Una conferenza di pace per la Siria

Il ministro degli esteri russo

15 GIUGNO – La diplomazia russa si sta attivando per controllare la situazione medio – orientale.  Pochi giorni fa, in un comunicato stampa emesso dal Ministero degli Affari Esteri di Mosca, è stata ribadita la volontà di voler tenere una conferenza di pace cui possano partecipare tutte le Nazioni straniere che influiscano nella situazione della Siria. Invitati sono, oltre che i cinque membri permanenti del consiglio di sicurezza dell’ONU, i Paesi rappresentanti dell’Unione Europea e la Lega degli Stati Arabi. La proposta non è solamente russa ma anche cinese.

La conferenza, secondo quanto affermato dal Ministro degli Affari Esteri Sergey Lavrov, è necessaria visto il deteriorarsi della situazione in Siria, causata dall’intervento indiretto di Stati stranieri. Il Paese è arrivato “ ad una vera e propria guerra civile e un certo gruppo di Paesi stranieri sta sostenendo i gruppi armati peggiorando l’attuale situazione”. Secondo la diplomazia russa, si stanno ricreando condizioni simili a quella avvenute in Libia lo scorso anno. Il problema è che si potrebbe creare una destabilizzazione del Medio Oriente con uno scontro ideologico e religioso tra sciiti e sunniti con la morte di un gran numero di civili. Con queste parole Mosca giustifica il suo veto a eventuali risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Ma quanto detto dal mondo russo colpisce anche il governo siriano. Secondo il Ministro degli Esteri, Damasco è il primo responsabile di quanto sta avvenendo in Siria. Lavrov ha ricordato il ritardo da parte della Siria nell’accettare organizzazioni umanitarie e nel far entrare nel Paese i giornalisti.  Per quanto riguarda eventuali forniture di armi ad Assad, è stato ricordato che la Federazione russa ha solamente un contratto per la fornitura di apparecchiature radar, utili nel caso di un conflitto su larga scala esterno.

Ma non è solamente con dichiarazioni che Mosca si muove. In un meeting improvvisato a Teheran, Lavron ha avuto la possibilità di trattare due importanti argomenti contemporaneamente. Infatti da una parte si è parlato del Programma Nucleare Iraniano, dall’altra della situazione in Siria. A suo parere, la situazione in Siria non può essere risolta se non con il consenso e la concordia tra Washington e Teheran.  L’eventuale conferenza di pace è stata accolta, durante il meeting, con favore da parte del governo iraniano, il quale potrebbe trattare tutte le questioni spinose che lo riguardano. Uno scenario che potrebbe indubbiamente porre l’Iran sotto una nuova luce.

Michele Soliani

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