SuperLega: è tempo di playoff, tra analisi e pronostici

Domenica 24 marzo è terminata la stagione regolare della Super Lega di pallavolo. Ad aggiudicarsi l’effimera classifica provvisoria in vista dei playoff è stata Sir Safety Conad Perugia, di una lunghezza su Itas Trentino e di due su Cucine Lube Civitanova, tre delle quattro corazzate attese alla vigilia, con Azimut Leo Shoes Modena finora piuttosto deludente e staccata. La Regular Season si è decisa dunque per poco, in cui la nostra Calzedonia Verona non è riuscita ad andare oltre il sesto posto, qualcosa meno delle aspettative, mai veramente competitiva per stare al vertice. Tra infortuni seri di inizio stagione, l’arrivo di Kazinsky e qualche buona prestazione, l’hype del sestetto veronese, nonostante il roboante innesto di metà stagione, ha stentato a decollare e le aspettative per gli imminenti incontri di playoff non sono molte.

La griglia degli accoppiamenti tra le 8 squadre che si giocheranno lo Scudetto

È davvero interessante notare come, al di là che il terzetto di testa abbia scavato un solco in classifica rispetto alle avversarie, quella appena conclusa sia stata una delle stagioni più equilibrate degli ultimi anni. A conferma di questa soggettiva valutazione possiamo analizzare il dato sul quoziente punti (punti fatti/punti subiti) che non fa classifica, visto che nella pallavolo sono i set a determinare le vittorie, ma che rappresenta in maniera abbastanza indicativa il valore delle squadre. Ebbene, Perugia primeggia con un relativamente basso 1,17 con Trento e Civitanova staccate di un nulla a 1,15, mentre in zona retrocessione Siena abbandona la massima serie nonostante un onorevole 0,93 con il quale assai di rado si arriva penultimi (solo tre volte negli ultimi dieci anni). Sono dati che, a prima lettura, evidenziano equilibrio. Approfondendo però, ci rendiamo conto di cosa significhi questo quoziente punti pari a 1,17: Perugia ha fatto in media circa 12 punti in più a partita rispetto all’avversario di turno; se consideriamo che la stessa formazione ha chiuso la stagione con un quoziente set pari a 3,38 ci rendiamo conto di come abbia decisamente massimizzato le proprie prestazioni, in parole povere abbia saputo giocare bene i punti importanti, aggiudicandosi forse più set di quanti il quoziente punti avrebbe suggerito e consentito. È il tema centrale della pallavolo moderna: la differenza tra vincere e perdere passa attraverso pochi punti a gara, in questo senso parliamo di equilibrio, in cui avere giocatori abituati alla pressione diventa decisivo, in cui la coesione di un gruppo, la lettura tattica di alcune specifiche situazioni di gara, la convinzione mentale, sono elementi imprescindibili per emergere. Perugia, condotta in panchina da quell’agonista che risponde al nome di mister secolo Lorenzo Bernardi, ha saputo mettere in campo tutte le qualità necessarie: non ha dominato, non ha surclassato con ingordigia gli avversari, ma ha vinto quanto serviva vincere scavando un solco significativo ad esempio su Modena, ugualmente accreditata alla vigilia. Forse, secondo una antitetica lettura dei dati, Perugia non sarebbe poi così forte come possa sembrare. Vedremo, ora comincia un’altra fase del torneo, quello dei face to face, dei playoff, periodo che azzera ciò che è stato, che pone nell’oblio per i prossimi 6 mesi chi faticosamente ha conquistato una meritata e tranquilla salvezza e nulla più, e rimette tutte le migliori otto alla pari, salvo il fattore campo. Cambierà qualcosa? o si confermerà l’andamento stagionale? Ci sarà equilibrio vero con qualche sorpresa dietro l’angolo o alla fine i pronostici verranno rispettati? Per provare a fornire una risposta al quesito, pur rimanendo nell’ambito delle previsioni e, come tali, passibili di errori, proviamo ad analizzare la griglia dei quarti di finale, primo vero banco di prova per chi legittimamente coltiva ambizioni di Scudetto.

I giocatori di Perugia festeggiano. Che siano loro i favoriti?

Partiamo proprio da Calzedonia Verona che esordirà ai quarti di finale con Civitanova Marche, battuta solo 4 volte nella storia; la formazione marchigiana si è aggiudicata entrambi gli incontri stagionali e si basa sull’esperienza di Juantorena e la potenza di Sokolov, uno dei migliori interpreti del ruolo di opposto, oltre alla coppia cubana Simon e Leal, nonché al talento di Bruno, palleggiatore senza eguali. A guardare il roster, probabilmente è uno dei peggiori abbinamenti che potesse capitare alla formazione veronese, completo in ogni reparto e di assoluta esperienza in ogni atleta. D’altro canto, molta stampa specializzata ritiene che anche per Civitanova l’abbinamento con Calzedonia sia il peggiore possibile, giudicando la compagine veronese una vera mina vagante del torneo. Lo scenario ipotizzato è che Kazinsky riesca ad opporsi agli anni e all’usura di tante battaglie, che si dimostri ancora una volta campione assoluto, ma soprattutto che l’opposto canadese Boyer manifesti freschezza e spregiudicatezza, evitando la pressione dell’appuntamento importante, dopo una eccellente stagione regolare. Inoltre Calzedonia, una delle migliori squadre a muro del torneo, dovrà riuscire a contenere proprio con questo fondamentale gli avversari che, nonostante una ricezione piuttosto modesta, sono ai vertici di rendimento nella produzione offensiva. Possibilità reali di upset per Calzedonia? Non più del 20% ad essere generosi, però è proprio questa libertà di agire contro pronostico che potrebbe permettere agli uomini di Grbic di scendere in campo nelle migliori condizioni emotive, senza troppe aspettative.
Nel quarto di finale che si incrocia con Verona giocheranno Itas Trentino e Kioene Padova, con la prima assoluta favorita, guidata da un Lorenzetti perfettamente inserito nell’ambiente societario e capace di guidare fino al secondo posto una squadra dal potenziale offensivo forse meno abbacinante rispetto ad altre contender, ma solido e quadratissimo. Attorno ad un Giannelli sempre più maturo, sempre più simile ad un incredibile mix tra Vullo, Tofoli e Meoni, gira una squadra in controtendenza con la pallavolo moderna in cui sempre più ci si disinteressa delle qualità di seconda linea e si punta su attaccanti dalla potenza inarrestabile. Per questo sarà ancora più interessante vederla all’opera in questo gran finale di SuperLega. Per Padova, guidata dalle mani di un Travica, forse troppo velocemente allontanato dalle luci della ribalta, non più del 15% di possibilità di passare, ma la conferma di un ottimo lavoro svolto, a fronte di risorse decisamente più limitate rispetto alla quasi totalità delle avversarie.
Perugia affronterà Vero Volley Monza con i favori del pronostico e appare difficile ipotizzare come una formazione dal talento smisurato come quella umbra possa soccombere ad uno dei sodalizi con progettualità più strutturata e futuristica che ci sia nel panorama pallavolistico nazionale, ma che non ha al momento un sestetto sulla carta capace di garantire exploit significativi. L’unico appiglio per la formazione lombarda è in un precedente stagionale, in cui Monza è riuscita ad aggiudicarsi un rocambolesco tie break, ma contro gli avversari non al completo. Il pronostico è tutto per Perugia, a meno che Monza non estragga dal cilindro almeno due prestazioni da capogiro al servizio, unica vera grande arma a disposizione delle avversarie di Perugia per far saltare il banco.

La presentazione del tecnico Julio Velasco ad inizio stagione

Chiudiamo con la sfida tra Modena e Revivre Axopower Milano, quella sulla carta più equilibrata e stimolante. Velasco, coach degli emiliani, professa da tempo il mantra che contano le gare ad eliminazione diretta, non i mesi prima. Come dargli torto? Rimane però il dubbio che siano parole di circostanza per evitare processi immediati e intanto continuare a lavorare nell’assemblare un gruppo di grandi giocatori, ma forse non tutti campioni capaci di focalizzarsi su un obiettivo e lavorare di squadra per perseguirlo. Velasco ne ha passate tante, ma la sensazione è che non sembri del tutto a suo agio nell’attuale ambiente modenese e soprattutto che abbia difficoltà a proporre la sua pallavolo, forse perché ormai datata (guardare Perugia per credere: ciò che più si distanzia da un concetto di collettivo, tanto caro al tecnico argentino), più probabilmente perché manca la giusta disponibilità da parte degli interpreti. Fatto sta che Modena è sin dai quarti di finale a rischio fallimento sportivo, qualora dovesse uscire di scena anzitempo, proprio contro Milano. Qualcuno è però disponibile a scommettere contro Velasco? Modena favorita al 65% per cento.

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Lorenzo Mori

Lorenzo Mori, nato a Verona 11 anni dopo l'alluvione di Firenze e pochi mesi prima del rapimento Moro, si alterna tra la professione di consulente free lance (un po' commercialista, un po' controller) e il ruolo di allenatore di pallavolo. Papa' da qualche anno, ha sempre sognato di scrivere un trattato sulla città ideale, ma non lo farà mai; nel frattempo importuna gli amici di Facebook con post di lunghezza immane e pesantezza insopportabile. Nostalgico quanto basta della "polis" greca e dei campioni alla Roberto Baggio, è soprattutto appassionato di neve e boschi e il suo motto preferito, di gucciniana memoria, è: "Uscir di casa a vent'anni è quasi un obbligo, quasi un dovere"

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