Indovina chi viene a cena. Una Verona interculturale solo a tavola?

L’ultima cena multietnica sarà il 25 maggio prossimo, mentre la festa conclusiva sarà un picnìc a fine giugno nel social-giardino dell’ex Istituto Nani di Via XX Settembre a Verona. Le cene precedenti, di quella che è stata la sesta edizione, si sono svolte nelle case di famiglie di origini varie, con regole precise basate sul rispetto delle culture altrui. Un rispetto che passa attraverso il cibo e le pietanze tipiche dei Paesi natii, condite di comprensione dell’altro che è parte integrante del menu.

Veronetta129, associazione veronese che si occupa di intercultura, dal 2014 porta in città qualcosa di eccezionale: Indovina chi viene a cena?. Da marzo 2014 ad aprile 2019 a Verona si sono organizzate 70 cene con 310 ospiti accolti, 31 famiglie coinvolte e 30 nazionalità rappresentate. Erica Tessaro, tra le socie di Veronetta129, ci racconta i retroscena del progetto.

Da dove nasce e da chi l’idea esattamente di Indovina chi viene a cena?

«Indovina chi viene a cena? è un progetto nato a Torino e realizzato dalla Rete italiana di cultura popolare.
Ricordo che una sera, durante una riunione della nostra associazione, una ragazza che collaborava con noi ci aveva parlato di questo progetto e, avendolo trovato molto interessante, ci siamo chieste se sarebbe stato possibile realizzarlo a Verona, e così è nata questa avventura. Abbiamo contattato la Rete e ci siamo proposte per portare il progetto nella nostra città; facendo tesoro della loro esperienza e dei loro consigli e abbiamo iniziato a organizzare le cene.»

Il picnìc conclusivo del 2018

Quali difficoltà nella prima edizione e quali soddisfazioni?

«Le difficoltà iniziali sono state principalmente due: spiegare il progetto, ovvero proporre a totali sconosciuti di cenare assieme, e trovare partecipanti. Le soddisfazioni sono arrivate dopo le prime cene, con i feedback positivi dei partecipanti. Le cene, infatti, sono state da subito riuscitissime e questo ci ha dato una bella spinta a proseguire con le altre edizioni. Creare relazioni tra sconosciuti e di diversa cultura di appartenenza ci era inizialmente sembrato quasi un’utopia mentre, invece, si è dimostrato da subito davvero semplice.»

Una cena multiculturale

Cosa sta succedendo, invece, in questa edizione?

«Le cene stanno andando bene, quindi i partecipanti continuano ad aumentare ed è più impegnativo gestire tutte le richieste. Questa difficoltà è allo stesso tempo una grande soddisfazione: vuol dire che il progetto piace e funziona. Bisogna pensare che se aumentano le richieste degli ospiti deve anche aumentare il numero delle famiglie che li ospiteranno, quindi la ricerca è sempre su due fronti.»

Se tu potessi dire le differenze tra prima e sesta edizione in positivo o in negativo cosa ci racconteresti?

«Differenze in positivo: l’aumento del numero delle famiglie che si sono affezionate al progetto e che lo portano avanti insieme a noi. L’apertura di Indovina chi viene a cena? ad altre realtà oltre che a quelle familiari, come lo Sprar di Corbiolo gestito dalla cooperativa La Cordata.
Differenze in negativo: veramente non ce ne  sono. Come ho detto prima è più impegnativo dell’inizio gestire tutte le richiesta ma, di fatto, questo è un dato positivo perché vuol dire che il progetto piace e funziona.»

Ospiti in una serata di “Indovina chi viene a cena?”

A Verona non si respira un clima di inclusione, anzi… Come ha risposto la città a questa iniziativa?

«Direi che la città sta rispondendo in maniera sorprendente: se la prima edizione si era basata soprattutto sul nostro invito a persone che conoscevamo personalmente o comunque frutto di nostri contatti personali, ora le cene sono esclusivamente tra persone che non conosciamo, ma che hanno sentito parlare del progetto e vogliono partecipare e, quindi, liberamente si iscrivono. Le cene si stanno anche svolgendo in provincia, il che è positivo perchè vuol dire che non riguardano solo la realtà cittadina.
Sinceramente non ci aspettavamo una risposta così positiva e prolungata nel tempo. L’unico dispiacere è stato non riuscire a trovare nelle istituzioni partner che condividono i nostri principi.»

Veronetta129 da anni si occupa di inclusione e integrazione, come sono cambiati negli ultimi 5 anni questi concetti in città secondo te?

«Rispondo a titolo personale e dico che più il clima, sia a livello mediatico sia a livello istituzionale, si fa restio e chiuso nei confronti di processi sociali fisiologici come inclusione e integrazione, più la cittadinanza crea spazi di accoglienza e condivisione, esperienze autentiche e genuine di incontro tra persone e culture diverse. In questi ultimi 5 anni il clima si è fatto sempre più xenofobo, ma i partecipanti a Indovina chi viene a cena? e agli altri progetti dell’associazione, come la rassegna di film mediorientali Mediorizzonti, continuano di fatto ad aumentare. Noi stessi, come associazione, ampliamo costantemente i nostri contatti e le nostre collaborazioni con realtà presenti sul territorio da anni ma che sono sempre più attive. È un vero peccato che le istituzioni non puntino su queste pratiche che la nostra città negli ultimi anni sta realizzando spontaneamente ma che, anzi, privilegino realtà politiche che vanno nella direzione opposta.»

Un episodio o una cena in particolare che ti va di raccontare per quello che è successo o per i feedback ricevuti?

«I feedback, come dicevo, sono sempre positivi: buon cibo, tante chiacchiere, belle persone incontrate, scambi di esperienze. Ogni cena è singolare, come possono essere le relazioni che si instaurano tra persone diverse. Potrei citare la cena terminata con un ballo tradizionale dei Paesi balcanici o il racconto toccante di un viaggio su un barcone dalle coste africane all’Italia o le risate davanti a un ormai datato album di nozze (ghanesi) mostrato con l’orgoglio che accomuna tutte le persone, indipendentemente dalla loro terra d’origine.» 

Nuovi progetti futuri? So che c’è in ballo un libro e poi c’è altro? 

«Sì, al momento stiamo raccogliendo alcune ricette e alcune storie di vita e di migrazione tra i partecipanti del progetto per racchiuderle in un libro che, se tutto va bene, troverete nelle librerie in ottobre. Il libro è nato da Indovina chi viene a cena? di Verona, ma si è via via ampliato e ci ha permesso di includere altre storie e altre ricette che faranno fare al lettore un giro del mondo ideale attraverso il vissuto migratorio di tante persone che ci vivono accanto.»

Pro e contro di lavorare nel contesto veronese.

«Pro: meravigliarsi costantemente dei “successi” inizialmente impensabili.
Contro: non potersi riconoscere da ormai molti anni nelle politiche messe in atto dalle varie amministrazioni comunali che si sono susseguite.»

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Tiziana Cavallo

Tiziana Cavallo giornalista e comunicatrice pubblica, esperta di comunicazione digitale esplora da sempre i confini della narrazione applicata ai nuovi media. Ha fondato una delle prime web radio universitarie italiane e da qualche anno naviga verso la comunicazione transmediale cercando di fare capire ai suoi studenti che sarà la chiave del futuro. Ha attaccato da tempo le ginocchiere da pallavolo al chiodo ma le rispolvera con nostalgia quando capita, ama il suo Salento visceralmente, sa cucinare bene poche cose ed è regina del mi invento qualcosa con quel che c'è in frigo. Ama il the bianco e la pizza, non insieme però.

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