Un’Honda(ta) di freschezza

La convincente vittoria di Max Verstappen ottenuta alla guida della Honda sul rovente circuito austriaco di Zeltweg, dopo una splendida remuntada a suon di sorpassi, ha rappresentato il primo vero toccasana di questa stagione. Il perdurante dominio di Lewis Hamilton e della sua Mercedes, infatti, sta palesando tutti i limiti dell’attuale Formula 1, come confermato anche dal recente GP di Francia, noioso e privo di emozioni.

Il pilota olandese della Red Bull, Max Verstappen

Per rompere questa fastidiosa egemonia ci voleva, probabilmente, la vittoria di un team outsider ed è stato quanto mai bello assistere al ritorno al successo di un marchio storico come Honda, che mancava dal gradino più alto del podio dal lontano 2006. Dopo le frustrazioni patite nelle scorse stagioni ad opera del team McLaren e di Fernando Alonso – mai tenero con gli ingegneri nipponici per le prestazioni della loro power unit – grazie anche alla sinergia con il team Red Bull, la casa giapponese sembra aver finalmente trovato la soluzione agli annosi problemi del suo propulsore ibrido. Che tutto questo sia il prologo a un futuro dominio simile a quello visto a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta con Williams e, poi, McLaren? Oppure si è trattato di una semplice fiammata estemporanea? La risposta arriverà sicuramente con i prossimi appuntamenti europei.

Una Red Bull in gara in un’immagine di repertorio

In Austria sono saliti agli onori della crocaca due tra i più autentici talenti dei piloti della nuova leva, entrambi giovanissimi, il vincitore Verstappen e Charles Leclerc. Il ferrarista, protagonista di uno splendido weekend, con una pole conquistata il sabato e una gara condotta per buona parte in testa, è stato condizionato sul finale dalla tattica ancora una volta perfettibile adottata dal suo team, ancora più del sorpasso ai limiti del regolamento subito ad opera del pilota olandese, che tante polemiche ha suscitato al momento della proclamazione del vincitore. L’aver scelto di far partire entrambe le Rosse con le gomme soft – unica squadra tra i top team – ha causato l’usura precoce dei pneumatici hard, montati in gara dopo un pit stop anticipato rispetto ai concorrenti. La scelta, decisamente poco oculata, ha fatto diventare entrambi i ferraristi facili prede per le due Red Bull che non si sono lasciate sfuggire l’occasione. Un vero peccato perchè un successo avrebbe innalzato il morale della squadra, dopo tutte le avversità patite sin dall’inizio della stagione. La buona sorte, però, sembra non aver alcuna alcuna intenzione, almeno per ora, di imboccare la strada per Maranello.

Il sorpasso incriminato di Verstappen ai danni di Leclerc

Sul sorpasso finale di Verstappen ai danni di Leclerc, grazie al quale il pilota olandese ha tagliato per primo il traguardo, si è detto tutto e il suo contrario. Anche stavolta, i giudici di gara sono stati irremovibili e la Ferrari ha scelto, suo malgrado, di accettare il verdetto senza presentare alcun tipo di ricorso. La decisione della giuria, per quanto dura, appare sostanzialmente corretta perchè la manovra in sorpasso è rimasta nei limiti e, soprattutto, ha rappresentato un vero spettacolo per gli appassionati. Non si può, quindi, che essere d’accordo con le parole di Verstappen pronunciate a fine gara: «Questo è gareggiare, devono lasciarci correre, altrimenti tanto vale chiudere i battenti». Niente di più vero. Peccato solo che lo stesso metro non sia stato usato con Vettel in Canada, perché da quell’episodio ne è uscita sconfitta più che la Ferrari, la stessa Formula 1. Non è certo questo quello che meritano questo sport e tutti i suoi numerosissimi appassionati.

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Paolo Scarteddu

Sardo d’origine (molto fiero di esserlo), ho vissuto gran parte della mia vita a Verona dove ho studiato e tuttora risiedo e lavoro nel settore bancario. Appassionato di motori fin da ragazzino, in generale sono affascinato da tutti i veicoli che corrono su terra, acqua e cielo. Tifoso ferrarista da sempre, provo ad essere commentatore imparziale delle vicende sportive della Rossa.

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