Scola: La politica e la finanza grazie all’ausilio dei cattolici ritornano ad essere sé stesse

foto by www.angeloscola.it

2 GENNAIO – In una recente intervista al “Corriere della Sera”, Sua Eminenza Card. Angelo  Scola, Arcivescovo di Milano, ha voluto compiere un’analisi della situazione  attuale italiana e mondiale ed indicare alcune linee per affrontare le sfide  odierne grazie anche al ruolo dei cattolici nella vita politica.

Innanzitutto, la dimensione primaria considerata dall’Arcivescovo di Milano  è la crisi.

Essa, per Scola, ha origini che risalgono dopo la fine delle utopie del XX Secolo,  “dove sono succeduti rapidissimamente cambiamenti più che epocali, inediti”.

Tali mutamenti, sono per il Presule Milanese “la civiltà delle reti, la  globalizzazione, la mutazione della percezione corrente della sessualità e  dell’amore, la possibilità, irta di rischi, di mettere le mani sul patrimonio  genetico, i grandi sviluppi della fisica micromolecolare che indaga l’origine  del cosmo, i flussi migratori e il meticciato di culture”.

Davanti a tali importanti cambiamenti c’è la necessità, per il successore  del Card. Tettamanzi, Arcidiocesi di Milano, di riscoprire il tema della  gratuità, che non è il dare gratuitamente, ma per Scola, è “la coscienza  che il lavoro produttivo e il lavoro finanziario, come ogni altro lavoro,  possiedono in sé stessi una bontà e una bellezza che è possibile riconoscere  ed attuare”.

Per cui, secondo il Presule, oggi è mancata la riconoscenza della bellezza  e la ricerca della bontà all’interno del mondo economico e finanziario, il quale  invece ha operato solamente per conseguire il proprio utile.

Da questa considerazione dell’attuale crisi economica diviene importante,  per l’Arcivescovo di Milano, che i cattolici si impegnino nella vita politica,  però “avendo come riferimento la visione antropologica che la dottrina  sociale si porta dietro nella sua triplice articolazione di principi di riflessione,  criteri di giudizio e direttive d’azione”.

Riguardo alla presenza cattolica in politica, specialmente odierna, Scola  ha voluto affermare, nella medesima intervista, che non vi è un problema  di recupero dell’egemonia cattolica nelle istituzioni repubblicane, ma “il dovere  della testimonianza”.

In ciò l’Arcivescovo di Milano ha ricordato le caratteristiche degli statisti  che hanno dato avvio all’Europa e che erano “uomini che parlavano con  autorità, perchè erano per primi coinvolti nel progetto in cui credevano”.

La politica, secondo l’Arcivescovo di Milano, deve quindi rifarsi al modello  dei grandi statisti europei affinchè riesca anche a garantire la pace sociale.

Infatti, Scola ha manifestato sulle colonne del “Corriere della Sera” la sua  più grande paura: quella di una rinascita della violenza nella società  odierna.

Il Presule afferma di temere “non una guerra intraeuropea, ma che i  disequilibri del pianeta possano esplodere là dove la guerra è già in atto  o incrociare la delicatissima evoluzione del Nord Africa”.

Questo si previene quando, afferma il Presule nella medesima intervista,  “l’Europa ritroverà il meglio della sua storia perchè solo così si potrà  rivitalizzare la società civile”.

Però, affinchè questo si attui, secondo Scola, è necessario che “la politica  non rinunzi a livello di guida ed indirizzo che possiede per natura”.

P. Carlo Maria Veronesi

 

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