Recensione – Black Sails

Recensione – Black Sails

L’Isola del Tesoro, romanzo di Robert Louis Stevenson, trova un ottimo prequel

La serie tv Black Sails, creata da Jonathan E. Steinberg e Robert Levine e prodotta per il canale via cavo statunitense Starz (in Italia trasmessa dal 2014 da AXN), coniuga felicemente due temi tornati d’attualità: le serie in costume e la pirateria.

La trama – Si parte nel 1715, durante gli anni d’oro della pirateria nel “Nuovo Mondo”, sulla tolda della Walrus, nave pirata capitanata da James Flint (Toby Stephens), alla ricerca ed inseguimento del galeone spagnolo Urca de Lima, che trasporta un ricco bottino in oro della flotta delle Indie Occidentali.

Centrale nella storia è poi la “capitale” dei pirati: la città di Nassau, nell’isola di New Providence, dove la famiglia nobiliare Guthrie, il padre Richard (Sean Cameron Micheal) e la figlia Eleanor (un’incantevole Hannah New) prosperano gestendo i commerci dei pirati, in opposizione alla corona inglese.

Una trama che risulta sin da subito ben articolata e credibile, con molti riferimenti a “L’isola del Tesoro” di Stevenson, della quale si configura in pratica come una sorta di prequel. Azione, violenza, tradimenti e intrighi: questa la cifra portante di Black Sails, che la rende un’altra interessante e di qualità serie a marchio Starz (dopo Spartacus) degna di essere seguita.

Notevole anche il setting e le ambientazioni, con luminose e paradisiache spiagge, isole e natura. Anche i costumi e le musiche si adattano perfettamente al clima, piratesco ma molto più “crudo” e “adulto” del contesto disneyano de “I Pirati dei Caraibi” cui ci si era ormai abituati.

Una serie da non perdere (articolata in 8 episodi la prima stagione, 10 le successive).

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