Volley: campagna acquisti oculata per Calzedonia

Il mercato del volley è alle strette finali, ma la continua ricerca dell’atleta talentuoso, anche se di difficile identificazione geografica e sportiva, appassiona sempre meno il numeroso pubblico pallavolistico nazionale. In buona sostanza, giusto per essere chiari, alcuni nuovi acquisti non li conosce nessuno. Calzedonia, dal canto suo, sta completando l’organico 2019/2020 senza particolari squilli. Nessun affare stile Kazinsky, nessun nome altisonante all’orizzonte, a smentire prontamente chi aveva visto nella scelta di coach Stoytchev la premessa per un mercato da prima della classe. Illusioni che avevano per un attimo coinvolto i tifosi che, probabilmente, hanno trascurato la reale forza finanziaria di BluVolley. Le risorse disponibili non sono ancora da top team, forse oggi nemmeno da alta classifica, viceversa sarebbero già state messe in campo. Allenatore bulgaro a parte – lui certamente un fuoriclasse, visto il curriculum – la sensazione è che nell’allestire la rosa si sia fatta di necessità virtù, prendendosi qualche rischio e scommettendo nel lancio di qualche giocatore non ancora affermato. Niente di male, se non si può competere per il vertice, è bene prenderne atto e seguire logiche diverse. Analizzando l’attuale roster, proviamo a capire nel dettaglio la strategia con la quale si è mossa fino ad ora la società veronese.

La grinta di Stoytchev: per BluVolley sarà lui il valore aggiunto della rosa di Calzedonia

Al fianco del confermato palleggiatore Spirito, è arrivato Franciskovic, regista statunitense, già intravisto in Italia in una decina di ingressi in campo, peraltro non memorabili. Probabile che Bluvolley, non potendo ragionevolmente fare un grosso salto di qualità nel ruolo, abbia deciso di confermare Spirito nella logica del buon rapporto qualità-prezzo, affiancandogli un giocatore ancora inesperto di SuperLega, ma con margini di miglioramento interessanti, data la giovane età. La scelta appare quasi naturale ed è senz’altro condivisibile, ma senza dubbio fa emergere una strategia non evolutiva in termini di performance. Nel caso di Spirito si tratta di un ottimo giocatore italiano, dalla faccia pulita, dotato di ampi margini di miglioramento. Non è però un Giannelli, giusto per dare un termine di paragone. È sufficiente prenderne atto e si impara ad apprezzarlo. Sul fronte liberi, può essere vista come lungimirante la scelta di portarsi a casa Bonami, uno degli specialisti di seconda linea più brillanti della passata stagione, quarto nel ruolo in termini di positività in ricezione. BluVolley e lo stesso giocate puntano entrambi a un ulteriore salto di qualità, che per il neogialloblù potrebbe significare la possibilità di attirare l’attenzione di qualche big. La curiosità di vederlo all’opera è forte mentre mistero fitto grava sul ruolo di secondo libero. Thomas Frigo potrebbe non essere intenzionato a rientrare a casa a farsi un altro anno di panchina, così come altri giovani veronesi, anche se affascinati dall’idea di far parte di un roster di A1. Comunque sia, poco cambierà in termini di performance. Sul fronte centrali, BluVolley ha confermato l’intramontabile Birarelli – mente acuta, stratega del muro e grande uomo squadra – nonché Solè, uno dei migliori centrali per rendimento nella scorsa stagione. Non solo: Calzedonia ha preso pure Cester, elemento inserito oramai in pianta stabile nell’elite del ruolo. Francamente era difficile fare di meglio, ma si sa che con i centrali non si vincono i campionati. Nel ruolo di opposto la società ha rinnovato la fiducia a Boyer, atleta pazzesco e con potenziale tutto da esplorare. Su di lui gravano alcune maldicenze riguardo comportamenti non del tutto professionali tenuti nel corso della precedente gestione, visti come la causa principale dell’attrito nato tra Grbic – più tollerante – e la società, più propensa a dispensar bastone. Vere o false che siano certe chiacchere, è certo è che Calzedonia, viste le qualità del giocatore, non poteva non prendersi il rischio di confermarlo. In questo caso l’investimento in termini di ingaggio è senza dubbio molto oneroso (si parla di 250.000 euro) ma senza opposto di valore non si comincia nemmeno a giocare in SuperLega. La dirigenza avrà il compito di indirizzare il canadese, facendogli capire che può senz’altro diventare un gran giocatore. mentre a Stoytchev spetterà l’onere di farlo rigare dritto. Conoscendo leadership e metodologie del coach bulgaro, dubbi in questo caso non sembrano essercene.

Enrico Cester, ancora in divisa Lube, è il volto nuovo di Calzedonia nel reparto centrali

Infine, si giunge alle dolenti note, quelle che riguardano gli schiacciatori ricevitori. In Italia, è vero, scarseggiano gli interpreti di qualità e molti rimpiangono ancora i bei tempi andati di Papi in nazionale e di Savani in fugace apparizione in riva all’Adige. La realtà odierna è ben diversa e per ingaggiare atleti di valore occorrono investimenti economici importanti. BluVolley ha, quindi, deciso di fidarsi del proprio coach, sicuro segnalatore del connazionale Asparuhov, talentuoso posto 4 di cui tutti parlano un gran bene. È d’altro canto un 2000, come reagirà in SuperLega? Nelle intenzioni della società, il giovane bulgaro dovrebbe far coppia con il rientrante Jaeschke. L’infortunio al crociato sembra superato, ma solo il campo dirà se il suo rendimento sarà ancora quello di dodici mesi fa. Probabile terzo attaccante a roster dovrebbe essere Chavers, altro nordamericano a vestire gialloblù. Si tratta nella fattispecie di un atleta tutto da scoprire che necessiterà di una lunga fase di ambientamento, come tutti i suoi predecessori, arrivati da noi una volta terminata l’esperienza nei college a stelle e strisce. L’affidabile Marretta, infine, andrà a completare il reparto attaccanti, sicuramente quello più incerto, almeno sulla carta.

BluVolley presenta il giovanissimo bulgaro Asparuhov

La sensazione è che la squadra sia stata costruita con logica, nel limite delle risorse disponibili, affidando a Stoytchev il compito di far esplodere almeno uno tra i giocatori non ancora affermati. A Boyer andrà il compito “ingrato” di metter giù caterve di palloni. Se,poi, Jaeschke dovesse tornare quello di un tempo e se il suo giovane bulgaro collega di reparto si dimostrasse valido elemento sul quale contare, ecco allora che il quinto posto diventerebbe non una chimera, ma un obiettivo minimo. Ci sono però molte circostanze che devono quadrare e combaciare perché tale scenario possa verificarsi. Diventa più credibile pensare ad una Calzedonia di metà classifica, poco attenta ad un piazzamento particolare in regular season ma capace di arrivare al momento decisivo della stagione in perfetta forma psicofisica, pronta a cercare di mettere i bastoni tra le ruote alle big. Giudizio finale: mercato onesto e ragionevole. Ottima la conferma di Boyer e Solè che non era affatto scontata. Chi si sarebbe aspettato di più, vive sulla luna o non vuole il bene della società e la sua presenza duratura ad alti livelli.
Detto degli atleti di prima squadra, sempre sotto i radar dei media, occorre non trascurare i cambiamenti che Stoytchev porterà nell’organizzazione nel suo complesso. Gli effetti verranno valutati più avanti, ma intanto già trapelano forti segnali di discontinuità. L’Head Coach non è un mediatore e nemmeno uno incline a lasciare scegliere gli altri, vedremo se saranno più i benefici o i problemi generati da questo approccio. Infine, non va taciuta un’attenta e continua manifestazione di intenti legata al settore giovanile da parte di BluVolley. Notizia di pochi giorni fa è che Bagnoli, indimenticato coach gialloblù, sarà punto di riferimento del settore giovanile. Nel suo insediamento molti sono stati gli spunti programmatici proposti che, se portati avanti e realizzati, farebbero diventare la stagione entrante una sorta di anno zero per la pallavolo giovanile veronese e per quella di Calzedonia. Vedremo se la sua presenza sarà qualcosa di più di un volto, semplice garante di qualità grazie ai suoi brillanti trascorsi in terra veronese o se, come auspichiamo, sarà davvero il primo passo verso un cambiamento di strategia societaria. La pallavolo maschile veronese ha davvero bisogno di una prima squadra che sia da traino al movimento, mai come in questa fase storica in evidente declino per numeri ed età media dei tesserati in campo maschile.    

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Lorenzo Mori

Lorenzo Mori, nato a Verona 11 anni dopo l'alluvione di Firenze e pochi mesi prima del rapimento Moro, si alterna tra la professione di consulente free lance (un po' commercialista, un po' controller) e il ruolo di allenatore di pallavolo. Papa' da qualche anno, ha sempre sognato di scrivere un trattato sulla città ideale, ma non lo farà mai; nel frattempo importuna gli amici di Facebook con post di lunghezza immane e pesantezza insopportabile. Nostalgico quanto basta della "polis" greca e dei campioni alla Roberto Baggio, è soprattutto appassionato di neve e boschi e il suo motto preferito, di gucciniana memoria, è: "Uscir di casa a vent'anni è quasi un obbligo, quasi un dovere"

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