Hostaria, quinta edizione

Più che direttore artistico si definisce “guida spirituale del festival”, Leonardo Rebonato, con il quale abbiamo scambiato quattro chiacchiere in occasione della presentazione ufficiale, a Palazzo Barbieri, dell’edizione 2019 di Hostaria, che riempirà di calici, specialità gastronomiche, musica ed eventi le strade di Verona da venerdì 11 a domenica 13 ottobre. Lo spirito della convivialità, ovvero quello di unire vino e cultura, è ciò che contraddistingue il grande evento en plen air giunto quest’anno alla sua quinta edizione e dislocato per le vie e le piazze della città, in un percorso ad anello di tre chilometri che collegano i giardini dell’Arsenale ai giardini delle Poste di piazza Indipendenza. Protagonista il vino e le specialità tradizionali veronesi in centro, con 18 “sbecolerie” sempre più specializzate e la tensostruttura con le degustazioni gratuite guidate dal Consorzio di Tutela del Monte Veronese. L’Arsenale, anche quest’anno, ospiterà invece le etichette e le specialità culinarie delle altre regioni e, special guest di quest’anno, tre vini francesi. Vino, ma non solo. Ogni anno, infatti, ad affiancare le degustazioni dei vini, vi sono degli incontri con ospiti scelti proprio da Leonardo Rebonato, che si occupa di preservare intatto lo spirito originale con il quale è nato il festival.

Leonardo Tarcisio Rebonato

Rebonato, come è nata l’idea di Hostaria e qual è la sua filosofia?

«L’idea è nata con il mio socio e collega Enrico Garnero tra il 2013 e il 2014, ed era quella di lanciare una grande manifestazione all’aria aperta, dedicata principalmente ai vini di Verona, con lo scopo di ricreare l’atmosfera tipica delle vecchie osterie, ovvero quel clima di convivialità che scaturisce dal calore del vino unito allo scambio, gli incontri, le situazioni che si possono creare anche per caso, motivo per il quale ogni conferenza in piazza è libera e aperta a tutti, non solo per chi degusta. Come una volta in osteria si invitava il “vecchio saggio”, il viaggiatore, quella persona che aveva qualcosa da raccontare, così per Hostaria ogni anno ospitiamo scrittori, registi, campioni dello sport, autori televisivi, invitandoli sempre a non parlare di vino (quello già lo degustiamo), ma di altri temi, cercando sempre in qualche modo di toccare qualcosa che riporti alla spiritualità di ciascuno. All’inizio non è stato facile far passare quest’idea di festival nella nostra città ma, dopo la prima edizione, sia il Comune di Verona che i ristoratori del centro hanno capito che le nostre intenzioni erano positive e, dalla seconda edizione in poi, abbiamo continuato a costruire man mano il festival cercando sempre di mantenere questo spirito.»

Chi sono gli ospiti che hai scelto per questa edizione 2019?

«Le conferenze pubbliche in Cortile Mercato Vecchio, accessibili a tutti, avranno come protagonisti i Sonohra venerdì alle 21, che ci racconteranno la loro storia e la loro avventura discografica tra una canzone e l’altra, sabato alle 16 il cantante Red Canzian che ci parlerà della sua vita artistica ma anche della sua recente passione e produzione enologica e, a seguire, alle 19, la Conferenza Zen di Alan Watts, forse il più grande comunicatore spirituale del secolo scorso. Domenica pomeriggio alle 16 avremo invece la campionessa olimpica Sara Simeoni, con la quale è nata una bella amicizia dopo l’incontro a Caorle: con lei ripercorreremo quella magica estate del 1978, anno del suo record mondiale, quando fu la prima donna a saltare oltre i due metri. Per quanto riguarda la musica, apriremo venerdì ai giardini dell’Arsenale con il festoso concerto del Disperato Circo musicale, mentre il sabato alle 18 ci sarà uno spettacolo a tema ambientale della Fucina Macchiavelli chiamato “La ballata del vecchio marinaio”. Ci saranno poi musicanti, poeti e pittori che si esibiranno per le strade della città durante tutta la durata del festival come i Chorus che domenica saranno a SantAnastasia per la Messa di benedizione della vendemmia, ormai una tradizione cui siamo legati. Come ogni anno dedichiamo Hostaria a qualcuno che ci sta a cuore e che è stato importante per la nostra città: per questa edizione abbiamo scelto Gianni Frasi, Torrefattore e Bluesman, scomparso prematuramente lo scorso dicembre. Il visionario Torrefattore del Giamaica Caffè, che non tutti i veronesi conoscono, richiestissimo dai ristoranti stellati di mezza Italia, è stato un innovatore ai più alti livelli. Sarà un onore ricordarlo assieme venerdì, durante la serata inaugurale.»

Rebonato, a sinistra

Bollicine in Torre, Street Wine a Garda e Caorle, Vino in castello a Mozambano e Torri, Sweet & Wine a Villafranca, sono sempre eventi targati Hostaria. Cè un intento di aprirsi anche alla provincia di Verona e oltre, per gli altri periodi dellanno?

«Sì, la formula del festival è piaciuta, l’abbiamo riproposta in provincia e siamo andati dove ci hanno chiamato, con l’intento di mantenere sempre un certo livello per gli eventi culturali e un’attenzione particolare per le specialità del territorio, come nel caso dell’abbinamento con le tipiche sfogliatine di Villafranca o, fuori Verona, con l’eccellenza veneta del pesce di Caorle, che ha creato un legame che si riflette in questa edizione di Hostaria, visto che saranno presenti in questi giorni con i loro moscardini e polenta come piatto da passeggio. È infatti una delle novità di quest’anno insieme alla degustazione gratuita di olio EVO sul ponte di Catelvecchio e lo spazio dedicato al consorzio “Vini del Trentino” e del Friuli Venezia Giulia in piazza Indipendenza.»

Questa è la quinta edizione di Hostaria, ormai un appuntamento atteso dai veronesi ma non solo: che obiettivi vi ponete per i prossimi anni?

«Il bilancio al quinto anno è decisamente positivo, l’affluenza attesa è quella di più di 30.000 persone: molti arrivano da altre città ma abbiamo registrato anche un buon afflusso di turismo estero. Una cosa importante, di cui andiamo davvero orgogliosi e che teniamo a replicare anche in questa edizione 2019, è che ad Hostaria, in quattro anni, non c’è mai stato alcun episodio di ubriacatura molesta. Un certo tipo di pubblico è consapevole, e se sceglie di degustare non guida: volendo inoltre, a disposizione per chi ne fa richiesta e con solo un euro in più, grazie a un accordo con Atv, c’è la possibilità con il biglietto del festival di spostarsi in autobus per l’intera giornata, senza mai spostare l’auto. Tra gli obiettivi per i prossimi anni ci auspichiamo di trovare sempre più interventi concreti da parte sia delle istituzioni pubbliche ma anche da parte di sponsor privati, perché l’organizzazione di un festival di questo tipo è impegnativa e dispendiosa: basti pensare che nella settimana di preparazione e durante l’evento lavorano quasi 90 persone. Cerchiamo quindi un sostegno non solo ideale ma anche concreto da parte di coloro che credono in questo festival.»

Come siete organizzati per le degustazioni di vino?

«A differenza dei primi anni, in cui nemmeno le cantine dei nostri stand si aspettavano un’affluenza così numerosa, e quindi il vino di alcuni produttori rischiava di terminare prima della conclusione della manifestazione, o l’Applicazione usata per le degustazioni in alcuni orari di punta crashava per l’ingente traffico di utilizzo, in queste ultime edizioni abbiamo preso le dovute misure grazie all’esperienza acquisita. Intanto la possibilità di comprare il biglietto online, prorogata fino a venerdì a pranzo (a questo sito https://www.musement.com/it/verona/hostaria-verona-2019-130154/?aid=hostaria ), darà la possibilità di saltare le code, facendo risparmiare 5 euro e regalando un gettone in più a chi sceglie la prevendita. Inoltre abbiamo definitivamente scelto di non affidarci a una app ma al sistema dei token, i gettoni che vengono consegnati in numero variabile a seconda della tipologia di biglietto scelto: ogni bicchiere vale un certo numero di gettoni, da 1 a 3, in base al pregio del vino e le valutazioni professionali dei tre sommelier autori della Guida dei Vini di Verona – Top 100, Scandoliero, Fiorini e Boninsegna. Una guida nata proprio in concomitanza con la nascita di Hostaria, per cui fin dall’inizio ci siamo conosciuti e piaciuti e, nel tempo, è scaturita una naturale collaborazione per garantire la qualità dei vini proposti.»

L’appuntamento con Hostaria e i suoi 250 vini è quindi a partire da venerdì alle 19 in Cortile Mercato Vecchio. Il programma completo, tutte le possibilità di degustazione e le cantine presenti all’edizione 2019 sono consultabili qui.

http://www.hostariaverona.com/
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Annachiara Rossi

Dopo aver lavorato per anni nella comunicazione e come editor e redattore per diverse testate (di cinema, di poker e di filosofia), decide di affrontare seriamente un’altra delle sue grandi passioni - chiamiamola così - e si diploma sommelier. Oggi lavora per un’agenzia di export vino che le consente di viaggiare, conoscere realtà vitivinicole in tutta Italia e confrontarsi con le amenità della burocrazia doganale. Beve meno di quanto si possa pensare, ma meglio. Si diletta come grafica ed è ancora consulente free lance di consecutio temporum per gli amici più cari.

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