Cantiere mobile

Piacere, Michele. I primi giorni Marcolini con la squadra sono stati di conoscenza reciproca con chi si è seduto sul pullman con lui verso le Terme di Comano. Cinque portieri, sette difensori, dodici centrocampisti e otto attaccanti lo hanno accompagnato nella prima settimana di allenamenti per preparare la stagione del ritorno al secondo piano del calcio italiano. Un gruppone eterogeneo, in cui la forbice d’età dei partecipanti al ritiro precampionato segna innanzitutto un indicatore del Chievo che verrà. In questo cantiere aperto e mobile, con Cesar e Meggiorini ed alcuni membri della vecchia guardia ci sono tanti giovani virgulti che avranno la possibilità di giocarsi una fetta importante di credibilità agli occhi del nuovo mister gialloblù.

Il nuovo mister gialloblù Michele Marcolini

Le prime sgambate

Situazione fluida sui binari di arrivi e partenze, in attesa della prima sgambata e un Sergio Pellissier sempre più coinvolto nel ruolo dirigenziale. Note le prime uscite pre (e “pro”) iscrizione, ad oggi le entrate parlano con lo slang dei ventenni. Esposito, l’ultimo arrivato, poi Ivan, Leverbe, Cotali, Ceter, e poi i ragazzi cresciuti a Verona come Bertagnoli e Karamoko, risorse – in parte – tutte da valutare ma che potrebbero portare nuovo ossigeno e dirigere scelte nel medio periodo. La sensazione è che la formazione avrà un’età media lontana da quella della rosa che abbiamo conosciuto in questi anni di serie A.

I vecchi, come è ovvio, non sono affatto tagliati fuori dal progetto. Faranno da chioccia ai neo arrivati già oggi alle 17.30 al Campo Comunale di Bleggio Superiore. Saranno i primi passi ufficiali dei gialloblù verso l’avvio della stagione tra i cadetti. L’avversaria è una rappresentativa locale formata dai giocatori di due squadre: il Comano Terme (Eccellenza) e il Calcio Bleggio (Promozione). In settimana sono previsti altri due test: mercoledì con la Virtus di Gigi Fresco in edizione tascabile e sabato prossimo, sempre a Bleggio, tradizionale sfida con la Top22 dei dilettanti veneti guidata da mister Cherobin.

Cuori, denari, pesi e misure

La filosofia del club di Luca Campedelli è nota e non cambia anche in previsione di un anno zero. I puntelli legati all’esperienza restano intatti. Certo è che le dichiarazioni di disponibilità a dare una mano alla causa del Chievo anche tra i cadetti di alcuni “big” della formazione devono trasformarsi in contenuti pratici. Che, nella fattispecie, passano attraverso l’impegno verso la maglia ma anche e soprattutto la consapevolezza che gli investimenti societari – leggasi emolumenti – non possono necessariamente corrispondere a quelli erogati nella massima serie. Insomma, la bilancia del monte ingaggi pesa ancora troppo.

Il presidente Luca Campedelli

Nel frattempo, la vicenda plusvalenze segna una sorta di revival. Le notizie freschissime rimettono il Cesena e il Chievo – situazioni differenti nella sostanza – al centro di un nuovo capitolo della storia. Il Tribunale di Forlì ha disposto un sequestro preventivo di beni nei confronti delle due società. La vicenda è nota, così come l’auspicio che, per quanto sia lecita ogni verifica, qualcuno semmai inizi a guardarsi attorno.

Nella stagione 2016/17 – scriveva qualche mesi fa Il Fatto Quotidiano – le società calcistiche di serie A hanno avuto uno sbilancio di 711 milioni tra costi e ricavi ma hanno  realizzato plusvalenze per 749 milioni. Ad occhio e numeri alla mano non si direbbe siano tutti ascrivibili alle operazioni tra il club gialloblù e quello romagnolo. Ironia a parte, invece tuttora in queste settimane leggiamo celebrate operazioni del genere con plausi alle capacità gestionali dei direttori sportivi dei grandi club. Come dicevano a TelePiù, giudicate voi.

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Paolo Sacchi

Nato a Genova, ha scoperto quasi subito che le Scienze Politiche non facevano per lui. Viaggiatore e calciofilo, già ufficio stampa, come giornalista collabora con diverse testate cartacee, web e radiofoniche e da anni racconta dal vivo in diretta alla radio le partite del ChievoVerona. Esperto di turismo e di sport britannici, è felice di dover rifare spesso il suo bagaglio a mano.

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