Virtus totale

Mai così in alto, mai così bella. Contro il Ravenna la Virtus Verona ha conquistato la quarta vittoria consecutiva, la sesta in sette partite. Un ritmo da promozione che vale, ad oggi, il sesto posto in classifica . Un salto in avanti clamoroso, sia sul piano dei risultati che delle prestazioni. Una formazione diventata davvero “totale”, sotto ogni profilo.

Momento storico

Il primo dato è da brividi di gioia. Nel primo campionato disputato al terzo livello del calcio italiano solo in una occasione su trentotto i rossoblù erano riusciti a mettere il naso fuori dalla zona playout. La Virtus nel frattempo ha imparato la lezione. E almeno finora, questa striscia positiva che ha portato il sodalizio di Borgo Venezia al sesto posto in classifica – posizione record per il club – non sembra generare particolari capogiri. Le vertigini solitamente si provano per la poca abitudine all’altezza. In realtà, sia sul piano dell’esperienza che, in maniera meno metaforica, su quelli di tecnica e tattica, in questi ultimi mesi Gigi Fresco ha saputo assemblare uno spogliatoio che in termini di qualità e maturità ha poco da invidiare a molte rivali del girone. 

L’ultimo innesto, poi, è stato un colpo da maestro. Portare in serie C un giocatore del calibro di Paolo Sammarco significa essersi garantiti le prestazioni di un elemento fuori categoria. Aggiunto a Cazzola, l’ex centrocampista del Chievo, con alle spalle dieci anni di A e quasi cinquecento presenze da professionista, ha permesso un ulteriore salto in avanti al livello qualitativo della linea mediana. Con un possibile effetto nel medio periodo anche sul percorso di crescita dei giovani che gli stanno intorno, come Danieli ad esempio. Tanto che, dopo le sue prime due uscite, è naturale chiedersi se, al netto del dato anagrafico, uno come lui non avrebbe potuto far comodo in qualche sodalizio di categoria superiore. Piazzato in mezzo ad una linea a tre con Cazzola e Onescu ai fianchi, Sammarco è diventato il baricentro ideale in una Virtus più che mai sia di lotta che di governo.

Il calcio totale di mister Gigi

Gigi Fresco sta plasmando la squadra attraverso costanti riletture. Una sorta di calcio totale in cui gli elementi sono schierati in maniera propedeutica alle esigenze del momento. Con i risultati, in termini di efficacia, che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Col Ravenna la difesa si è registrata attraverso la presenza di due centrali (Rossi e Sirignano) piazzati sulle linee esterne, in pratica bloccando gli spazi agli avversari. In mezzo al reparto arretrato la coppia prevedeva un centrale (Pellacani) dai piedi buoni, tanto che nelle prime uscite stagionali era stato utilizzato nei panni di regista, e un marcantonio dalle grandi potenzialità (Curto) che nella parte finale della partita col Padova era stato schierato addirittura come attaccante.

Gigi Fresco

Una delle massime più famose del football americano sostiene che «L’attacco vende i biglietti, la difesa vince le partite.» Dalle nostre parti la storia non pare molto differente anche se, va detto, è l’aver trovato la quadra giusta in fase offensiva in casa Virtus ad aver permesso l’esplosione in termini di risultati e semmai enfatizzato il gran lavoro dalla cintola in giù. Odogwu e Magrassi si stanno conquistando la copertina grazie alle loro prestazioni. A vederli, sembrano giocare insieme da sempre: si intendono ad occhi chiusi, sono complementari pur con caratteristiche non del tutto dissimili. Hanno entrambi capacità di uomini d’area e sanno entrambi, anche e soprattutto, lavorare per la squadra. La fisicità dell’italo-nigeriano è impressionante. Unita ad una per certi versi sorprendente rapidità aggiunta alla tecnica, ne esce fuori un giocatore fondamentale in questo scacchiere in cui Danti sta godendo di una nuova vita nei panni di trequartista.

Safety first

L’appetito, si dice, vien mangiando. «Sognare non costa nulla, dunque non incide sul budget» è stata una delle più note battute di Giancarlo Fiumi, già segretario di Hellas e Chievo ma soprattutto uno dei grandi gentiluomini dello sport veronese. Questa Virtus di investimenti ne ha fatti già parecchi e, a quanto pare, decisamente azzeccati. Nel frattempo Fresco e i suoi restano legittimamente con i piedi per terra. Si ragiona per gradi: innanzitutto la salvezza, con l’obiettivo di arrivare prima possibile a quota 41. “Safety first” insomma, come dicono in terra d’Albione.

Tutto sommato però, vedendo questa squadra giocare al calcio, qualche pensiero è lecito farselo. L’organico allestito e la qualità delle prestazioni sono di prim’ordine. Pur tenendo un occhio rivolto verso il basso (oggi i rossoblù sono a più dieci dal Rimini, quint’ultima) se la capacità di concentrazione e la compattezza dovessero mantenere un simile regime, nel frattempo qualche rivalutazione delle ambizioni a stretto giro non sarebbe affatto ardita, nonostante il girone annoveri avversarie che si chiamano Padova, Vicenza, Reggiana, Cesena, Piacenza, Modena e tante altre “nobili” decadute. Anche perché, come avrebbe aggiunto Fiumi, sognare è gratis.

(Foto VirtusVerona/Liborio)

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Paolo Sacchi

Nato a Genova, ha scoperto quasi subito che le Scienze Politiche non facevano per lui. Viaggiatore e calciofilo, già ufficio stampa, come giornalista collabora con diverse testate cartacee, web e radiofoniche e da anni racconta dal vivo in diretta alla radio le partite del ChievoVerona. Esperto di turismo e di sport britannici, è felice di dover rifare spesso il suo bagaglio a mano.

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