Le lavatrici, le stripper e il Medioevo

Stai a casa, cercando di domare il caos della stessa, ché se non fai qualcosa a breve non ci sarà più posto per entrambi – il caos e te –, e raccatti libri, vestiti, giocattoli, cianfrusaglie e le peggio cose che sai mai che in un futuro, il tutto con la radio a tutto volume, essenziale per non sentirti la versione meno fica di Mastro Lindo. Ascolti quindi distrattamente spot di macchine/promozioni-natalizie/supermercati/le-erbe-fibra-per-problemi-intestinali/film/concerti, e i Red Hot Chili Peppers, e i Maneskin – qui speri che ‘sta Marlena ci torni, a casa, perché ormai non se ne può più – e Mengoni e la Amoroso che vuole “sudare sotto il sole” – qui vacilli un po’ ma pace –, finché non arriva lo svoltone della mattinata sotto forma di quesito radiofonico.

Per voce e tematica, l’ascoltatrice ti sembra Biancaneve in un mondo ostile, ma tant’è. Il case study è questo, sorto dopo la risposta non diplomatica ma almeno sincera di un fidanzato che la regina dei nani deve assolutamente tenersi perché almeno è un mona onesto (vedi infra): “ma un uomo impegnato, a una festa di celibato in uno strip club, resiste alla stripper che gliela sventola in faccia ?”. Certo la formulazione era un filo più elegante, ma insomma tu stai spicciando casa e non puoi andare troppo per il sottile. Tanto più che il mona onesto ha risposto che no, lui non ce la farebbe, e che l’esito del quesito è prevedibile quanto quello su un ipotetico confronto sullo spread tra Castelli e Padoan – ah no aspetta, che l’esito sia prevedibile “questo lo dici tu”, semicit. Tu continui serafica a svuotare la lavastoviglie visto che, oltre alle ragioni di cui sopra, pensi che a. Se uno, sia pure per festa di celibato, ci va, in uno strip club, magari una vaga idea su cosa vuole fare ce l’ha, e b. Le stripper sono notoriamente dei cessi che neanche ci sanno fare, con gli uomini, che già di loro hanno una resistenza ridotta con una vestita vagamente passabile, figurati con una strafiga mezza nuda che promette numeri e cose che voi umani, e c. Magari l’uomo, impegnato o non, resiste anche, per carità, ma in fondo chissene di sto dilemma.

Arrivano prevedibili le asserzioni di due o tre tizi che giurano e spergiurano che l’uomo quando ama davvero resiste a tutte le tentazioni – tu intanto l’hai ricaricata, la lavastoviglie, stile togli-la-cera-metti-la-cera. Arriva quella dell’amico deluso e piangente perché non ha resistito manco il suo compagnuccio di cui si fidava tanto tanto tanto che lui, novello Rommel volpe del deserto, ha portato in un night per l’addio al celibato. Arriva l’assoluzione gesuitica che Loyola scansate tipo “io non resisterei ma se non glielo dico non è tradimento” o “è una spogliarellista e non conta, non è tradimento” – tu intanto sei passata alla lavatrice. Arriva la roba misantropa e misogina insieme che merita per sintesi e qualunquismo: “non esistono uomini che sanno resistere, come non esistono donne che sanno parcheggiare” – adesso tu sei impegnata a dividere i bianchi dai colorati e qui serve concentrazione, ché sei solo al primo caffè. Arriva, finalmente, anche il novello Rimbaud de noantri, che condivide con gli udenti Illuminations sicuramente poco poetiche ma parecchio esplicite: “come dice una mia amica, la moglie o compagna gliela deve dare così tanto da fargliela venire a nausea, sennò certo che l’altro tradisce”. E qui ti fermi, perché ‘sta perla di saggezza popolare avrà pure del vero, per carità, ma incarna anche perfettamente la profondità della discussione in essere nonché la percezione media dei ruoli sessuati di questo anno domini 2018, che sembra essere particolarmente oscurantista visto che anche i cambiamenti climatici sono imputabili ad un Satana mai così evocato dai tempi del Medioevo.

Qui appunto ti fermi e, ahimé, ti distrai, pensando che non solo nessuno ha evocato la sostanziale ipocrisia del tutto, ma che nessuno ha nemmeno alluso alla possibilità che Biancaneve possa fare lo stesso durante l’addio al nubilato o durante una serata da ubriaca e in preda a una tempesta ormonale in cui gesuiticamente potrebbe andare con il barman sexy, che così non è tradimento perché è un barman sexy e non conta. Insomma. Stamane la doxa radiofonica ti rende parecchio illuminata, perché realizzi tutto ciò e apprendi pure un’altra verità, e cioè che se lui ti tradisce la colpa è anche tua perché 1. non gliela dai abbastanza, 2. non sai parcheggiare, 3. lui è un uomo e tu sei una donna, 4. tu sei una donna meno figa della stripper gnocca e professionista che gliela sbatte in faccia e 5. sei una che oltre a tutto ciò è pure impedita, visto che [censura#@¶ç°§*] hai appena avviato la lavatrice con la camicia rossa insieme a quelle bianche. Sicuramente è colpa di Satana, che ti vuole cornuta come lui.

 

Nel mezzo del cammin di nostra vita/mi ritrovai per una selva oscura

ché la diritta via era smarrita./Ahi quanto a dir qual era è cosa dura

esta selva selvaggia e aspra e forte/che nel pensier rinova la paura!

Tant’è amara che poco è più morte;/ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,

dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte./Io non so ben ridir com’i’ v’intrai,

tant’era pien di sonno a quel punto/che la verace via abbandonai.

Dante Alighieri, Commedia. Inferno, Canto I

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