Quell’alternativa al Prosecco (e non solo) che fa la differenza

Un’occasione immancabile si presenta stasera, domenica 24 novembre, e domani, dalle 17 alle 23, con “Durello and Friends 2019”, la manifestazione che celebra lo spumante autoctono berico/scaligero, quest’anno ospitata in Gran Guardia, location fortemente voluta da Paolo Fiorini, neopresidente del Consorzio Lessini Durello.

Tanti veronesi accorti avranno notato quanto la qualità del Durello, anno dopo anno, sia andata aumentando in modo considerevole; questo perché, ormai da qualche tempo, sempre più aziende hanno investito sul vitigno durella, vinificandola via via in modo più raffinato e capace, evidenziandone pregi e potenzialità fino a poco tempo fa inespressi: infatti la caratteristica che ne definisce l’identità e unicità è la sua vibrante acidità che ne garantisce la freschezza, mentre i suoli basaltici dei Monti Lessini regalano al Durello quella peculiare mineralità tipica dei vini vulcanici, in una splendida corrispondenza tra vitigno e terroir. Niente da invidiare al vicino Prosecco, insomma. Anzi.

La stampa dei terreni del Durello

Seppur ci siano in circolazione validi Prosecchi Docg, la battaglia dei prezzi su tale prodotto, in particolare per la Doc, non sempre ci porta ad incontrare etichette degne di nota nella nostra città. Al contrario, in quanto valevole prodotto autoctono veronese (e vicentino), il Durello piano piano si è imposto, meritatamente, come bollicina nei winebar e nella ristorazione nostrana, non solo come metodo charmat (o metodo italiano, ossia lo stesso del Prosecco) ma anche come metodo classico (quello dello Champagne, per capirsi). E lo fa, tra l’altro, con un range di prezzi spesso più accessibile di tanti Franciacorta un po’ troppo “standardizzati”, giusto per fare un esempio.

L’occhio dell’appassionato, quindi, per scegliere il suo aperitivo, scorrendo i nomi sulla lavagnetta appesa in osteria, in mescita in enoteca, ma anche sulla carta vini del ristorante, sempre più spesso punta al Durello.
La verità è, però, che la gran parte dei veronesi ancora troppo poco conosce l’eccellenza di questo prodotto e i risultati cui può arrivare nell’affinamento in bottiglia.

Il programma di “Durello and Friends” è ricco di eventi e, proprio per sottolineare le alte peculiarità del nostro vitigno, alle 18 si giocherà a metterlo a confronto con un’altra doc italiana, quella dell’Etna con il suo Nerello e alle 21 ad abbinarlo con le proposte gastronomiche del Ristorante Al Callianino di Montecchia di Crosara e del Ristorante la Marescialla di Montebello Vicentino, in collaborazione con il Consorzio Formaggio Monte Veronese DOP e il Consorzio Asiago DOP.

Non mancheranno gli ospiti d’eccezione: sempre oggi alle ore 19 Marco Sabellico, della celebre guida Gambero Rosso proporrà Lessini Durello e bollicine autoctone firmate “Tre Bicchieri”, mentre domani alle 17.30 sarà il turno di Alessandro Scorsone, sommelier di Palazzo Chigi, che condurrà una degustazione “alla cieca ma non troppo” sulle bollicine di montagna.

Una lezione di Sabrage, l’antica tecnica di sciabolare le bottiglie di spumante, sarà guidata dalla giornalista e “geisha gourmet” Francesca Negri con la Sabrage Academy, sempre domani alle ore 19.30, mentre altri due ristoranti, la Trattoria Fattori di Roncà e Il Pestello di Vicenza, saranno protagonisti degli abbinamenti delle 21. 

Oggi alla sua diciassettesima edizione, “Durello and Friends”, partito inizialmente come vetrina di uno dei più piccoli e meno conosciuti tra gli spumanti italiani (con pochissime aziende e solo 70.000 bottiglie), dopo un lungo percorso, sta diventando un modello di riferimento nel panorama delle bollicine italiane ed è una delle denominazioni più dinamiche tra le Doc venete, tanto che oggi conta più di 30 aziende produttrici e più di un milione di bottiglie. 

La durella (che deve essere presente nel vino Durello per un minimo dell’85%) è un vitigno autoctono dei Monti Lessini almeno fin dal Medioevo, provenendo, molto probabilmente, da quella che ai tempi era detta uva “Durasena”. È un vitigno piuttosto resistente ma non semplice da addomesticare: predilige le zone collinari alte, un buon ricambio d’aria, ha una buccia spessa (quindi una presenza tannica importante per un bianco) e ha una acidità “quasi violenta”, per citare lo scrittore Sandro Sangiorgi. È stata riscoperta negli anni Sessanta ma era utilizzata principalmente come uva da taglio per altri bianchi, proprio per aumentarne l’acidità. Questa stessa acidità invece è divenuta, in tempi più recenti, il suo punto di forza per la vinificazione in purezza di spumanti sia charmat che champenoise, dato il suo potenziale evolutivo.

Con la recente modifica dei disciplinari, per muoversi tra i banchi d’assaggio, è infatti importante ricordare che ora ci sono due Doc differenti per distinguere il Durello metodo italiano dal Durello metodo classico.

Il primo rientra nella Doc Lessini Durello, (rifermentazione in autoclave) mentre il secondo nella Doc Monti Lessini (rifermentazione in bottiglia).

In entrambi i casi si possono avere risultati eccezionali, anche se con caratteristiche diverse: di pronta beva, agilità e fragranza il primo, che esprime più sentori primari fruttati, più complesso ed evoluto il secondo.

In questi anni il Consorzio per la Tutela del vino Durello, nel programma di valorizzazione del vitigno autoctono “Durella”, ha individuato e monitorato diversi biotipi del vitigno mettendoli a confronto con le diverse caratteristiche del territorio tra Verona e Vicenza. Da questi studi sono stati denominati nove diversi biotipi e quindici diversi cru.

Lo stesso Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio, descrive “Durello and Friends” come parte di un’iniziativa più articolata che vede coinvolta attivamente anche la Strada dal Vino Lessini Durello: il progetto comprende la riscoperta degli antichi vitigni delle vallate della Lessinia, la valorizzazione di tutti i cloni della durella, lo sviluppo di un ecomuseo diffuso nella vallata d’Alpone, il sostegno sempre più determinante per la candidatura Unesco della Val d’Alpone “Faune, flore e rocce dell’eocene” (legata in particolare ai giacimenti fossiliferi di Bolca) e i progetti di conservazione attiva di questi siti, soprattutto per quanto riguarda i suoi suoli, con l’innovativo Soilution System.

Inoltre, a partire da questo “Durello and Friends”, per i prossimi tre anni è previsto un nuovo progetto proiettato a livello internazionale che vedrà il Consorzio Lessini Durello (affiancato da quello del Monte Veronese), il Consorzio del Soave e i vini di Santorini, uniti sotto il brand Vini Eroici Vulcanici Europei. Con il sostegno economico delle Comunità Europea, infatti, che ha creduto nel progetto, tali denominazioni toccheranno Germania, Olanda, Svezia, Italia e Grecia.

Lorenzoni ritiene quindi questo Durello and Friends «un piccolo punto di arrivo ma, allo stesso tempo, tanti punti di partenza».

La manifestazione, «occasione fondamentale per la valorizzazione di quello che è un vero e proprio patrimonio culturale e identitario» così l’ha definita Nicolò Zavarise, assessore alle attività economiche e produttive, ha il patrocinio del Comune di Verona e della Regione Veneto, è organizzata in collaborazione con la Strada del Vino Lessini Durello ed è supportata da Banco BPM, Veronafiere e la Camera di Commercio. 

Oltre agli eventi che scandiscono le giornate, l’ingresso giornaliero di 15 euro consente l’accesso ai banchi d’assaggio dove saranno presenti 30 aziende con più di 100 etichette.

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Annachiara Rossi

Dopo aver lavorato per anni nella comunicazione e come editor e redattore per diverse testate (di cinema, di poker e di filosofia), decide di affrontare seriamente un’altra delle sue grandi passioni - chiamiamola così - e si diploma sommelier. Oggi lavora per un’agenzia di export vino che le consente di viaggiare, conoscere realtà vitivinicole in tutta Italia e confrontarsi con le amenità della burocrazia doganale. Beve meno di quanto si possa pensare, ma meglio. Si diletta come grafica ed è ancora consulente free lance di consecutio temporum per gli amici più cari.

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