunale) tenute dai sommelier Gianluca Boninsegna, Enrico Fiorini e Marco Scandoglier, che decanteranno bontà e intensità dell’Amarone, fiore all’occhiello e massima espressione della vite della Valpolicella. 

Il tuffo nostalgico nelle tradizioni e nei costumi antichi culminerà domenica 24 marzo al Parco Giardino Sigurtà con l’appuntamento dedicato ai “Giochi Antichi”: nella cornice primaverile del famoso parco di Valeggio Sul Mincio (VR), giochi del passato e memoria saranno protagonisti di un evento in cui grandi e piccoli potranno scoprire i giochi tradizionali delle regioni italiane, da sperimentare immersi nella natura, come il penacio, piedritto, ruzzolone, sburla la rôda (spingi la ruota), pallone con il bracciale e il trucco da terra, circondati dai trampolieri e da oltre un milione di tulipani in fiore, ad arricchire le già numerose suggestioni che il territorio veronese è capace di offrire.


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Chiara Cappellina

Bilingue (italiano-inglese) da sempre, giornalista pubblicista dal 2005, Chiara ha iniziato a scrivere i primi articoli all’età di 16 anni sulle pagine di Verona Fedele. Ha lavorato nella redazione de Il Giornale a Milano nel 2001 seguendo i tragici eventi dell’11 settembre. Già laureata in Scienze della Comunicazione nel 2002, con una tesi sulla “Macchina redazionale dei quotidiani” e con un master in Comunicazione e Giornalismo Scientifico conseguito a Padova nel 2003, si è occupata di nuove tecnologie e stili di vita nella lunga collaborazione con il quotidiano L’Arena. Ha poi collaborato con la redazione veronese di Leggo e del Corriere del Veneto. Tra il 2011 e il 2014 ha diretto la comunicazione in Italia di multinazionali americane come Patagonia e Harman e dal 2015 al 2017 ha curato l’Ufficio Stampa di Fiera di Vicenza. Appassionata di vino e golosa di formaggio, sensibile da sempre alle problematiche ambientaliste, ama la Scozia e la fotografia, ma le sue vere “addictions” sono pattinaggio artistico, freccette, & i suoi animali domestici (cane e gatto) a cui dedica ogni minuto libero (fosse anche di notte).

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Chiara Cappellina

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