Tornano le tematiche calde di “Mondovisioni”

Lotta alle fake news e i salvataggi nel Mediterraneo, la situazione delle donne single in Cina e gli abusi sessuali sui minori nella Chiesa. E ancora: le frontiere della genetica alle migrazioni verso l’Europa, le truffe online in Africa e la rivoluzionaria figura di Chelsea Manning. Sono questi alcuni dei temi che saranno raccontati nei documentari che ​CineAgenzia ​e ​Internazionale​ propongono al pubblico di “​Mondovisioni” ​a Verona. Argomenti caldissimi, per questa ottava edizione, che spesso non vengono approfonditi se non di fronte al grande schermo con pellicole illuminate, presentate a ottobre durante il festival di “Internazionale” a Ferrara, in anteprima per l’Italia, e poi proposti in un tour che durante l’anno tocca molte città, dal nord al sud del Paese.

Da sinistra Eugenio Perinelli
e Massimo Boaretti

A Verona si salta il periodo canonico di novembre per iniziare il nuovo anno con la proposta allargata, non sei appuntamenti ma ben otto lunedì consecutivi, dal 13 gennaio al 3 marzo, alle 21, al Cinema Nuovo a San Michele Extra, in Via Vincenzo Monti, 7/c. Abbiamo incontrato Massimo Boaretti ed Eugenio Perinelli, responsabili della rassegna scaligera, per presentare il cartellone in programma a inizio 2020.

A dieci anni dalla nascita di Mondovisioni, riproponete a Verona per l’ottavo anno consecutivo documentari da tutto il mondo come sempre su temi caldi: cosa vi spinge a continuare con questa sfida?

Massimo Boaretti: «Sono già passati otto anni? Noi non ce ne siamo accorti!»
Eugenio Perinelli: «Ci sembra ieri quando quasi per caso abbiamo chiesto informazioni ai responsabili di CineAgenzia per portare a Verona i documentari di “Mondovisioni” durante i giorni del festival di “Internazionale” nel lontano 2012. Quello che ci spinge è proprio il fatto che i documentari trattino tematiche calde, ovvero riteniamo utile proporre approfondimenti e visioni alternative in un dibattito sempre più dominato dalla superficialità e da notizie non verificate diffuse tramite i social media. Dobbiamo aggiungere che non è solo merito nostro ma anche del Cinema Teatro Nuovo San Michele che ha sempre creduto nella rassegna nonostante alcuni momenti di difficoltà economiche.»

“Human nature”

Quali le novità di quest’anno rispetto agli anni precedenti?

E.P.: «Le tematiche proposte quest’anno sono a nostro parere molto interessanti in particolare sia quelle legate all’attualità, come il ruolo delle Ong riguardo il fenomeno delle migrazioni (lunedì 27 gennaio appuntamento con Mission Lifeline di Markus Weinberg e Luise Baumgarten, Germania, 2019, 68’) e di approfondimento, come la codifica del genoma umano e la tecnologia CRISPR (lunedì 10 febbraio con Human nature di Adam Bolt, Stati Uniti, 2019, 107’).»
M.B.: «Nella programmazione abbiamo lasciato per ultimo il documentario più scomodo che tratta le controversie legali legate alle denunce avanzate dalle vittime di abusi sessuali all’interno della Chiesa in Canada (lunedì 2 marzo Prey di Matt Gallagher, Canada, 2019, 84’). Mentre Oltreoceano il fenomeno è stato ampiamente portato alla luce e analizzato grazie a inchieste giornalistiche e procedimenti legali, in Italia se ne parla ancora poco. Quest’anno, inoltre, per la prima volta oltre a programmare 8 documentari anziché 6, all’inizio di gran parte delle proiezioni i singoli registi ci manderanno un video messaggio di saluto per il pubblico italiano di “Mondovisioni”.»

Locandina del film

Qual è il film che vi ha più sorpreso tra quelli che porterete a Verona e perchè?

E.P.: «Il film che ci ha sorpreso è stato XY Chelsea (lunedì 13 gennaio, documentario di Tim Travers Hawkins, Regno Unito, 2018, 94’): ci aspettavamo un racconto sulle azioni di Chelsea Manning e sulle loro conseguenze e ci siamo trovati di fronte al ritratto di una persona che ha fatto scelte molto impegnative e che ne approfondisce più che altro l’aspetto umano.»
M.B.: «È pur vero che spesso i documentari di “Mondovisioni” hanno una particolare attenzione verso il vissuto dei protagonisti.»

Quale invece il tema non ancora affrontato e che vorreste vedere sullo schermo?

M.B.: «Ciò che ci ha stupito di più in tutti questi anni non sono stati i temi conosciuti, ma soprattutto quelli di cui anche noi ignoravamo l’esistenza. Ad esempio quest’anno ci si sarebbe potuto aspettare un focus sull’emergenza climatica, invece “Mondovisioni” punta lo sguardo su argomenti meno mainstream, ma altrettanto importanti.»
E.P.: «Per l’anno prossimo ci piacerebbe poter proporre qualcosa riguardo l’intelligenza artificiale e il suo impatto sociale, al momento assolutamente sottovalutato.»

Mondovisioni” gira tutta l’Italia dopo la presentazione ufficiale a Ferrara a ottobre. Verona come risponde a questo invito?

E.P.: «Verona ha fama di città estremamente conservatrice, tanto da sconfinare talvolta nell’estremismo di destra. Noi non contestiamo questa visione, ma aggiungiamo che c’è un ampio sottobosco di associazionismo, cultura e impegno sociale cui raramente si fa riferimento. Non abbiamo dati per definire il nostro spettatore tipo e la sua estrazione sociale e politica, ma possiamo dire che negli anni il nostro pubblico è aumentato e si è creato un gruppo di fedelissimi che partecipano alle proiezioni a prescindere dal film. Molte presenze, invece, sono “mordi e fuggi” probabilmente attirate dai singoli argomenti specifici.»

Il primo appuntamento con “Mondovisioni​” al Cinema Nuovo San Michele è fissato per lunedì 13 gennaio alle 21 con XY Chelsea. Il documentario ripercorre con formidabile intimità la parabola di Chelsea Manning​,​ ​dalle rivelazioni di Wikileaks alla sua transizione di genere, fino all’impegno in politica. Ingresso a 6,5 euro, ridotto 5 euro (riservato a studenti, over 60, tesserati cineforum o circolo del cinema, disabili). Le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli in italiano.

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Elena Guerra

Elena Guerra, giornalista e addetta stampa, laureata magistrale in Giornalismo, ha svolto ricerche nell’ambito del giornalismo interculturale grazie al gruppo di ricerca Prosmedia di cui è co-fondatrice. Si occupa di media relations, organizzazione di eventi culturali al fine di promuovere l’incontro di persone e culture diverse.

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