Operazione rinascita

Missione compiuta. Da Napoli il Chievo è tornato con un punto d’oro dopo novanta minuti di lotta gagliarda. Un giro e mezzo di lancette sufficienti per capire che a Veronello l’aria è cambiata. Se poi si trasformerà in vento tale da spingere la formazione verso la salvezza, lo scopriremo nei prossimi mesi. Intanto lo sguardo volge già al prossimo fine settimana: arriva la Lazio, altro test con l’asticella in alto.

Nel frattempo, ciò che conta è che al San Paolo si sia rivisto lo spirito del ChievoVerona by Di Carlo, trademark di stagioni indimenticabili con il tecnico ciociaro alla guida del team gialloblù. Merito condiviso con tutta la sua squadra in cui hanno ben figurato Sorrentino, Pellissier e Hetemaj, tre dei quattro giocatori già protagonisti di ottime annate con Mimmo alla guida tecnica del sodalizio di via Galvani.

Dopo due settimane di allenamenti, contro Hamsik e soci l’allenatore della salvezza miracolosa del 2009 ha riscoperto il modulo che già aveva utilizzato nel suo passato chievoveronese. Un trequartista – in questo caso “vero”, Birsa – dietro due punte d’esperienza – capitan Sergio e Meggiorini – in un settore avanzato alimentato da un centrocampo muscolare e tatticamente ineccepibile. Radovanovic, Hetemaj e Obi – senza dimenticare il dinamismo di Kiyine –  sono anche stati in grado di sostenere nel finale una linea difensiva in cui, al di là della solita eccellente prova di Sorrentino, l’affiatamento tra Rossettini, Bani e Barba è parso in crescita. Senza dimenticare Depaoli: sulla corsia destra ha confermato il suo eccellente stato di forma.

Una prova dal voto collettivamente alto. È vero, in qualche frangente i centimetri hanno aiutato gli uomini di Mimmo – leggasi occasioni dei padroni di casa. Tuttavia la determinazione e la corsa mostrate dalla formazione di Di Carlo fino al fischio finale sono valse il risultato positivo, come ha raccontato il tecnico al termine di un match vietatissimo ai deboli di cuore.

Spirito Chievo

La prima puntata della terza avventura di Di Carlo col Chievo è stata segnata dalla solidità della struttura, brava nel mantenere inviolata la propria porta. Su questo campo ci hanno lasciato le penne alcune grandi d’Europa e i numeri dicono che il Napoli quest’anno la mette dentro in media due volte a partita. «Sono contento per quello che la mia squadra ha prodotto», – ha raccontato il mister. «Innanzitutto perché abbiamo ritrovato lo spirito Chievo, condizione fondamentale per qualsiasi impresa. L’obiettivo è giocare al massimo, partita per partita. Il nostro obiettivo è fare più punti possibili. Bene averlo iniziato a fare tenendo testa alla seconda in classifica della serie A».

Novanta minuti di lotta: una sorta di suo marchio di fabbrica. «Partivamo sfavoriti e ci prendiamo volentieri sia il punto conquistato che la qualità della prestazione. Ottima la concentrazione: l’abbiamo mantenuta alta per tutta la gara. Devo fare i complimenti ai ragazzi per come hanno giocato, mostrando compattezza ma anche qualità. Abbiamo provato a dar fastidio a una grande della serie A e provato a giocarcela ogni volta in cui abbiamo avuto l’opportunità di spingere. Per me è una buona base di partenza in vista di questa parte di stagione molto impegnativa».

Modulo e uomini

In campo il Chievo è sceso in campo col 4-3-1-2: una sorta di dimostrazione che al San Paolo l’intenzione fosse quella di giocarsi la partita e non fare le barricate. «So di avere buoni giocatori offensivi ma anche che – ha precisato il tecnico – in questo momento non abbiamo alternative: dobbiamo fare più punti possibili. Quel che conta è lavorare su noi stessi. Dobbiamo giocare concentrati, provare a sfruttare ogni situazione nel corso della gara. Sono felice anche per come la squadra ha lavorato bene in questi quindici giorni».

In questo periodo il mister ha puntato direttamente verso i suoi principali obiettivi: la necessità di riportare serenità e spirito di gruppo ad una formazione in difficoltà. Dopo i novanta minuti di Fuorigrotta i segnali positivi sembrano essere arrivati anche se Di Carlo non nega le difficoltà del percorso. «Non è semplice gestire un cambio tecnico, figuriamoci quando ne avvengono tre nel corso di una stagione. Tattiche che cambiano e situazioni da rivedere, dunque ho cercato di mettere la rosa nelle migliori condizioni fin dai primi giorni per ritrovare fiducia in sé stessa e cominciare a guardarsi in una maniera diversa. In settimana ai ragazzi avevo detto: “Prepariamo la gara provando a puntare di essere la sorpresa della giornata”. Domenica scorsa ci siamo riusciti in parte ma sono contento perché ho visto che abbiamo i valori per affrontare le prossime gare nella maniera giusta».

A Napoli si è assistito ad una partita emozionante: nel finale la formazione di Ancelotti ha trovato un “Chievo alla Di Carlo“, perfetto nella fase difensiva dietro la linea della palla. Il mister qui ha trovato l’unico difetto della prestazione: «Avevamo necessità di contenere gli avversari nel finale, così ho scelto di dare maggiore copertura aggiungendo un uomo in più sulla linea arretrata. Abbiamo giocato però troppo schiacciati all’indietro. I ragazzi avevano una voglia incredibile di portare a casa un punto e nell’ultimissima parte di gara hanno ecceduto nello stare bassi. Non salendo hanno concesso qualche spazio di troppo sulle fasce e centralmente. In settimana lavoreremo su questo aspetto»,

Ancora biancazzurro all’orizzonte

Con il punto conquistato, sono arrivati anche tanti applausi per la prestazione gagliarda, per la gioia del tecnico gialloblù e in ottica futura. «Tutti i ragazzi sono stati bravi, tutti si sono aiutati e per me è ciò che conta di più. Volevo vedere compattezza e spirito Chievo: abbiamo mostrato entrambi. Anzi, li abbiamo ritrovati. Lo dico dal primo giorno: dobbiamo ripartire e dobbiamo farlo tutti insieme. Pellissier, il capitano, è il nostro simbolo in termini di coraggio, qualità e abnegazione, caratteristiche che a Napoli ha mostrato tutta la squadra». Ora l’attenzione si sposta già a domenica. Al Bentegodi arriva la Lazio. Non inganni la mediocre performance europeo dei biancazzurri di Inzaghi ieri a Cipro, in campo con una formazione inedita. Sarà un’altra partita in cui si dovrà ricorrere al proverbiale “spirito guerriero”.

 

(Foto ACChievoVerona/RenzoUdali)

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Paolo Sacchi

Paolo Sacchi

Nato a Genova, ha scoperto quasi subito che le Scienze Politiche non facevano per lui. Viaggiatore e calciofilo, già ufficio stampa, come giornalista collabora con diverse testate cartacee, web e radiofoniche e da anni racconta dal vivo in diretta alla radio le partite del ChievoVerona. Esperto di turismo e di sport britannici, è felice di dover rifare spesso il suo bagaglio a mano.

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