Le lampadine, Ken il guerriero e i talebani con le arance  

È inizio gennaio, hai ricominciato a lavorare pur se con calma, e stai cercando una cosa sul web, ché ormai ci puoi trovare di tutto, dalle cose più concrete a quelle più impegnative e concettuali, avendo magari giusto cura di evitare di consultare la pagina di Pino il mortadellaro se cerchi info sulla critica della ragion pura di Kant. Comunque sembra che pure l’algoritmo di Google sappia che è inizio gennaio, perché non fai in tempo a digitare “come” che ti viene proposto un “come cambiare vita” disponibile anche in versione for dummies – “come cambiare vita in 10 mosse e senza troppi sforzi”, “come cambiare vita senza soldi”, “come cambiare vita in 60 minuti (al giorno)”. Tu dubiti di riuscire a fare 10 mosse in 60 minuti con o senza sforzo il 3 gennaio, mica sei della scuola di Hokuto, e continui con la tua ricerca. Solo che l’algoritmo malefico ti propone altre opzioni irresistibili per la tua intelligenza circolare: “come cambiare residenza” ti interessa il giusto [cioè un cazzo, ndr], “come cambiare dns” non sai manco cosa sia, ma “come cambiare una ruota/gomma/spina/presa/lampadina” ha per te un certo appeal.

Capiamoci. Queste sono certo info utili e pure apparentemente banali, anche se della teoria del cambio della ruota te ne fai poco se poi la stessa è avvitata così stretta che nella pratica ti serve appunto Ken il guerriero e se del cambio della spina e della presa vabbé. Però con la lampadina attenzione, perché è così banale banale che non pensavi servissero spiegazioni, indipercuiperciò sentendoti un filo deficiente vai a vedere, per scoprire che la deficienza dev’essere il new black visto che trovi decine di pagine, video, link e compagnia cantante. La maggior parte sono poco interessanti da un punto di vista circolare ma altri meritano, tra cui:

  1. Un articolo su un sito femminile, qualificato di “grado di difficoltà [d’ora in poi gdd] medio” – tu sei curiosa di trovarne uno “a prova di demente” ma sei cocciuta e continui a leggere – che spiega come fare mettendo altresì in guardia dall’“ipotetica scossa elettrica, che è una delle principali cause della mancanza di esperienza o coraggio”. Uhm. Tu pensavi, erroneamente, che il coraggio servisse ad Annibale che attraversa le Alpi con gli elefanti e l’esercito, ad Ettore che sfida Achille sotto le mura di Troia – tu sei una fan di Ettore da sempre, perché bravi tutti se sei un semidio il cui unico punto debole è un tallone* –, il tuo amico che dice alla nonna calabrese di non fargli più arrosti perché è vegano da mo’, ma sembra che anche una lampadina vada bene. Il che ti provoca dubbi esistenziali, tanto più che accanto c’è un altro articolo (gdd non pervenuto) per fare un segnalibro a forma di cuore, uno (gdd: facile) per costruire un ovoscopio, uno (gdd: medio) per capire se una lampadina è bruciata – anche qui, tu pensavi erroneamente di riuscire a capirlo da te, se è bruciata, ma sai che questo è un periodo di post-verità riassumibile citando Guzzanti quando diceva che “la risposta è dentro di te epperò è: sbagliata”.
  2. Un’altra spiegazione, che ha il pregio della sintesi perché ti insegna due cose in una – come riconoscere la lampadina fulminata e come sostituirla –, specificando inoltre che “è una riparazione molto facile che chiunque è in grado di fare”. Ok. Rinfrancata dal fatto che non serva scomodare Annibale e gli elefanti, che sono difficiletti da trovare oggigiorno, vai distrattamente al c. Vari video o tutorial, al d., che costituisce un’estensione del dilemma via l’inserimento di varie categorie professionali – “Quanti psicanalisti servono per cambiare una lampadina?
Uno, ma la lampadina deve volerlo” – per infine approdare all’e., vero gioiello del cambio della lampadina, cioè un manuale di Nonciclopedia (http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Manuali:Cambiare_una_lampadina). L’incipit è dissacrante e politicamente scorretto – “Benvenuti nell’eccitante e misterioso mondo del cambiare una lampadina. Molti temerari hanno provato a cambiare una lampadina senza questo indispensabile manuale. La stragrande maggioranza di loro sono usciti ustionati o fulminati come un Magikarp contro un Pikachu – e prelude alla menzione di morti plurime finalizzata a sconsigliare ogni iniziativa personale finché non si padroneggi la tecnica e non si possegga una nutrita lista di elementi necessari. Tra questi, a parte la prevedibile “un’altra lampadina”, che suona ragionevole anche a te, figurano cose meno prevedibili come “un secchio d’acqua”, “occhiali da visione notturna”, “Il Corano”, “nove litri di benzina”, “due piccole arance”, “un candelotto di dinamite”, “un livello di alcol nel sangue pari o superiore a 0,39”. L’intrigo si infittisce, ma è anche presto svelato. L’operazione consta infatti di fase 1, cioè “creare una setta musulmana estremista” – in breve, allevare volontari che muoiano al posto tuo nei primi tentativi per poi eliminarne i corpi con la benzina – e di fase 2, cioè una volta imparato dagli errori altrui cambiare la lampadina con l’ausilio degli occhiali – dopo tutto ‘sto addestramento e smaltimento cadaveri ormai s’è fatta una certa ed è buio. I tizi sono peraltro scrupolosi, perché menzionano anche una serie di metodi alternativi ancorché non elegantissimi, soluzioni drastiche ancorché non comunissime – una foto con didascalia presenta una “lampadina dotata di intelligenza artificiale [che] ha fatto tutto da sola” – e rinvii a link correlati ancorché non auspicabilissimi quali “sedia elettrica”.

Vabbé. A ‘sto punto tu sei un po’ turbata e decidi di interrompere il case study. In primis, anche se è il 3 di gennaio c’hai comunque un po’ da fare, e appunto ormai s’è fatta una certa, come con i cadaveri carbonizzati di prima. In secundis, bisogna ammettere che i risultati sono preoccupanti e preludono ad un 2019 alquanto difficoltoso. Già non sai fare i segnalibri a forma di cuore e pace, resterai coi libri aperti a cazzo. Già non sai cos’è un ovoscopio e pace, resterai con le uova difettose. Però confonderti sull’unica cosa che prima sapevi fare è deontologicamente scorretto e parecchio crudele perché le arance, la benzina e il resto lo puoi trovare, ma la dinamite mica c’è nei supermercati.

 

 

Nel mezzo del cammin di nostra vita/mi ritrovai per una selva oscura

ché la diritta via era smarrita./Ahi quanto a dir qual era è cosa dura

esta selva selvaggia e aspra e forte/che nel pensier rinova la paura!

Tant’è amara che poco è più morte;/ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,

dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte./Io non so ben ridir com’i’ v’intrai,

tant’era pien di sonno a quel punto/che la verace via abbandonai.

Dante Alighieri, Commedia. Inferno, Canto I

 

* Qui si aprirebbe un dibattito importante, perché il derby Ettore/Achille implica considerazioni di Weltanschauung importanti, perché Achille va a Troia sapendo che ci morirà, in questa città meretrice. Questo conta a livello di coraggio, però in quella porcata che era Troy Eric Bana era più fico di Brad Pitt, e questo fa punto, set e partita.

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