Il rapporto con un fratello disabile, senza pietismi

«… nella vita ci sono cose che si possono governare, altre che bisogna prendere come vengono. È talmente più grande di noi, la vita. È complessa e misteriosa. […] L’unica cosa che si può sempre scegliere è amare – disse –. Amare senza condizioni.»

Mio fratello rincorre i dinosauri, del 2016, è il libro d’esordio del giovane autore Giacomo Mazzariol. Nato nel 1997 a Castelfranco Veneto, vive ancora lì con la sua famiglia.
Nel 2018 sempre per Einaudi ha pubblicato il suo secondo libro Gli Squali.

Una scena del fim

Mio fratello rincorre i dinosauri è diventata una pellicola cinematografica con Alessandro Gassmann e Isabella Ragonese e diretta Stefano Cipani, proprio ieri uscita nelle sale e presentata a Venezia 76. La storia racconta il rapporto autobiografico dell’autore con il fratello affetto dalla Sindrome di Down.

Un testo semplice e a tratti divertente, dove il lettore riesce a percepire tra le righe sia l’impatto emozionale e profondo che può comportare il vivere da vicino la disabilità di un famigliare sia, al contempo, una sensazione di estrema leggerezza e spontaneità nel descrivere le difficoltà che tutto ciò può portare con sé.

Giacomo Mazzariol racconta il suo modo di affrontare l’handicap del fratello Giovanni, un percorso difficile che inizia dalla presa di coscienza di avere accanto un essere umano inconsueto, dalla paura e dalla vergogna, fino al traguardo dell’accettazione di un fratello non diverso ma unico, insostituibile, il suo “supereroe”.
Mazzariol, che parla in prima persona, utilizza nella scrittura un tocco di penna estremamente genuino e trasparente, accompagnando il lettore direttamente dentro alle sue iniziali paure di bambino obbligato a misurarsi con una situazione ben più grande di lui.

All’inizio Giacomo, dopo la piena presa di coscienza della disabilità del fratello, non riesce ad ammettere la presenza di una persona cosi “diversa” nella sua vita, ha paura che questa figura possa pregiudicare i suoi rapporti a scuola con i compagni, ha paura di essere preso in giro, ha paura che la stima nei suoi confronti venga a scemare.
Questo sentire, Mazzariol ce lo spiega come una sorta di contraddizione perché se da un lato la vergogna è forte, dall’altro altrettanto forte è l’amore che lo lega al fratellino disabile.

«Giovanni era una danza. Giovanni è una danza. Il problema è sentire la sua stessa musica.»

Dopo aver vissuto le scuole medie con un grande travaglio interiore – non comunicando mai ai propri compagni la presenza del fratello – Mazzariol riesce lentamente a capire, grazie a diverse vicende vissute ed elaborate e con l’aiuto di una famiglia molto unita, che il fratello non è un peso da sostenere e da nascondere ma è quel quid pluris che la vita gli ha donato e di cui non può altro che essere fiero.
Gli aspetti comportamentali del fratello che prima erano motivo di imbarazzo e disagio per Giacomo diventano motivo di bellezza, le caratteristiche fondamentali del suo fratello “speciale”.

«Gio, che se lo mandi di sopra a prenderti il telefono e a chiedere a papà se vuole la minestra lui va da papà e gli chiede se vuole il telefono. Che dice faccio da solo e ti manda via, con nella voce un’incertezza che capisci che lo sta dicendo per se stesso, per farsi forza. Gio che non capisce perché la sua ombra lo segue, e di tanto i tanto si volta di scatto a vedere se ancora lì.
Gio era tutto, ma più di ogni altra cosa era libertà. Lui era libero in tutti i modi in cui avrei voluto essere libero io. Gio era tornato ad essere il mio supereroe. E non avrebbe più smesso di stupirmi.»

Giacomo Mazziarol

L’autore con una capacità non comune riesce a raccontare in modo così semplice, ironico ma allo stesso tempo intenso una vicenda che l’ha coinvolto senza cadere in nessun pietismo.
Descrive magistralmente il suo viaggio personale che parte dalla sua ingenuità di bimbo nel trovarsi di fronte a un mondo sconosciuto: la disabilità del fratello, fino all’approdo a un porto di consapevolezza e di sorprendente maturità che cambia completamente le sue prospettive.

Nonostante la giovane età Giacomo Mazzariol concepisce un libro che definire di formazione non è azzardato, anzi al contrario, Mio fratello rincorre i dinosauri non regala al lettore solo una bella e commovente storia comune ma anche e soprattutto una straordinaria lezione di vita.

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Katia Zantedeschi

Lettrice compulsiva e recidiva. Un vizio che l'accompagna fin dall'età adolescenziale, si nutre voracemente di libri che la condannano all'obesità mentale, ma senza alcun bisogno di una dieta ipocalorica. Il suo motto è: "Se anche solo una persona, grazie al mio cianciare di libri, decidesse di leggerne uno, sarebbe una grandissima vittoria".

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