Fresh and Flash – #1

Inizia da questa settimana la rubrica “Fresh & Flash” che ogni due settimane serve in tavola 5 gustosi bocconcini per farvi assaporare i prodotti appena sfornati dal grande panificio della discografia nazionale e internazionale.

  1. Aurora Sogna – Subsonica feat. Coma Cose e Mamakass

Primo singolo che anticipa Microchip Temporale, in uscita il 22 novembre, il lavoro che celebra il ventennale del più famoso album della band torinese. Il primo singolo è la premessa a quello che sarà il disco: una rilettura di Microchip Emozionale rivisto, risuonata e ricantata in duetto con artisti “contemporanei”, si va dalla sempreverde Elisa alla più innovativa e uncoventional MYSS KETA. Ne sentivamo il bisogno? No, ma alcuni (pochi ma buoni) featuring proposti scatenano una certa curiosità. Sicuramente tra questi non c’è questo primo singolo, i ComaCose sono uno di quei gruppi che “simpatica una canzone ma poi anche basta” e anche se si può apprezzare l’intento di aver dato finalmente una voce femminile ad Aurora questa nuova edizione sicuramente non le rende giustizia.
Voto: in sospeso, attendiamo il resto dell’album.

2. Orphans/Arabesque – Coldplay

Si potrebbe disquisire molto, potrebbe essere utile partire da tempi remoti e ricordare con malinconia e affetto la band che nel “lontano” 2000 si affacciò al mondo strabiliandolo con quel gioiellino di Parachutes. Si potrebbe, ma non è necessario, quella band chiaramente non esiste più, il genio e l’intensità di Chris Martin si sono persi anni or sono e impiegare parole e pensieri su queste 2 canzoni è uno spreco anche per il più becero degli intelletti.
Voto: 2

3. Ode to Joy – Wilco

Forse non sarà un vero e proprio inno alla gioia – si sa, i Wilco sono una band piuttosto ironica e autoironica – ma senza dubbio questo nuovo lavoro di Jeff Tweedy e soci è una gioia per l’udito. Sembrerebbe un buon vecchio disco in perfetto stile “americano” ma le deviazioni che la band ha intrapreso nella composizione di questo disco vi trascineranno lungo percorsi sorprendenti e inaspettati. Composizione, struttura, testi tutto perfetto per un album che non delude su nessun fronte.
Voto: 9

4. Tradizione e Tradimento – Niccolò Fabi

Niccolò Fabi con questo suo nuovo lavoro regala un piccolo gioiellino di delicatezza, poesia e parole che hanno un significato e sanno incollarsi addosso a chi le sa ascoltare. C’è poesia, c’è Fabi che cerca di superare il blocco artistico in cui dice di essere inciampato, c’è la politica e non mancano i sentimenti, ma c’è anche tutto il contrario dell’album precedente e allo stesso tempo un continuum di questo, ci sono accenni di elettronico, c’è molto di nuovo ma anche le certezze di sempre come l’accompagnamento di Roberto Angelini e Pier Cortese. Soprattutto però c’è un un mare di gentilezza, quella travolgente gentilezza che distingue Niccolò Fabi come artista e come uomo, quella gentilezza di cui oggi come non mai questo Paese ha bisogno.
Voto: 8 1/2

5. Blind Leading the Blind – Mumford and Sons

Senza infamia né gloria, un buon pezzo che però purtroppo ha ben poco da dire o da aggiungere: un fritto misto piacevole all’ascolto ma che regala poche emozioni. Ci sono buoni spunti, che fanno ben sperare, la band molto probabilmente non tornerà mai sui passi del folk pop dei primi due strepitosi album ma pare che finalmente questo nuovo percorso rock abbia preso la direzione giusta. La voce di Marcus Mumford rimane strabiliante, non vi sono dubbi che il folk pop dei primi album la valorizzava maggiormente, ma sei i Mumford saranno in grado di trovare la rotta giusta nel tempestoso e sempre più desolato mare del rock mainstream, potrebbero scongiurare l’infelice sorte dei Coldplay (artisticamente infelice, economicamente credo gli vada alla grande).
Voto: 6 1/2

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