Venturi neo DG e il futuro della BluVolley

BluVolley rilancia le proprie ambizioni e nomina Direttore Generale Fabio Venturi. Nato nel 1979 e cresciuto nella Lega come collaboratore di Flavio Tosi, nel suo curriculum vanta la Presidenza della 5a Circoscrizione, l’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Verona e, soprattutto, la carica di Presidente di AGSM. Giovane e determinato, Fabio Venturi è, quindi, una nomina politica e di grande impatto sul territorio, essendosi già candidato al ruolo di Sindaco di Verona per le prossime elezioni del 2022. Risulta evidente, quindi, che BluVolley, attraverso questa aggiunta in organigramma, abbia voluto manifestare le proprie intenzioni di sviluppo progettuale e di presenza sul territorio veronese.

Il presidente di BluVolley Stefano Magrini

Non stupiscono, pertanto, le parole espresse dal presidente Stefano Magrini proprio in questi giorni, che rivelano al pubblico la volontà della società di colmare le mancanze di budget rispetto ai top team della SuperLega. Tutto ciò reperendo un nuovo main sponsor. Tali comunicazioni d’altra parte non sono di semplice lettura, al di là del loro significato letterale. Se da un lato si guarda evidentemente al rilancio, dall’altra risulta quantomeno atipico dichiarare di essere alla ricerca di un partner di riferimento con il proprio ancora in essere – e non un’azienda qualunque – seppur in scadenza di accordo. Volontà di mandare un segnale per cercare di tenere il coltello dalla parte del manico nelle trattative per un eventuale rinnovo con Calzedonia o mero bluff? Rimane il fatto che le dichiarazioni del presidente Magrini difficilmente saranno state prese bene dal Gruppo Calzedonia, non abituata a investire tenendosi defilata.

La sede dell’Azienda Calzedonia Spa

Parliamo, poi, delle cifre in gioco. Il bilancio BluVolley al 30/06/2018, ultimo depositato, dichiara costi per circa quattro milioni di euro. Probabilmente la diretta gestione della prima squadra ne assorbe qualcosa più di tre, utili a “navigare” a centro classifica senza nessuna garanzia di centrare l’obiettivo playoff. Per ora parliamo di una stagione inferiore alle aspettative e sensazioni non così positive in vista della fine della regular season. Salire di livello e diventare una contender significherebbe sostanzialmente raddoppiare il budget disponibile per portarlo attorno ai sei milioni. Operazione finanziaria che presenta l’interrogativo sulla fonte della sponsorizzazione: trovare un marchio che conceda almeno due milioni di euro sembra non essere obiettivo di facile portata, anche se si ipotizzasse l’ingresso di più di un sostenitore. I dubbi non mancano, specie se a fine anno Calzedonia dovesse davvero defilarsi. L’opera di Venturi, che dovrà esprimersi proprio nella ricerca di nuova finanza, sembra missione molto complessa.

Muro a tre di Calzedonia nell’ultimo match contro Padova (www.legavolley.it)

Veniamo, poi, alla parte sportiva. A tutti i tifosi veronesi piacerebbe senz’altro avere una squadra che lotti per il titolo nazionale. Sarebbe sicuramente un volano di interesse nell’ambito del movimento pallavolistico veronese. Al momento, però, l’organico dovrebbe essere rifondato radicalmente, identificando sul mercato quei campioni pronti a sposare il progetto BluVolley, ma servirebbe pure mettere mano a una panchina troppo debole per considerarsi da titolo. Si dice che con i soldi si ottenga tutto ciò che si vuole, ma siamo sicuri che nel breve periodo, pur in presenza di budget interessanti, i campioni vengano a Verona e decidano di costruire qui gli anni cruciali della loro carriera? Più probabile è che il progetto possa svilupparsi per fasi intermedie, ma questo significherebbe non essere alla fine così certi di riuscire a imbastire sin da subito una squadra in grado di lottare per il vertice. Non si nasconda, poi, che la presenza di Stoitchev come head coach, lo scorso anno firmatario di un triennale che lo mette in una botte di ferro, non sia forse il punto di partenza migliore. Il tecnico bulgaro ha, infatti, dichiarato difficoltà di rapporti con alcune “prime donne” del campionato, vedasi ad esempio Bruno e Ngapeth, ma anche con molti altri giocatori della Superlega, non inclini ai metodi di lavoro dello stesso tecnico. Non solo: senza una squadra da subito pronta e prontissima, occorrerebbe investire ingenti somme per un periodo prolungato (3-5 anni), in attesa di essere perlomeno considerati una piazza di riferimento.

Roma non è stata costruita in un giorno e nemmeno la BluVolley sfuggirà alla regola; nello sport è difficile vincere, ma ancor più bruciare le tappe per arrivare a competere. Insomma, anche sul fronte sportivo la sfida è davvero tosta.
Ne varrebbe poi la pena? Stiamo parlando di svariati milioni di euro destinati a cullare sogni di gloria, in un contesto ambientale e sportivo dall’offerta estremamente eterogenea (calcio su tutti, ma anche pallacanestro, pallanuoto e pallamano) e dove il seguito della pallavolo è già ben al di sopra dei livelli medi nazionali. Quanto potrebbe espandersi ulteriormente il movimento grazie a una squadra competitiva per il titolo e avvalendosi della presenza di qualche campione in città? Sicuramente qualche effetto benefico ci sarebbe, ma ci si chiede se tutto ciò possa essere, poi, davvero duraturo ed economicamente sostenibile.

Abbraccio in campo tra i giocatori Calzedonia (www.legavolley.it)

Tornando infine alla nomina specifica di Venturi a Direttore Generale, si registra come ormai le logiche sportive di un tempo, siano oramai sovente disattese. Alla Direzione Generale veniva solitamente delegato un profondo conoscitore dell’ambiente e dello sport specifico, un tecnico, ma di ampio respiro professionale e umano, capace di essere, anche da solo, marchio del sodalizio. Profilo che Venturi non ha. Oggi evidentemente ci si basa su logiche diverse: si sceglie un politico, un buon reclutatore di opportunità commerciali, uno che faccia da garante del progetto. Traduzione: un po’ come giocarsi il jolly per provare a vincere una mano a carte. Con la nuova nomina, da un lato Venturi si mette certamente in gioco in un ruolo da cui potrà solo guadagnarne per la propria prossima campagna elettorale, mentre BluVolley con lui si affida a un uomo da sempre in connessione con Verona e i suoi quartieri, da sempre vicino agli ambienti sportivi, conoscitore delle logiche di amministrazione delle società sportive, profilo evidentemente ritenuto ideale per veicolare verso la società le risorse presenti sul territorio. Il matrimonio nel breve conviene davvero a tutti. Sarà sufficiente per proiettare BluVolley verso stagioni dorate?



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