I Promessi Sposi: un romanzo sempre attuale

I Promessi Sposi: un romanzo sempre attuale

Da quando nel remoto 1827 lo scrittore, che rispondeva al nome di Alessandro Manzoni, lo ha reso pubblico I Promessi Sposi sono un romanzo senza tempo e sempre attuale

 

Sembra una moderna fiction o una storia a puntate

Tutti noi italiani, durante il nostro percorso scolastico, ci siamo imbattuti nel romanzo I Promessi Sposi.

La storia del tormentato amore tra Renzo e Lucia, ci ha tenuto compagnia, ci ha fatto disperare, se tema di un compito in classe, è stata amata ed odiata. Ma avete mai pensato che somiglia ad una moderna fiction?

Fermo restando che, una fiction lo è diventata veramente, a cura della Rai rispettivamente nel 1964, nel 1989 e nel 2004.

La struttura narrativa dei Promessi Sposi, racchiude ben 108 episodi, pubblicati a puntate. Pare che Manzoni, ci abbia messo ben 21 anni per arrivare alla stesura completa, della versione che conosciamo tutti. All’inizio però il romanzo si chiamava Fermo e Lucia. L’edizione definitiva chiamata Quarantana, tenne i lettori dell’epoca con il fiato sospeso per ben due anni. Il paragone con le moderne ed amate fiction di oggi viene dato dal fatto che l’immenso Manzoni, ha reso la trama via via più avvincente  e ricca di colpi di scena.

Ciò grazie anche all’intreccio ed alla complessità dei vari personaggi.

 

Personaggi realmente esistiti

Renzo, che nella prima stesura si chiamava Fermo e Lucia i protagonisti, sono inventati, ma alcuni sono realmente esistiti, oppure plasmati ad immagine di personaggi dell’epoca.

Tra i più significativi all’interno dell’intera vicenda non possiamo non citare la Monaca di Monza.

Pare che fosse inspirata al personaggio di Marianna De Leya. La monaca di Monza alias Suor Gertrude, è una con un vissuto forte e drammatico. Entra in convento non per sua volontà, ma costretta dal padre che le fa violenza psicologica, ecco un altro tema attuale di cui sentiamo spesso parlare nelle cronache dei giorni nostri.

Un altro personaggio che ha sempre suscitato grande curiosità è l’Innominato.

Pare che Alessandro Manzoni, si sia inspirato alla figura del nobile Bernardino Visconti, che amava l’arte della guerra. E’ un uomo che ha compiuto efferati omicidi, e che in vecchiaia e subito dopo aver conosciuto la semplice Lucia, fa i conti con la sua coscienza, cambiando radicalmente.

Poi c’è Don Rodrigo, il signorotto locale invaghito di Lucia, che osteggia in tutti i modi il matrimonio della giovane con Renzo, facendola persino rapire. E’ un personaggio malvagio e senza scrupoli, che crede di ottenere tutto con il suo potere. Sembra inspirato dal nobile veneto Paolo Orgiano.

Ci sono poi gli altri personaggi tra cui Don Abbondio, l’antitesi del sacerdote

Oggi alla soglia del 2018, la nostra società è zeppa dei personaggi descritti da Manzoni.

C’è ancora chi si crede di essere sempre furbo ai danni del più debole solo perché è più ricco, chi fa fatica come Renzo e Lucia a mettere su famiglia.

 

Curiosità

Il lazzaretto, ossia il posto in cui erano relegati i malati di peste, è un luogo realmente esistito a Milano, se ne possono vedere i resti passeggiando tra via San Gregorio e via Veneto.

All’ interno vi era anche la Chiesa di San Carlo al lazzeretto, che ancora oggi è visibile in Largo Fra Paolo Bellintani.

Nel corso dei secoli passata l’epidemia della peste, il luogo è stato utilizzato per usi diversi, alcune ricerche storiche hanno confermato addirittura che sia stato utilizzato come una sorta di centro commerciale.

A proposito della peste che ha infestato Milano nel 1620, pare sia stata portata da un soldato italiano, che di ritorno a Milano, dopo essere stato arruolato nell’esercito tedesco, ha portato con se delle pulci.

Anche ai tempi del Manzoni c’era la pirateria.

Le copie degli episodi andavano a ruba. E pare che già all’epoca ci si poteva imbattere in quelle contraffatte. Per ovviare alla diffusione delle copie false, lo scrittore decise di inserire in alcune pagine di ciascuna puntata delle illustrazioni a cura di Francesco Gonin.  Diveniva così più difficile contraffarle.

I cibi che il Manzoni cita durante i Promessi Sposi, oggi fanno ancora parte della cucina Italiana. Viene anche nominata la polenta, che nel 1600 non era ancora fatta col mais, ma bensì con il grano saraceno, riscoperto tra l’altro di recente, per le sue importanti proprietà nutritive.

I Promessi Sposi è un romanzo che ha avuto, come accennato all’inizio di questo articolo, diverse trasposizioni è passato dalla Tv al Teatro, dal Cinema, dall’Opera Lirica al Musical, dalla Parodia ( tra le più famose ricordiamo quella con Totò Il Monaco di Monza, e l’indimenticabile parodia del trio formato da Tullio Solenghi, Massimo Lopez ed Anna Marchesini) al Fumetto, con una trasposizione in chiave Disney per due speciali numeri di Topolino: i promessi paperi del 1976 ed i promessi topi del 1989.

 

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