Non di solo Momix: i Nederlands Dans Theater 2 affascinano al Teatro romano

Dopo quattordici anni di assenza, il Nederland Dans Theater 2 è tornato ieri in riva all’Adige, dove si esibirà anche stasera. Primo appuntamento della sezione danza dell’Estate Teatrale Veronese – il secondo e ultimo è con la danza acrobatica dei Momix di Moses Pendleton programmata dal 29 luglio al 10 agosto –, lo spettacolo è stato un graditissimo ritorno.

Gli spettatori del Teatro Romano hanno infatti potuto ammirare la performance di una tra le più prestigiose ed eclettiche realtà del panorama internazionale della danza contemporanea, acclamata tra gli altri da The Independent come “fenomeno distinto, e fenomenale”. Fondata a L’Aia nel 1978 per formare giovani talenti – tutti i 16 componenti hanno tra i 17 e i 22 anni – per la compagnia principale, quella Nederland Dans Theater fondata nel 1959 e diretta per un quarto di secolo da coreografi del calibro di Jiri Kylian, la troupe si è ormai imposta a livello internazionale per tecnica, virtuosità, stile, talento, forza interpretativa e passione. Caratterizzato da una verve anticonformista, da uno spirito pionieristico, dalla volontà di dare spazio a nuove idee e reinterpretazioni, dalla tendenza a mescolare stili e linguaggi coreutici, il NDT2 presenta infatti un vasto repertorio di lavori di coreografi riconosciuti quali Hans van Manen e lo stesso Kylián e di artisti di talento in ascesa. 

Lo spettacolo proposto al pubblico veronese si componeva di tre lavori, rispettivamente del 2017, 2001 e 1998 : Wir Sagen uns Dunkles (29 minuti) di Marco Goecke, Simple Things (17 minuti) di Hans Van Manen e Sad Case (22 minuti) di Sol León & Paul Lightfoot, l’attuale direttore artistico della troupe. 

Wir Sagen uns Dunckles inizia con un solo maschile impressionante per tecnica ed energia su un estratto di Song to say Goodbye dei Placebo, gruppo di cui risuonano anche To the wage Loud like love, che si mescolano poi a pezzi di Schnittke e a un classicissimo Notturno di Schubert interpretato in modo quasi disturbante da ballerini la cui solidissima formazione classica permette di assumere con assoluta padronanza e grande velocità movenze inedite negli a solo, nei passi a due o nelle scene corali (cfr. https://www.youtube.com/watch?v=J6KoDQdThNI).

In Simple Things, coreografia leggermente più classica della precedente, Hans Van Manem complica ed esplora le potenzialità del passo a due, mescolando movimenti puliti e semplici a scarti bruschi e inattesi sia nel caso dei duetti maschili che aprono e chiudono il pezzo sulle musiche di Guy Klucevsek & Alan Bern e di Peteris Vasks, sia nelle varie combinazioni – maschile-femminile, maschile-maschile – proposte nella parte centrale su musica di Joseph Haydn (cfr. https://youtu.be/4G_Ybgj9UMY).

Sad Case di León & Lightfoot costituisce una delle pietre miliari dell’opera dei coreografi e della compagnia e propone, su musiche di Pérez Prado, Alberto Dominguez, Ernesto Lecuona, Ray Barretto, Trio Los Panchos e Agustin Lara, una sorta di stupefacente e divertente mambo scimmiesco e primitivo in cui momenti lirici – vedasi tra gli altri l’interpretazione di Always in my heart – si alternano a momenti parodistici e divertenti. Questi ultimi riescono a strappare un sorriso ad uno spettatore rapito dalla pulizia dei movimenti, dall’energia dell’esecuzione, dalla bravura di danzatori dalla tecnica solidissima, dalla freschezza di una concezione coreografica provocatoria e inusuale (cfr. https://youtu.be/mg9SCrc0dSI).

Per gli appassionati di danza contemporanea veronesi, lo spettacolo dei NDT2 costituisce sicuramente un appuntamento interessante e da non perdere stasera, anche considerando il fatto che la stagione dell’Estate Teatrale non offre quest’anno una scelta particolarmente ampia. Eccezion fatta per le due date della troupe dell’Aia (11 e 12 luglio appunto), in cartellone figura infatti solo Alice, l’ultimo spettacolo dei Momix, presenza fissa al Teatro Romano negli ultimi tot anni. Senza nulla eccepire in merito, sarebbe forse interessante operare scelte di politiche culturali di più ampie vedute, osando maggiormente a livello di programmazione per incontrare i gusti di un pubblico certo forse più di nicchia rispetto a quello della danza acrobatica, ma che c’è, come attestato ieri da un teatro non pieno ma comunque affollato. Peraltro, il pubblico si crea, anche con l’offerta artistica: non di solo Momix vive lo spettatore veronese.

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