L’urlo di un operaio

4 APRILE – Art. 36 della Costituzione Italiana. I comma. “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.”

Massimiliano ha 45 anni e lavora alla Fincantieri: “Io ho un mutuo, due figli, questo mese ho da pagare l’amministrazione, la mensa dei bambini, il dentista -che, è diventato un optional per noi operai far curare i nostri figli?- e ho guadagnato 810 €”. Lo ripete, e pesa come un macigno “810 €, io devo mandare avanti la famiglia, ma anche il mangiare è diventato un optional per noi.  Per andare a far la spesa dobbiamo fare i salti mortali, dobbiamo inventarci come dar da mangiare ai nosti figli. Prima ho sentito parlare della benzina, la benzina per noi non serve più a niente perché andiamo a piedi, non possiamo permettercelo, è da ricchi anche la benzina”.

E fino a qui è la storia di tanti che vivono in quest’Italia. Non devo essere io a ricordare che ad oggi c’è il record di disoccupazione, che una ricerca dell’Eurispes di pochi giorni fa ha decretato che per una famiglia che vive senza sprechi, ma in maniera spartana e dignitosa, risparmiando il più possibile,  che racchiude tutte le spese in pochi campi, come la spesa alimentare, gli esborsi per la casa, quelli per il trasporto e l’obbligatoria assicurazione, abbigliamento, bollette e spese medico sanitarie, servono poco più di 2.500 € al mese, che diventano 3.000 se, oltre a queste spese, si aggiungono quelle spese classiche di una famiglia, dall’arredamento allo sport. E non si viene considerati dei nababbi, ma semplicemente è considerato il minimo per vivere.

Lui guadagna meno della metà di quello che è considerato il minimo accettabile. Ma ecco che scatta qualcosa dal profondo, un urlo di rabbia e disperazione, un urlo di tutta questa Italia stanca di non essere ascoltata, di dover pagare per gli sbagli di altri, alla quale sta venendo precluso ogni futuro, perché stiamo imparando che anche immaginarsi un futuro è un optional, un lusso per pochi.

“Lo vedete, quel ragazzo di Bologna che si è dato fuoco davanti all’agenzia delle Entrate, l’ha fatto perché gli state mangiando il cuore, perché siete delle merde, siete degli assassini, ci state uccidendo! Siete delle merde tutti, tutti! Tutti i politici, tutti quanti, non avete dignità, pensate solo a voi, pensate solo a vivere!

Io c’ho il problema di mangiare. Assassini, siete degli assassini!”

Quando inizierà ad ascoltare queste urla chi ci governa? Ogni giorno si leggono di suicidi dettati dalla disperazione di non riuscire più a farcela, di arrivare a fatica a metà mese.

Oggi uno ha urlato il suo sdegno, la sua rabbia.

Domani potrebbero essere molti di più.

Iniziate ad ascoltarli.

Francesco Bisesti

Facebook Comments

Francesco Bisesti

Francesco Bisesti, classe 1986, nato in quel di Verona. Si laurea in Scienze giuridiche, e attualmente studia per la seconda laurea in Economia e Legislazione d’Impresa presso l’Università Cattolica di Milano. Dato che si diverte a complicarsi la vita, ha recentemente passato un master per poter anche svolgere l'attività professionale di mediatore. Sempre in giro, riesce miracolosamente a fare tutto, tranne dormire. Sarà per quello che scrive certi deliri?

Francesco Bisesti ha 8 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Francesco Bisesti

Avatar

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial
Facebook
Twitter
LinkedIn