La fine di agosto, i parcheggi e le palline mancanti

Ecco, ormai ci siamo. Oggi è il 31 agosto, che tranne per pochi fortunati ad oltranza costituisce un irreversibile punto di non ritorno. L’estate magari ancora non è finita, ma le vacanze praticamente sì. Almeno per la maggior parte di noi comuni mortali, costretti a vedere settembre come il mese della ripresa, soprattutto del lavoro. Si riprende quindi. Per andare dove non si sa, ma si riprende. I segnali di allineamento cosmico in tal senso sono numerosi, onnipresenti e impossibili da ignorare:

a. i parcheggi, che sono un indicatore sempre piuttosto affidabile del passaggio vacanze-ripresa. Fino a una settimana fa potevi, volendo, posteggiare in diagonale di fianco al portone intanto che scaricavi la spesa/lo shopping dei saldi/la nonna in carrozzina più le sue tre amiche anche loro in carrozzina e con 3,65 nipoti cadauna [è un numero statistico ottenuto dalla somma dei nipoti totali diviso per le nonne, il che fa sì che a uno su cinque manchi tipo un braccio/una gamba/un-rene-e-tre-vertebre/tutto il cervello, ma tanto nessuno vi vedeva] occupando tipo quattro posti di una via comunque più simile al deserto dei Tartari che a una strada urbana. Ora la pacchia è finita. Per posteggiare – non in diagonale ma dritta – a 3,65 km da casa devi girare 36,5 minuti. Intanto nonna, amiche e pargoli (quelli freak e quelli non) aspettano davanti al portone bevendosi le birre (calde) della spesa, così che quando arrivi i passanti ti insultano perché lasci vecchi e bambini alcolizzati e sfortunati al caldo.

b. l’alto numero dei festival in corso, indicatore evidente del fatto che ormai possiamo lasciare il bikini e/o smettere di mangiare in tutte le malghe/sagre possibili e immaginabili parlando di elettrodomestici intelligenti e sensibili [accenno di vita vissuta: ti sei recentemente ritrovata in una conversazione su quelle robe da setta domestica super elitaria che sono il Bimby, cfr. “innovazione che fa battere il cuore” e “innamorati del nuovo Bimby”, e un phon ionizzante che per soli 500 euro ti fa un “controllo intelligente del calore per capelli che splendono” grazie al suo “motore digitale potente”], recuperare i neuroni e far finta che funzionino ancora. Così da poter poi parlare degli ioni e della stabilizzazione dell’aria di nuovo a fine dicembre. Quindi. Festival del cinema di Venezia con conseguente esposizione mediatica di film e dibattiti e di star e di look trendy, Festival di danza contemporanea Oriente Occidente a Trento e Rovereto – meno trendy e più intellettualone, però Vertikal era tanta roba, cfr. https://www.youtube.com/watch?v=DPE7J95Jvsc–, Festival della letteratura a Mantova la prossima settimana e Tocatì quella dopo, giusto per citarne alcuni. Come dire, “brain should be back”. A meno che tu non sia il nipote a 0,65, nel qual caso sei giustificato a parlare solo di cucina e di ioni a costo stellare.

c. il cambio del governo. Qui siamo in pieno “Per andare dove non si sa, ma si riprende”. Si riprende – per alcuni più che per altri, ma insomma. Comunque il Papeete chiude e le vacanze sono finite per tutti, anche perché c’è da fare un governo – come ampiamente previsto da taluni che non scommettevano sulla durata estiva della coalizione scorsa, manovra da fare oblige – che si intesti una manovra economica diciamo difficile, per stare leggeri.

d. riaprono le scuole. Riaprono con annessi problemi, di traffico – si sa che ormai i minori bisogna accompagnarli anche al cesso ché sennò ti accusano di “abbandono di minore” e che le strade cittadine sono così disassate da necessitare l’uso del fuoristrada da San Zeno a Borgo Trento, tipo – e di altro tipo, più attinente alla tua reputazione personale e meno generalizzati. Tra gli esercizi delle vacanze, tuo nipote ha scritto cotal pensierino sul tuo cane: “[xyz] è un cane meticcio e di colore marrone e l’ha adottato la zia. [xyz] è giovane e ha una corporatura un po’ lunga, è un po’ grasso [Grasso a chi????, umpf] come un normale cane [ah vabbé]. [xyz] esegue ogni comando della zia [seeeee] e riporta sempre la palla ma non vuole mollarla. [xyz] è silenzioso come un pesce, tranne quando vuole e la zia non gliela dà [testuale, avete letto bene, solo che lui intendeva la pallina, Diosanto]. Se la zia non l’avesse preso, io oggi non lo conoscerei”. Ecco. A parte l’orgoglio per il nipote che usa condizionali e congiuntivi passati, tu non vedi proprio l’ora che le maestre leggano una roba che per colpa di un’ellissi lessicale insinua una potenziale zoofilia. 

Buon settembre a tutti eh. 

Nel mezzo del cammin di nostra vita/mi ritrovai per una selva oscura

ché la diritta via era smarrita./Ahi quanto a dir qual era è cosa dura

esta selva selvaggia e aspra e forte/che nel pensier rinova la paura!

Tant’è amara che poco è più morte;/ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,

dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte./Io non so ben ridir com’i’ v’intrai,

tant’era pien di sonno a quel punto/che la verace via abbandonai.

Dante Alighieri, CommediaInferno, Canto I

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