Pazzini e dintorni

Ha atteso in silenzio la sua serata. Quando è finalmente arrivato il suo turno ha risposto “presente” alla sua maniera facendo quello che gli riesce meglio, fare gol. Dopo tante – forse troppe – giornate passate in panchina a guardare i suoi compagni, quando è arrivata l’occasione giusta, coincisa con l’indisponibilità di Di Carmine, è stato ancora una volta bravo a non lasciarsela sfuggire.

Tornato in riva all’Adige, dopo un “esilio” di sei mesi in Spagna, le scelte societarie e la nuova gerarchia imposta da Fabio Grosso lo avevano ancora una volta relegato al ruolo di “rincalzo di lusso”, scalzato dall’arrivo dell’ex bomber del Perugia. In un paio di occasioni, gli era stato preferito addirittura il giovane Tupta. Una situazione così spiacevole tanto che le solite malelingue avevano già iniziato a far circolare la voce di una sua probabile partenza. Giampaolo Pazzini, da professionista esemplare quale è sempre stato, ha accettato ogni scelta senza battere ciglio, senza mai un minimo cenno di polemica, sapendo che prima o poi sarebbe capitata l’occasione giusta. Si, perché quelli come lui, forti di un pedigree invidiabile come il suo, sanno bene come vanno le cose. L’importante è farsi trovare pronti quando la chiamata arriva. Ed è stato così ancora una volta.

La tripletta, la seconda di questa stagione (primo gialloblù nella storia della società a realizzare due triplette nel corso della stessa stagione ndr),  con la quale ha messo ko il “malcapitato” Cittadella, fa parte di quelle cose da mettere in bacheca. Il punto, tuttavia, è un altro. La prossima partita che vedrà i gialloblù di scena a Foggia per disputare l’ultima giornata del girone di andata, prima della sosta invernale, potrebbe toccare ancora a lui vista l’assenza di Di Carmine, nemmeno convocato. Ma alla ripresa del campionato quale sarà la scelta di Fabio Grosso? Ci sarà la meritata riconferma oppure il capitano gialloblù sarà costretto suo malgrado ad accomodarsi ancora una volta in panchina? In questa stagione troppe volte è stato tirato in ballo il suo dualismo  con l’ex centravanti del Perugia. Senza dimenticare la persistente “litania” sulla possibile coesistenza in attacco tra i due, per ora sempre sacrificata sull’altare del 4-3-3, modulo tanto caro a Grosso, sul quale l’ex allenatore del Bari ha deciso di puntare fin dal primo giorno del suo arrivo a Verona.

Forse il “Pazzo” non è in grado di garantire i novanta minuti tuttavia la sua esperienza e il suo fiuto realizzativo – un lusso in cadetteria – rappresentano un valore aggiunto indiscutibile al quale rinunciarvi pare quasi un delitto. Nello stesso tempo, tuttavia, è giusto rispettare la scelta operata dalla società ed in primis dall’allenatore, nell’identica maniera con la quale la decisione è stata rispettata – seppur a malincuore – dallo stesso Pazzini.

In questa strana partita il primo set è terminato con la “vittoria” dell’attaccante toscano.  Ora al servizio per il secondo set ci sarà Fabio Grosso. Il futuro del match è come sempre tutto da scrivere. L’importante è avere la consapevolezza che l’interesse del Verona deve esssere sempre anteposto a qualsiasi altro discorso. Perché l’obiettivo è il ritorno in Serie A e Pazzini rimane uno sul quale si può contare ad occhi chiusi. Sempre. E di questo, devono esserne ben consci anche anche i tifosi.

 

 

 

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Enrico Brigi

Enrico Brigi

Sono nato a Verona nel 1966 e qui vivo. Da qualche anno ho esaudito il mio desiderio di diventare giornalista pubblicista. Da sempre tifoso dell’Hellas, amo scrivere di sport. Ho scritto in passato per "Hellas News" e "Verona News", mentre ora collaboro con "IlNazionale_Verona" dove coordino la redazione sportiva. Sono, inoltre, Direttore Responsabile di "Tuttohellasverona.it" e Condirettore Responsabile di GiovaniGol, testata che segue il calcio giovanile veneto. Il mio sogno nel cassetto è quello di riuscire a scrivere un libro di sport. Le idee non mancano, si tratta solamente di mettersi al lavoro...

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