Woodstock approda in Società Letteraria

Tra gli anniversari più struggenti di questo 2019 quasi agli sgoccioli, c’è sicuramente il cinquantesimo dall’evento musicale che ha segnato la storia del rock. Il concerto di Woodstock, che si tenne tra il 15 e il 18 agosto 1969, è stato infatti una pietra miliare della cultura pop occidentale.

La sede veronese dell’Associazione Italia – Stati Uniti d’America ha deciso di chiudere le attività annuali proprio riproponendo il clima di quell’evento, con una serata tra parole e musica, venerdì 13 dicembre alle 20.30 nelle sale della Società Letteraria.

Woodstock, 50 anni da un concerto che cambiò la storia” è il titolo della serata, cui si accede gratuitamente fino a esaurimento posti, e vedrà alternarsi il racconto condotto dall’americanista e commentatore di SkyTg24 Alessandro Tapparini, (suo l’articolo che ricostruisce i fatti salienti di quelle giornate, comparso su ilNazionale), con alcuni brani eseguiti in quel concerto e riproposti dalla musicista e folksinger Deborah Kooperman.  

«Siamo felici che a riportare il clima di quell’evento sia Deborah Kooperman, una professionista che ha suonato tra gli altri con Bob Dylan, Richie Havens, José Feliciano, ma anche con molti straordinari italiani, come Francesco Guccini, Lucio Dalla e Ron – afferma Riccardo Giumelli, presidente dell’Associazione Italia – Stati Uniti d’America, sede in Verona -. Sono passati 50 anni da quel memorabile concerto, che rimane vivo nella memoria di tutti. Un evento di cui credo sia stato soprattutto il pubblico il vero protagonista, non solo i grandi musicisti che vi parteciparono. Il ruolo della nostra associazione è di far incontrare la cultura statunitense con quella italiana, per creare un ponte di conoscenze tramite conferenze sull’attualità, la politica, l’economia, la storia, la letteratura, la musica e la civiltà americana.»

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Fabiana Bussola

Giornalista pubblicista dal 1996, sto frequentando dei corsi per diventare estroversa, ma sono ferma alla cintura blu. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali, e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione. Parlo da sola in italiano, tedesco e inglese, sono la schiava di un cane anziano e di una gatta giovane, e cerco di cambiare il mondo senza riuscirci. Da storica dell'arte, sogno di organizzare la più grande mostra di arte contemporanea che l'umanità abbia mai visto. Ma forse sarà per la prossima volta.

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