Ponti culturali con il Bridge Festival all’ex Dogana

Da domani sulle rive dell’Adige riaprono i ponti culturali” del Bridge Film Festival. Arte, spettacoli e proiezioni cinematografiche.

C’è un festival cinematografico che è nato in uno dei momenti più difficili per il cinema indipendente a Verona. Il Centro Mazziano aveva chiuso da tempo, così come il Cinema Ciak. Il Verona Film Festival attraversava un momento complicato, i soldi per le proposte culturali in città erano sempre meno e le iniziative per il cinema di qualità si stavano assottigliando notevolmente.

In quegli anni un po’ bui è invece sbocciato un piccolo grande festival, da un’idea di otto ragazzi che quell’anno scelsero di proporre una selezione di documentari d’autore ai giardini di Palazzo Bocca Trezza. Me lo ricordo bene, perché iniziarono davvero alla grande, visto che proiettarono il notevole The Act of Killing di Joshua Oppenheimer, candidato all’Oscar come miglior documentario quello stesso anno. Era il 2014, e adesso quegli otto ragazzi sono diventati un gruppo di più di quaranta persone che scambiano, creano, interagiscono tra loro e con la città.

Il festival di cui vi parliamo è il Bridge Film Festival, che inizia domani, mercoledì 10 luglio, al Canoa club presso l’ex Dogana di Verona, e durerà fino a sabato 13. Oggi il Bridge è sì un festival di documentari, ma rappresenta anche molto altro: è diventato nel tempo un vero e proprio ponte culturale che unisce artisti internazionali e tantissime realtà associative della nostra città. Propone workshop, perfomance, installazioni d’arte, mostre e realtà artigianali e culinarie di Verona e non solo.

E se è cresciuto così tanto, nello stringere legami e nel convogliare così tante energie differenti, il merito va sicuramente a Ginevra Gadioli, presidente dell’associazione Diplomart e promotrice del festival, che, con Davide Provolo, fin dalla prima edizione ha avuto la capacità di creare e rinnovare sinergie in una città dove raramente ciò accade; tanto che spesso è capitato che più di un ospite, dopo aver partecipato a un’edizione del festival, alla fine si è sentito talmente tanto parte integrante del progetto, da voler collaborare poi, negli anni successivi.

Ginevra Gadioli

Una dote rara quella di Ginevra che, già responsabile regionale Unesco Giovani Veneto, negli anni non solo ha creato rete tra team di lavoro nei quali era impegnata direttamente (è presidente dell’associazione Box336, nata per il terremoto del centro Italia, ed è art director per Verona Risuona, un progetto dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio di Verona), ma ha sempre avuto occhio e intuizione nel coinvolgere giovani realtà culturali emergenti o comunque con uno spirito che sentiva “vicino” a quello del Bridge.

«Il senso più profondo del Bridge Film Festival è proprio quello di creare dei ponti culturali su cui muoversi e da cui accogliere nuovi e diversi flussi di idee – ci racconta Ginevra –, ogni anno affrontiamo un tema diverso attraverso la visione di film documentari, docufiction, corti e mediometraggi di registi internazionali e di registi emergenti locali, ma il tema di ogni edizione, – che quest’anno è “Go beyond/Go slow”, tema legato sia all’anno Leonardiano che al turismo lento e sostenibile – è accompagnato da esperienze multisensoriali e interattive che si esprimono attraverso workshop e performance artistiche. Cerchiamo una modularità nello svolgimento del tema centrale: un fil rouge di collegamento tra tutte le parti dell’evento che conferisca un’idea d’unità e complementarietà all’insieme».

Il programma del BFF 2019

Anche quest’anno il programma è denso di proposte: le proiezioni, infatti, che iniziano alle 21, nei vari giorni saranno precedute da diversi happening: un workshop gratuito di videomaking per ragazzi con il regista Piero Facci, progetti di posa e disegno e shooting fotografici a cura dell’associazione Barbacàn, live performance di Zeno Baldi e Federica Furlani con Marta del Grande, dj set, una discesa in gommone organizzata da Adige Rafting Verona, installazioni d’arte curate da Urbs Picta, un intervento musicale dei C+C = Maxigross, il tutto dalle 17 in poi, quando aprono le porte del Canoa Club, dove si potrà godere dei cocktail a tema dell’Archivio e delle proposte culinarie di Nosetta e Zazie.

Ognuna delle quattro giornate del Bridge ha il nome di una parte del giorno: Aurora, mercoledì 10 luglio, avrà come protagonista la proiezione in anteprima di Ryuichi Sakamoto: Coda di Stephen Schible, già presentato al Festival di Venezia, che racconta del grande musicista giapponese. «Ryuichi Sakamoto è una figura molto simile a Leonardo, perché basa la sua ricerca sull’osservazione ed è profondamente calato nel suo contesto storico e sociale» ci dice Ginevra.

Giovedì 11 luglio, Meridiem, la giornata in collaborazione con il Circolo del Cinema, vedrà la presentazione di due lungometraggi di registi italiani: Selfie di Agostino Ferrante e Normal di Adele Tulli. Mentre il primo racconta come oggi la comunicazione e i documentari possano essere realizzati da chiunque possieda uno smartphone, il secondo affronta l’attualissima questione di genere.

Venerdì 12 luglio rappresenta il crepuscolo: verranno proiettati i cortometraggi La tigre della Tasmania di Vergine Keaton e Ligne Noire di Mark Olexa e Francesca Scalisi, che precederanno Dusk Chorus del giovane regista veronese Alessandro D’Emilia. Il documentario segue il progetto di un sound designer che raccoglie le registrazioni degli animali in via d’estinzione nelle foreste pluviali, per poter creare un archivio di studio per la memoria futura. «La serata è dedicata al crepuscolo, a ciò che sta scomparendo, ma che forse possiamo ancora salvare» continua Ginevra.

Sabato 13 luglio, Noctis, chiude il festival con la notte. Come ogni anno l’ultima serata vedrà una serie di cortometraggi, selezionati con l’aiuto di Copeam – Conférence Permanente de l’Audiovisuel Méditerranéen, di registi di diverse nazionalità, dalla Polonia alla Palestina agli Stati Uniti, ma la tematica di ognuno ruoterà intorno all’acqua e al mare.

Una novità interessante di questa edizione è la scelta di dare la possibilità al pubblico di interagire e conoscere da vicino la giuria che consegnerà, dopo il voto del pubblico, un premio alla pellicola da loro reputata migliore. Sarà una bella occasione per scoprire i progetti e i mestieri di ognuno attraverso un panel che avrà luogo ogni giorno alle 18, dove conosceremo Angelo Milano, regista e fondatore di Studio Cromie a Grottaglie, lo sceneggiatore Cristiano Bolla, Marco Triolo, giornalista e critico cinematografico (è anche nostro collaboratore), e la blogger “Nanabianca” Francesca Moscardo.

Durante la conferenza stampa di presentazione di questa sesta edizione del festival, patrocinato dal Comune, che ha visto anche la presenza dell’assessore alla Cultura Francesca Briani, è stato spiegato che quest’anno parte degli introiti andranno alla raccolta fondi per il Progetto Marana, volto a ridisegnare il tema dell’autismo nella percezione comune attraverso diverse espressioni artistiche sperimentali.

Per accedere al festival è necessario avere la tessera Diplomart, che si potrà sottoscrivere all’entrata, anche se è consigliato il pretesseramento online qui:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSe7jcUOCFoaJo99gGAjDynS0WqBnplYwvbg2fv19d0XUyfdZw/viewform?fbclid=IwAR3i67kIEbTJ2HJH3ycAHeC15JB6A7tdEZLZIpbAzMh8QVcTvfn1aFQAKXQ

Tantissime sono associazioni veronesi e non solo che formano il team di quest’anno del Bridge Film Festival, come UP, Urbs Picta, Circolo del Cinema, Barbacàn, Copeam, la Conférence Permanente de l’Audiovisuel Méditerranéen, il Film Festival della Lessinia, ABAVerona, l’Accademia di Belle Arti di Verona, ZeLIG School di Bolzano, Concorto Film Festival, Manifesto delle Visioni Parallele, Debora Lyaa Scandolara, Bam Bam Teatro, ADT Advanced Dance Training, Spazio Bedeschi, oio musica sottocutanea, River, Sdv. Ognuna con il suo contributo, negli anni, ha fatto crescere un piccolo festival che da quel 2014 oggi si rispecchia sempre più grande sulle acque del nostro fiume.

Per il programma completo: https://www.facebook.com/bridgefilmfestivalitaly/
Per il video promo dell’edizione 2019: https://www.facebook.com/watch/?v=1098122573910677

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Annachiara Rossi

Dopo aver lavorato per anni nella comunicazione e come editor e redattore per diverse testate (di cinema, di poker e di filosofia), decide di affrontare seriamente un’altra delle sue grandi passioni - chiamiamola così - e si diploma sommelier. Oggi lavora per un’agenzia di export vino che le consente di viaggiare, conoscere realtà vitivinicole in tutta Italia e confrontarsi con le amenità della burocrazia doganale. Beve meno di quanto si possa pensare, ma meglio. Si diletta come grafica ed è ancora consulente free lance di consecutio temporum per gli amici più cari.

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