Hellas: parola alla difesa

Un vecchio detto del mondo del calcio recita un adagio mai passato di moda: “Primo non prenderle”. L’assioma non può essere considerato così inconfutabile da meritarsi una scrittura nella pietra ma  costituisce da sempre uno dei capisaldi ai quali ogni allenatore si ispira nei suoi trascorsi sulle varie panchine. Qualcuno negli anni ne ha sicuramente abusato – come non ricordare il famoso “catenaccio” di Nereo Rocco – tuttavia quello di porsi quale primo obiettivo l’impenetrabilità difensiva può essere considerato il primo mattone di qualsiasi risultato. Nel calcio, qualunque sia il campionato o la categoria, chi consegue importanti traguardi non presenta mai numeri eclatanti alla casella delle reti subite. Difficile, per non dire impossibile, assistere al contrario.  

il tecnico scaligero Ivan Juric

DAL 4-3-3 AL 3-4-2-1

In riva all’Adige la rivoluzione tattica di Ivan Juric – dopo anni di 4-3-3 si è passati ad un 3-4-2-1 – è partita proprio da qui. Nelle stagioni passate, quando sulla panchina gialloblù si sono succeduti i vari Andrea Mandorlini, Luigi Del Neri, Fabio Pecchia e Fabio Grosso, seppur con il conforto di attaccanti particolarmente prolifici, si è sempre dovuto fare i conti con retroguardie tutt’altro che impenetrabili. Errori individuali e di reparto ci hanno fatto compagnia in diverse occasioni, con i risultati, a tratti non particolarmente brillanti, che tutti conosciamo. Affidare le proprie sorti in mano a chi deve fare gol costituisce un rischio molto alto, anche se di cognome fai Zeman. In buona sostanza, giusto per essere chiari, non è per nulla semplice riuscire sempre a fare un gol più degli avversari.

Il giovane difensore gialloblu Marash Kumbulla in una fase di gioco

PRIMI SEGNALI POSITIVI

In questo primo breve scorcio di campionato la squadra gialloblù ha senza dubbio lanciato segnali molto positivi. Una condizione atletica e mentale quasi da far invidia accompagnata a una precisa oganizzazione di gioco, dove ogni interprete sembra conoscere lo spartito da seguire, sono punti di forza non da poco. L’aspetto più importante, tuttavia, riguarda la ritrovata solidità della fase difensiva. L’inattesa “transumanza” verso la linea a tre – che poi non fatica a diventare a cinque con il rientro “sotto palla” degli esterni di fascia – è stata ben presto assimilata senza lasciare strascichi di rilievo. Sin dai primi giorni di ritiro il tecnico gialloblù ha consegnato le chiavi della retroguardia al giovane Kumbulla – promosso a pieno titolo dopo la stagione disputata con la compagine primavera – e al capitano della nazionale kosovara Rrhamani alternando nel ruolo di terzo di sinistra i vari Gunter e Davidowicz, con Empereur e Bocchetti in seconda battuta. In favore della nuova linea “maginot” a tinte gialloblu parlano i numeri. In tre incontri Silvestri ha dovuto raccogliere nella propria rete solamente due palloni. Due reti, peraltro, giunte entrambe su calcio di rigore. I gialloblù, dato tutt’altro che trascurabile, in questo momento sono l’unica squadra in serie A a non aver subito reti su azioni. Un primato, per quanto effimero, degno di essere preso in considerazione, che conferma il livello di crecita raggiunto dai meccanisismi difensivi della nuova retroguardia scaligera.

Fino ad ora gli avversari non sono stati tra i più probanti, tuttavia partire con questi confortanti presupposti non è certo cosa da poco. Davanti ad avversari più “qualificati” – vedi Juventus, Roma, Napoli o Inter tanto per citarne alcuni – mantenere inviolata la porta sarà sicuramente molto più difficile. Gli ingranaggi difensivi, tuttavia, diversamente a come eravamo abituati nelle stagioni precedenti, appaiono già ben oliati e pronti ad arginare il più possibile gli attacchi dell’avversario di turno. Di questi tempi, per una squadra che come obiettivo primario ha la salvezza, ciò rappresenta un ottimo punto di partenza. E chi ben comincia…

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Enrico Brigi

Sono nato a Verona nel 1966 e qui vivo. Da qualche anno ho esaudito il mio desiderio di diventare giornalista pubblicista. Da sempre tifoso dell’Hellas, amo scrivere di sport. Ho scritto in passato per "Hellas News" e "Verona News", mentre ora collaboro con "IlNazionale_Verona" dove coordino la redazione sportiva. Sono, inoltre, Direttore Responsabile di "Tuttohellasverona.it" e Condirettore Responsabile di GiovaniGol, testata che segue il calcio giovanile veneto. Il mio sogno nel cassetto è quello di riuscire a scrivere un libro di sport. Le idee non mancano, si tratta solamente di mettersi al lavoro...

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