Il pesce d’aprile, Guglielmo Tell e la Nutella alla marijuana

Piaccia o meno, oggi è il primo aprile, giorno dedicato agli scherzi. Apparentemente, questa tradizione secolare si potrebbe far risalire a circa la metà del XVI secolo, quando quei simpaticoni dei francesi – che non riescono a tenersi un calendario per più di tre secoli, perché con la Rivoluzione le settimane diventano decadi, i mesi cambiano nome e gli anni si contano dal settembre 1792 – fissarono il capodanno non più a fine marzo ma al primo gennaio, come da calendario gregoriano. Indipercuiperciò, i tradizionalisti che continuavano a voler festeggiare secondo il modello “vecchio” del 1 aprile venivano a. scherniti da buontemponi più up to date di loro, b. gentilmente omaggiati con regali farlocchi, c. invitati a feste fantasma o d. resi vittima di scherzi.

Tutte amenità cui si aggiungeranno, nel corso dei secoli, l’invenzione di bufale e/o notizie tarocche spacciate per vere e di più o meno consolidata utilità. Tipo l’annuncio nel 1998 di tale associazione “New Mexicans for science and reason”, secondo cui lo stato dell’Alabama aveva deciso che in futuro il valore del pi greco sarebbe stato non più di 3,14159 ma di 3, numero biblico perfetto. Il tutto in ottemperanza ad una semplificazione matematica apparentemente fighissima – chissene di tutti ‘sti decimali dopo il numero intero – ma ovviamente troppo bella per essere vera e/o scientificamente sostenibile. Un po’ come se un’ipotetica associazione “New ultra-prolife for science and reason” non solo esistesse – troppo bello per essere vero e/o scientificamente sostenibile –, ma affermasse pure che d’ora in poi il valore della radice quadrata di 144 sarà 12. Voglio dire. Certo che è 12. Però perché parlare di radici quadrate? Troppa scienza tutta insieme rischia di confondere sia loro che il loro target, e questo non è bello. Perché se sei confuso poi magari ti sbagli, e finisci a tua insaputa nel corteo sbagliato, quello “contro la famiglia tradizionale” (cit.), e così poi sei un “figlio di Satana” (cit. twitter di @MarilenaAll) o, in alternativa, un “capolavoro del turbocapitale” – cioè uno “schiav[o] che, con ebete euforia, lott[a] per le proprie catene”, il tutto detto “senza ambagi e senza perifrasi”, cit. D. Fusaro. 

Che poi. Figlio di Satana vabbé, magari potrà non piacerti ma almeno sai cos’è, ma “Capolavoro del turbocapitale” mica si capisce proprio bene bene. E allora qui bisogna evitare la confusione a tutti i costi, mantenendo la tradizione (del pesce d’aprile) ma rinnovandola un pochino, per testare la reattività. Tra le prossime, non tutte sono farlocche. 2 notizie sono vere e 3 sono false: si tratta di dimostrare di non essere capitalisticamente turbati come i capolavori o insomma quella roba lì, e quindi di distinguere le fake dalle vere. 

1. Secondo “New Butei for history and folklore”, Guglielmo Tell colpì davvero la mela: sembra che non si tratti di una leggenda derivante da un racconto popolare diffuso in Svizzera e tra varie altre popolazioni, ma che l’eroe elvetico abbia veramente spaccato il frutto invece che il cranio del figlio, a dimostrazione del fatto che la saggezza popolare – una mela al giorno toglie il medico di torno – ha vinto nella testa, pur se turbata, di un eroe-capolavoro ancora non capitalistico ; 2. Secondo “New Butei for animal history and wine culture”, i cani Sanbernardo portavano barilotti con il brandy: ‘ste bestie amorose, acclamate ad honorem come i cani patroni delle genti venete, giravano con appese al collo botticelle di liquore per soccorrere i viaggiatori in difficoltà – quindi turbati eccome –, come da tradizione particolarmente apprezzata sul territorio capitalistico veneto ; 3. Secondo “New Butei for animal acting”, i pesci rossi si ricordano le cose solo per 3 secondi, quindi potete rompere loro le palle senza remore ché tanto poi pufff, come non aveste fatto niente, che è un po’ come il tizio del film Memento, la cui memoria giornaliera in proporzione era un turbamento capitale simile a quello dei pesci ; 3 bis, sempre secondo la stessa società scientifica, esiste a Dunbarton in Scozia un “ponte dei cani suicidi”, chiamato così perché dagli anni ’50 in poi più di 300 cani ci si sono buttati di sotto per motivi sconosciuti – voci non confermate tendono ad attribuire il tutto a un turbamento capitale derivante da un capitalistico sentimento di invidia nei confronti dei sanbernardo che si possono alcolizzare senza essere accusati di essere schiavi ebeti ed euforici ; 4. Secondo “New Butei for food and herbs”, esiste la Nutella alla marijuana, prodotta in Canada e denominata Chrontella – sai tu perché, ma visto che gli inventori saranno turbo-turbati in modo capitale inutile chiedere –, e disponibile sul mercato alla modica cifra di 20 euro ogni 3 porzioni.

E buon primo aprile a tutti, ché è pure un capolavoro di lunedì turbocapitalizzato. Il tutto detto senza ambagi né perifrasi.

P.S. Le false sono la 1, 2, 3 (fonte: Focus), mentre la 4 e la 3 bis sono vere, fatto salvo il motivo dell’invidia canina per l’alcol, idea nata in un momento di turbamento turbo-capitale.

Nel mezzo del cammin di nostra vita/mi ritrovai per una selva oscura

ché la diritta via era smarrita./Ahi quanto a dir qual era è cosa dura

esta selva selvaggia e aspra e forte/che nel pensier rinova la paura!

Tant’è amara che poco è più morte;/ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,

dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte./Io non so ben ridir com’i’ v’intrai,

tant’era pien di sonno a quel punto/che la verace via abbandonai.

Dante Alighieri, Commedia.Inferno, Canto I

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