Goga e magoga: il punto di vista bipolare di Davide Van Der Sfroos

xl1159114

3 SETTEMBRE – Sembra invecchiato, Davide Van Der Sfroos. E non è detto che sia un male, anzi. Certo, i tempi dei ritmi folk e blues sfrenati (vedi Akuaduulza ed E semm partii) sembrano finiti per il cantautore che Energie ha portato l’Italia alla conoscenza del laghee, il dialetto che si parla proprio in quel ramo del lago di Como.

Questo ultimo Goga e Magoga ci restituisce un Davide meno impulsivo ed ancora più introspettivo rispetto al penultimo lavoro, Yanez, datato 2011. Nonostante questo, il disco è fortemente legato a questa nostra epoca. il De Sfroos dipinge gli ultimi anni di storia con tinte di pazzia e cambiamento: tutto sembra poter crollare in un baratro buio da un momento all’altro.

Si parte con Angel, una intro song che segna il wholesale nfl jerseys passo musicale del disco: non aspettatevi ritmi infuocati, stiamo riflettendo. Seguitemi in punta di piedi, sembra dire Davide, che sfodera subito la migliore canzone del disco: Ki. Cheap Jordan Shoes L’inizio è chitarra e voce, una melodia semplice. La voce di Leslie Abbadini offre la spalla a quella di Davide. Il pezzo cresce fino alla strofa, cantata in italiano, e prosegue con un bellissimo assolo di violino di “Anga” Galiano Persico, che riesce ad esprimere benissimo la doppia polarità, bianca e nera, che pervade l’intero disco (e tutta l’opera del cantautore milanese).

Ecco, in Figlio di ieri Davide diventa proprio vecchio, sia dal punto di vista testuale (“le rughe son le rughe di una vite che si avvita per non farti traballare”) che da quello musicale. Bene, male? Ognuno la pensi come vuole. Stesso discorso vale per De Baratas Replicas Ray Ban Me, qualche canzone più avanti.

Il chiaroscuro continua con El Calderon de la stria, che ci porta invece in una dimensione infima, dantesca, dove i personaggi sono sommersi dalla zuppa bollente che li circonda e vengono cucinati (o si cucinano da soli?) ogni giorno. Il ritornello cantato, quasi urlato per la disperazione, è incalzante e potente. Una canzone molto, molto attuale.  La stessa atmosfera si respira in Goga e MagogaMad Max, omaggio musicale e simbolico alla scena prog anni ’70, dove però si intravede un barlume di luce nel finale.

E si prosegue fino Cheap Oakleys Sunglasses al finale, sfumando pian piano verso canzoni più leggere e delicate, come l’immaginifica Colle Nero, dove Davide sfodera tutta la sua capacità di trasformale jordan retro 1 la musica in immagini. Una capacità quasi magica. Ma, d’altro canto, la parola “immagine” non ricorda forse “mago”?

Carlo Tregambe

Facebook Comments

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial
Facebook
Twitter
LinkedIn