Un libro che racconta il dramma della disoccupazione

26 APRILE – Nei giorni scorsi la nostra redazione é venuta a conoscenza della pubblicazione di un libro che si occupa di una tematica di stretta attualità, il dramma della disoccupazione. Oggi più che mai, venendosi a trovare schiacciati tra la stretta della crisi economica e le forche caudine di un mondo del lavoro sempre più precario, molti lavoratori di ogni età si trovano a fare i conti con lo spettro di quella che è ormai, a tutti gli effetti, una piaga sociale. E se, da un lato, bisogna reagire al pessimismo; dall’altro occorre anche trovare la forza di denunciare apertamente certe situazioni che accomunano da Nord a Sud ormai tutto il Paese e che colpiscono sempre le fasce più deboli della popolazione.

Così ha fatto Antonio Capolongo, nato in provincia di Napoli nel 1968 e laureatosi in Economia e Commercio. Già autore di un romanzo (“Un incontro d’amore”, 2011) si appresta ora a pubblicare il secondo. Il titolo dell’opera, edita per Arduino Sacco, è Cassa integrazione guadagni, la mia è straordinaria e, come afferma lo stesso autore, “alla base del libro risiedono la volontà, la fermezza e la determinatezza di dire di no. Le storie raccontate nel libro sono ispirate alla realtà e, nei passi fondamentali, documentate con meticolosità. Mi oppongo al degrado, innanzitutto morale, con la scrittura, lo strumento che, da pochissimi anni a questa parte, sta divenendo sempre più mio. Scopro tale espressione del pensiero –sia in prosa che in poesia – nel 2007 e da allora comincio a partecipare a vari concorsi letterari. Oggi le mie parole, oltre ad essere presenti in circa venti antologie poetiche e in due libri di narrativa, mi sostengono e… mi aiutano a sognare”.

Riportiamo di seguito un breve riassunto dell’opera:

“A partire da domani lei è sospeso dal lavoro con ricorso alla cassa integrazione guadagni…”
Così recitava la lettera che Marcello Marchesi riceve da parte della sua azienda, una delle tante in crisi della martoriata provincia di Napoli. È in questo modo, crudo, che apprende che dovrà rimanere a casa, ma all´epoca non sa che lo dovrà fare esattamente per centoquattordici giorni. È da questo punto che si snodano due strade… due viaggi fatti nel segno della lotta pura, uno per rivendicare i propri diritti, l´altro per sconfiggere le proprie paure. Durante quest´ultimo incontrerà tanti personaggi che albergano nella sua memoria, essi lo accompagneranno fin dove le due strade si intersecano.
Nei due cammini, al suo fianco, vi è una presenza costante, la sua amatissima Sofia, una donna determinata, capace di conquistare “fortezze inespugnabili”. Marcello e Sofia serbano un sogno nei loro cuori, vorrebbero sposarsi, vorrebbero una vita normale e… in nome di essa non si arrendono.

E un passo dello stesso romanzo: “Per molti altri lavoratori l´entrata dello Stato, nell´amministrazione dell´azienda, ha significato la fine del rapporto lavorativo. Sono quei lavoratori che sottoscrivono un “contratto” molto diffuso nelle terre partenopee, quello in nero. Per loro non c´è stato scampo, falcidiati due volte, dapprima costretti a lavorare senza un regolare contratto, quindi senza diritti e senza serenità; in un secondo momento, paradossalmente, perdendo anche quel minimo che guadagnavano col sudore della fronte. Fra tutti questi lavoratori sventurati, ebbi la fortuna di conoscere Jamir Zeudith; ci incontravamo in mensa durante l´ora di pausa pranzo. A farci fare la reciproca conoscenza, fu la comune passione per i libri. Jamir, trentatré anni, è proveniente dal Senegal, vive in Italia da circa dieci anni di cui gli ultimi tre passati a lavorare come operaio nell´azienda. Si è trasferito dal suo Paese natio con una laurea in chimica, dopo la morte della madre, il padre l´aveva perso all´età di quattordici anni. Da allora…”

 

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