Play

15 GIUGNO – Quante volte, nella nostra vita, avremmo voluto tornare indietro, fermare il tempo, farlo scorrere veloce in certi momenti?

E quasi mai godiamo del tempo che stiamo vivendo.

Sempre proiettati nel passato, o al futuro, non assaporiamo l’adesso, il singolo momento che viviamo.

Finendo a volte a rimpiangerlo un domani, desiderando di riviverlo.

Rewind.

Viviamo nel passato, rammaricandoci di quell’occasione persa, di quel momento che non torna più indietro, di quell’amore perduto.

E perdiamo l’istante che siamo vivendo, quell’occasione davanti a noi, quel momento che non riusciamo ad assaporare, quel nuovo amore davanti a noi.

Ma li perdiamo perché  non possiamo vederli, il nostro sguardo è rivolto alle nostre spalle, ma il tempo procede inesorabile, e camminiamo come ciechi, senza sapere dove stiamo andando.

Non vediamo il futuro, il presente, mossi dall’istinto autolesivo di vivere e rivivere momenti che per quanto terribili o splendidi siano stati, non torneranno mai più, e invece di trarne una lezione di vita, o di serbarli in un angolo del nostro cuore, ci blocchiamo a simulare un vita in un momento eterno, dove in un inesauribile loop continuiamo a rivivere l’istante.

Stop.

Altre volte ci crogioliamo in un momento di felicità, in un periodo della nostra vita che non vorremmo non finisse mai. E finiamo con il viverlo con quella punta di tristezza, perché già sappiamo che la fine sarà ineluttabile.

Manca l’assaporare il momento, il viverlo appieno, rischiando poi di poterlo fare solo un domani, premendo il tasto Rewind dei nostri ricordi.

Forward.

Forse il tasto che ci inganna più di tutti. Perché presuppone una differenza tra il suo uso a scopo distruttivo o costruttivo.

Premerlo per proiettarci per seguire un obiettivo futuro, azione che ci metterà a stretto contatto con il presente, creandoci la consapevolezza di creare in ogni istante del presente il nostro futuro, è l’uso migliore che si può fare di questo tasto.

Premerlo per vivere in un futuro ipotetico, dove ci abbandoniamo ai nostri pensieri di come vorremmo fossero le cose in futuro, rischia di essere deleterio per noi, se, nonostante ci si continui a ritrovare in un mondo, in un futuro che non ci sono, non facciamo nulla per cercare di cambiare le cose.

Nella vita bisogna decidere se sognare a occhi aperti o cercare di vivere il sogno, andandocelo a creare.

Ma perché non premiamo il tasto Play, quello che ci fa vivere la vita secondo per secondo, in ogni suo istante, in ogni sua piega, piacevole o meno che sia?

Perché pensiamo che la bellezza della vita sia sempre lontano da noi, nello spazio e nel tempo, e la cerchiamo di trattenere, mentendo e danneggiando noi stessi, ricordando dei momenti che ci facevano sentire vivi, convinti che questi non torneranno mai più, creandocene altri nella nostra testa, perchè non riusciamo a vivere appieno la vita che abbiamo.

Ma forse la bellezza della vita sta proprio nel fatto di vivere ogni momento una sola volta.

Bisogna solo assaporarlo.

Press Play.

Just my two cents.

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Francesco Bisesti

Francesco Bisesti, classe 1986, nato in quel di Verona. Si laurea in Scienze giuridiche, e attualmente studia per la seconda laurea in Economia e Legislazione d’Impresa presso l’Università Cattolica di Milano. Dato che si diverte a complicarsi la vita, ha recentemente passato un master per poter anche svolgere l'attività professionale di mediatore. Sempre in giro, riesce miracolosamente a fare tutto, tranne dormire. Sarà per quello che scrive certi deliri?

Francesco Bisesti ha 8 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Francesco Bisesti

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