Sempre Lewis

Il Gran Premio del Messico 2019 segna la decima vittoria stagionale di Lewis Hamilton che, salvo improbabili cataclismi, già nella gara in programma la prossima domenica negli Stati Uniti, si avvia a conquistare il sesto titolo iridato della sua carriera.

Il pilota britannico Lewis Hamilton

Una stagione, quella di Hamilton e della Mercedes – già laureatasi campione mondiale costruttori in Giappone – dominata con ampio merito. Nella trasferta messicana, ma più in generale nelle ultime gare disputate dopo la pausa estiva, sia il pilota britannico sia il suo team sono stati molto abili nel rintuzzare il prepotente ritorno di competitività delle Ferrari – e in parte della Red Bull- limitando i danni anche quando erano gli avversari a dominare le qualifiche e/o la gara. La vittoria di Hamilton sul circuito messicano è, alla pari di quella in Ungheria, la più bella di quelle conseguite quest’anno. Un successo maturato grazie alla caparbietà dimostrata su un tracciato che, per le sue caratteristiche sembrava, fin dalle qualifiche, privilegiare la Red Bull di Verstappen, seguita a ruota dalle due Ferrari.

Il pilota della Red Bull Max Verstappen

L’olandese della Red Bull, nonostante la pole conquistata, si è ritrovato quattro posizioni più indietro sulla linea di partenza, in seguito a una penalizzazione dei giudici di gara. Fatale, per lui, l’aver ignorato le bandiere gialle causate da un incidente occorso a Valtteri Bottas negli ultimi minuti della Q3. Un arretramento dimostratosi determinante per l’esito finale della corsa già nei primi giri dove, per la foga di rimontare, si è trovato coinvolto prima in una collisione senza danni con Hamilton e, successivamente, in un contatto con Bottas, che lo ha costretto al rientro ai box per una foratura. Da lì in avanti la corsa di Verstappen è stata una furiosa rimonta dalle retrovie che lo ha condotto al sesto posto finale, dietro al compagno Alexander Albon protagonista, invece, di una gara molto accorta.

Le Ferrari, vista la penalizzazione assegnata alla Red Bull, si sono ritrovate a occupare l’intera prima fila della griglia di partenza. Dopo aver mantenuto il comando sin dal primo stint di gara senza, tuttavia, evidenziare un passo superiore rispetto agli avversari, le vetture di Maranello hanno dovuto fare i conti con una strategia tutt’altro che azzeccata che ha penalizzato in particolar modo Lecrerc, costretto a due inutili soste che lo hanno relegato al quarto posto finale. Hamilton è così riuscito a passare in testa e a quel punto non c’è più stata storia. Pur non conseguendo un distacco importante da Vettel che lo inseguiva, il pilota inglese della Mercedes è sempre riuscito a mantenere una distanza tale da non rischiare mai un rientro in scia del tedesco. Il duello a distanza è stato avvincente fino alla fine ma il ferrarista, comunque autore di un’ottima gara, non ha mai avuto la possibilità concreta di impensierire l’avversario. In gara le Rosse hanno accusato un distacco di circa un paio di decimi a giro, uguale a quanto riscontrato nelle prove libere del venerdì. Si tratta, peraltro, del medesimo gap riscontrato anche in altre occasioni, dove le circostanze erano state magari più favorevoli. Il recupero di questo gap rappresenta proprio il punto di partenza dal quale iniziare a costruire la nuova vettura 2020, visto che in assetto da qualifica la velocità è oramai un bullet conquistato.

Alle spalle dei cosiddetti “top team” ha trovato luce il messicano Sergio Perez, piazzatosi settimo al termine di una prova maiuscola. L’aver resistito per diversi giri agli attacchi di Daniel Ricciardo riuscendo alla fine ad avere la meglio non è per nulla cosa da poco. Pilota esperto, veloce e concreto, viene da chiedersi se non sarebbe stato opportuno dargli una nuova chance su una monoposto di testa, dopo l’esperienza non felicissima in McLaren di qualche anno fa. Di fatto però tutte le caselle per la prossima stagione sono al completo e le vere opportunità saranno semmai per la stagione 2021, con i contratti di diversi piloti in scadenza e, soprattutto, con una rivoluzione tecnica delle vetture ancora tutta da definire.

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Paolo Scarteddu

Sardo d’origine (molto fiero di esserlo), ho vissuto gran parte della mia vita a Verona dove ho studiato e tuttora risiedo e lavoro nel settore bancario. Appassionato di motori fin da ragazzino, in generale sono affascinato da tutti i veicoli che corrono su terra, acqua e cielo. Tifoso ferrarista da sempre, provo ad essere commentatore imparziale delle vicende sportive della Rossa.

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