Il sonno della ragione, i ciclista gialli e la teoria della montagna di merda

Leggendo alcune notizie più o meno aneddotiche della settimana scorsa, la prima cosa che viene in mente è Goya e il suo Il sonno della ragione genera mostri, cfr. foto di copertina. E questo solo a leggere robe poco serie, eh. Senza neanche avventurarsi in esegesi complicate di notizie di politica interna o estera o di tendenze moda per la prossima estate 2019 in cui si ripropongono un po’ tutti i colori – ma no, dai – però soprattutto il beige, oltre a roba simpatica e che sta razionalmente bene a tutte come “i pantaloncini da ciclista lanciati lo scorso anno da Kim Kardashian, o il leggings sportivo al ginocchio da portare con la giacca come ha proposto Chanel [*ç°§^*è, interpretatelo come volete]” (cit.) o un tripudio di pois, fiocchi, robe da ciclista e da surf, reti da pesca e “tie&dye” [cioè??], blu e giallo, giusto per riassumere brevemente le “9 tendenze catturate sulle catwalk [catche??] da indossare anche nella vita reale, cit. Vanity Fair qui https://www.vanityfair.it/fashion/trend-fashion/2019/01/07/tendenze-moda-primavera-estate-2019-9-trend-da-indossare-davvero-ciclisti-giallo-fiocchi-tie-dye-surf-scuba-rete.

Insomma, anche stando solo sulla cronaca più o meno leggera, hai fortemente la sensazione che qualcosa nell’evoluzione genetica o nella fiducia illuministica e poi storicistica nel progresso individuale e collettivo sia andata storta. Cioè. Non solo dovresti presentarti al lavoro in ciclista gialli che poi come minimo ti internano, ma leggi anche notizie come quella dell’Intercity bloccato per un’ora da quattro terrapiattisti senza biglietto, “soggetti di diritto internazionale pregiuridico, […] ambasciatori fuori da ogni giurisdizione e […] “Stati” di noi stessi” che percepiscono il controllo come un “attacco diplomatico”. Evidentemente, nessuno tocchi Caino ma neanche i terrapiattisti, ché questi rappresentano il nuovo ancorché finora poco riconosciuto stato “alla fine del mondo gira giù di 90° che la terra ricomincia” – sottotitolo: “viva il perimetro e abbasso la circonferenza”. Però in un mondo circolare – come intelligenza, se non come forma del globo –, questi cristi qualche merito ce l’hanno. In primis, quello di aver procurato notevoli risate alla polfer e ai carabinieri interpellati. In secundis, quello di aver fornito a te un’ideona. 

La suddetta si declina come segue. Vista la quasi impossibilità di confutare davvero qualsiasi tesi complottistica – impossibilità questa sì ampiamente dimostrata, cfr. la pertinente ancorché non elegantissima e sicuramente non a pois teoria della montagna di merda, http://www.blogzero.it/2014/11/10/la-teoria-della-montagna-di-merda/#sthash.uonXypnJ.dpbs–, fonderai anche tu un tuo movimento di cui autoproclamarti ambasciatrice. Una roba tipo la superiorità delle more sulle bionde, o delle bionde sulle more, o delle alte sulle basse o insomma viceversa. Basta solo che la categoria prevalente dimostri la sua indiscussa supremazia anche estetica andando in giro in ciclista gialli a pois, ché “lo stile è l’abito dei pensieri” (cit. Lord Chesterfield). Poi supporterai il tutto con la pubblicazione di studi più o meno autoprodotti sul blog di tuo cuggino – ne hai parecchi tu, di cugini – per tentare di viaggiare gratis. Il treno tu lo prendi spesso, e costa, e poi c’hai pure da comprare i leggings gialli Chanel che tanto tanto economici non sono. 

Dopodiché, una volta affermata la tua posizione di leader delle more o bionde o alte o basse-però-vestite-come-Kim-Kardashian, che Dio la benedica, potresti magari provare il grande salto, quello davvero foriero di definitiva consacrazione. Organizzerai “In marcia con i ciclista gialli”, un convegno fintamente scientifico a supporto delle tue tesi fintamente scientifiche cui procurerai un patrocinio fintamente istituzionale – una parte delle istituzioni se ne distaccheranno senza però rinnegarti davvero davvero, perché tu c’hai dalla tua tutte le parlamentari bionde o more o alte o basse che vogliono essere trendy come la Kardashian – e certo rinnegato dalle istituzioni scientifiche, ma invano. Tu c’avrai ormai tot mila follower sul blog dei tuoi cuggini, nonché l’appoggio della politica trendy e di tutte le more o le bionde o le alte o le basse cui va bene riaffermare la loro esistenza togliendo dei diritti alle more o alle bionde o alle alte o alle basse che i ciclista li mettono solo in bici, ‘ste poracce. Ci sarà solo da calcolare bene bene i tempi, perché i ciclista gialli d’inverno quando fa un po’ freschino non sono proprio proprio il top. Però mica l’ha detto nessuno che la versione lunga sia meno chic eh. E comunque per allora avrai mandato altri quattro terrapiattisti su un treno. Vestiti in giallo, lungo.

Nel mezzo del cammin di nostra vita/mi ritrovai per una selva oscura

ché la diritta via era smarrita./Ahi quanto a dir qual era è cosa dura

esta selva selvaggia e aspra e forte/che nel pensier rinova la paura!

Tant’è amara che poco è più morte;/ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,

dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte./Io non so ben ridir com’i’ v’intrai,

tant’era pien di sonno a quel punto/che la verace via abbandonai.

Dante Alighieri, CommediaInferno, Canto I

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